Catania, 29 settembre 2021 - La lava del vulcano che ha eruttato alle Canarie, sull'isola di La Palma, ha colpito 744 edifici, 656 dei quali sono stati distrutti, secondo l'ultimo conteggio del sistema satellitare europeo Copernicus. La colata di lava che si sta riversando nell'oceano da una scogliera ha provocato la formazione di una piramide di oltre 50 metri.

Vulcano alle Canarie, le ceneri puntano su Sardegna e Sicilia

Una eruzione "molto spettacolare", ma anche "molto distruttiva". Quel che stupisce, guardando le immagini che vengono da La Palma, è quanto simile questa eruzione sia a una tipica eruzione laterale dell'Etna", commenta il vulcanologo dell'Ingv di Catania, Boris Behncke. Una frattura eruttiva con diverse bocche allineate "a bottoniera", con piccole fontane di lava ed esplosioni stromboliane, colate di lava a blocchi, che avanzano lentamente attraverso terreni, "mangiandosi villette come quelle che abbiamo nelle nostre 'zone di villeggiatura'". E aggiunge l'esperto di Francoforte, innamorato della Sicilia e dell'Etna: "Sto pensando alla prossima eruzione laterale dell'Etna, o quella dopo, o quella successiva ancora; una di quelle sarà come questa qui a La Palma, sviluppandosi poco a monte delle nostre 'zone di villeggiatura' e dei nostri paesi etnei. Come nelle Canarie, per decenni non si è sprecato un pensiero al rischio vulcanico, e ancora si sta costruendo a tappeto, riempendo quei pochi spazi di terreno che restano fra gli abitati, soprattuto sul versante sud dell'Etna".

"Ci siamo lamentati - prosegue il vulcanologo dell'Etna - tanto delle ricadute di cenere e lapilli in questo anno nell'area etnea. Ma siamo coscienti che così l'Etna ci ha risparmiato l'eruzione laterale che temevamo all'inizio dell'anno? Un'eruzione che sarebbe potuta andare come quella a La Palma, ma invece l'Etna ci ha regalato un'eruzione sommitale, che a parte le ricadute - problema risolvibile se ci si organizza in maniera sistematica e permanente - non ha rappresentato alcun problema per chi vive intorno alla nostra montagna. Questa volta ci è andata magistralmente bene, ma non necessariamente sarà così anche la prossima volta". Molti sono stati evacuati in fretta, quando il vulcano de La Palma ha mandato i suoi segnali premonitori, sempre più insistenti, e non hanno avuto modo di portarsi ciò che avevano in casa, se non proprio le cose più essenziali, i documenti personali, qualche foto, magari il computer portatile. Per Boris Behncke l'eruzione de La Palma deve far riflettere "su quanto siamo pronti noi ad affrontare una situazione simile, quanto siamo preparati, quanto siamo consapevoli di vivere su un vulcano che di queste cose ne ha fatte decine di volte negli ultimi secoli. Quanto ci siamo resi vulnerabili, nella nostra frenesia di possedere sempre più roba, di poter mostrare quanto stiamo bene".