Madrid, 27 settembre 2021 - Dopo una breve pausa stamane è ripresa l'eruzione del vulcano sul Cumbre Vieja, nell'isola di La Palma alle Canarie. Secondo gli esperti, che stanno seguendo l'evolversi del fenomeno iniziato il 19 settembre, i segnali di intermittenza delle ultime ore sono abbastanza comuni nelle attività vulcaniche. Ma ora si ripropone il rischio che la lava raggiunga il mare, sprigionando  "colonne di vapore d'acqua cariche di acido cloridrico" pericolose. Inoltre anche Sardegna e Sicilia potrebbero risentire degli effetti della nube che sta sorvolando il Mediterraneo. 

Infatti l'attività del vulcano delle Canarie è seguita con grande attenzione anche dall'Italia per il rischio che la nube di polveri e gas, con all'interno diverse sostanze pericolose come il biossido di zolfo, arrivino sulle due isole. 

Le carte di Copernicus, il programma di osservazione della Terra dell'Unione europea che monitora il nostro pianeta, mostrano chiaramente la possibilità che la nube, ora ad alta quota nel Mediterraneo, sorvoli anche le due isole italiane, prima la Sardegna e poi la Sicilia. 

Alessandro Serci dell'Arpa Sardegna: "Stiamo verificando la situazione dalle nostre 34 stazioni della rete regionale di monitoraggio ambientale da quando il fenomeno è iniziato la situazione attualmente è sotto controllo, entro i 3 microgrammi per metro cubo di biossido di zolfo. Non ha piovuto e non ci sono state ricadute". E le previsioni sono buone: "Le simulazioni fatte dagli uffici competenti indicano che l'inquinante è stazionario a 5mila metri di altezza. Non ci sono fenomeni meteo che comportano la ricaduta di questo inquinante verso il nostro territorio. Il dato peggiore che ci era stato indicato era previsto per sabato e domenica, ma fortunatamente non abbiamo avuto nessuno sforamento dei limiti della qualità dell'aria".

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La lava, dopo aver raggiunto e travolto diverse case della località di Todoque nei gironi scorsi, ieri sera era arrivata a 1,6 chilometri dalla costa. Le autorità locali temendo il contatto della lava con l'acqua di mare, hanno ordinato alla popolazione sulla costa di rimanere in casa. Il direttore tecnico del piano d'emergenza, Miguel Ángel Morcuende, assicura che la qualità dell'aria e dell'acqua sull'isola è ancora "buona". In tutto rimangono evacuate circa 5.600 persone e altre 300 circa sono chiuse in casa.