L'esercito di terracotta nel mausoleo di Xi'an
L'esercito di terracotta nel mausoleo di Xi'an

Pechino, 11 marzo 2019 -  Ciò che gli uomini hanno cercato per millenni sarebbe stato sepolto in una tomba cinese. Un sepolcro di duemila anni fa conserverebbe infatti il segreto dell’elisir dell’eterna giovinezza. In un vaso di bronzo è stato ritrovato un liquido giallastro, inizialmente scambiato per vino, ma oggi identificato dagli studiosi come l’elisir descritto dagli antichi testi taoisti. La sepoltura in questione è grande 210 metri quadrati e risale alla dinastia degli Hans occidentali, ovvero tra il 202 a.C. e l’8 a.C.

Come riporta la rivista Geo, Shi Jiazhen, responsabile dell’Istituto di archeologia e reliquie culturali della città di Luoyang, ha analizzato la sostanza trovata nel vaso di bronzo e i risultati indicano che si tratti davvero di un “elisir d’immortalità”. Anche perché, secondo Pan Fusheng, archeologo a capo del progetto, il nitrato di potassio e il solfato di alluminio ritrovati nei tre litri e mezzo di liquido giallastro sono gli ingredienti descritti negli antichi testi taoisti.

"È la prima volta che delle medicine mitiche per l’immortalità vengono ritrovate in Cina" ha dichiarato Shi Jiazhen all’agenzia di stampa Xinhua. Per ora, comunque, non si sa ancora se quel liquido fu realmente ingerito o se fu invece solo depositato nelle tombe. La questione non è di poco conto. Se bevuto, il nitrato di potassio può provocare grastroenteriti, infezioni ai reni e tumori. Altro che lunga vita. Ma la ricerca di qualcosa che possa portare all’immortalità è il fil rouge che accomuna da secoli la vita dell’uomo sulla terra.

Qin Shi Huang, primo imperatore della Cina, aveva fatto della ricerca della pozione dell’eterna giovinezza un caso nazionale tanto da aver eretto il mausoleo di 56 chilometri quadrati con oltre settemila statue di soldati in terracotta a sua protezione e iscrizioni con ricette di elisir che furono riportati alla luce nel 2017.

Se, come abbiamo visto, l’imperatore si era tanto impegnato per sfuggire la morte, oggi, venticinque secoli dopo, i metodi sono un po’ diversi ma vanno nella stessa direzione: ad esempio il cofondatore di PayPal, Peter Thiel, ha deciso di investire milioni di dollari nella lotta contro l’invecchiamento attraverso nuove aziende e start up mirate mentre il cofondatore di Google, Larry Page, ha lanciato nel 2013 la società Calico, destinata nientemeno che a “uccidere” la morte.

Elemento di costante attualità, dal film Cocoon di Ron Howard in cui gli anziani di un ospizio ritrovano la giovinezza grazie a una piscina piacevolmente infestata da bozzoli alieni, al più inquietante serial Netflix Fortitude in cui l’eternità è affidata a delle larve congelate di api preistoriche e al liquido spinale di alcuni malcapitati, l’elisir di lunga vita nel mito sarebbe stato bevuto (una goccia soltanto) da Enoch, Thot ed Ermete Trismegisto.

L’eterna gioventù la cercavano i cavalieri medievali nel Sacro Graal, donatore di vita eterna e guaritore di ferite. Altri, l’eterna giovinezza l’hanno inseguita (con l’immaginazione) fino al Tibet, destinazione Shangri-La, il paradiso immaginario descritto nel romanzo Orizzonte perduto di James Hilton del 1933.

La fonte della giovinezza, conosciuta anche come Aqua de vida, è una leggendaria sorgente che popola molte culture. Secondo questo mito, a cui si è ispirata anche la fortunata serie di film sui Pirati dei Caraibi, la fonte fu scoperta dallo spagnolo Juan Ponce de León nel 1521, in Florida. Nel 1750 fu ritrovato il suo diario e da allora iniziò la ricerca. I contorni della vicenda, come è ovvio, sfumano tra il desiderio e il sogno. Forse solo Johnny Depp-Jack Sparrow ci rivelerà, un giorno, la verità.