Washington, 7 novembre 2020 - La tentazione di Trump di fondare un suo partito resterà tale. I repubblicani non vireranno al centro, scaricandolo, e saranno ancora trumpiani. Ma all’orizzonte c’è un possibile passaggio del testimone, da Donald alla figlia Ivanka. Potrebbe essere lei la candidata alle prossime presidenziali. Così il politologo Alessandro Campi, docente di storia del pensiero politico all’università di Perugia. Professor Campi, dove ha sbagliato Trump? "Ha sbagliato la gestione della pandemia, perchè sembra chiaro che senza questa congiuntura negativa e il modo in cui l’ha gestita Trump...

Washington, 7 novembre 2020 - La tentazione di Trump di fondare un suo partito resterà tale. I repubblicani non vireranno al centro, scaricandolo, e saranno ancora trumpiani. Ma all’orizzonte c’è un possibile passaggio del testimone, da Donald alla figlia Ivanka. Potrebbe essere lei la candidata alle prossime presidenziali. Così il politologo Alessandro Campi, docente di storia del pensiero politico all’università di Perugia.

Professor Campi, dove ha sbagliato Trump?

"Ha sbagliato la gestione della pandemia, perchè sembra chiaro che senza questa congiuntura negativa e il modo in cui l’ha gestita Trump avrebbe vinto ancora, grazie soprattutto all’economia in crescita. Il mancato rispetto delle promesse di riportare in America i posti di lavoro dell’industria pesante persi nella rust belt dell’America settentrionale gli è costata gli Stati che si affacciano sui grandi laghi. Ma ripeto, senza il Coronavirus avrebbe rivinto nettamente".

Si dice che Trump abbia da tempo la tentazione di fondare un suo partito, ancora più radicale, personalizzato e anti establishment nel suo populismo. Se lo facesse potrebbe scalzare il partito repubblicano?

"Non credo che lo farà. Magari ne ha la tentazione, ma si rende conto che quella repubblicana è una tradizione politica molto radicata in America ed è difficile immaginare che Trump, con un partito tutto suo, possa superare i repubblicani. Per fare una operazione del genere ci vuole un sistema politico destrutturato, e non mi pare il caso degli Stati Uniti".

E quindi?

"E quindi uno servirà all’altro. Trump ha ricompattato il mondo repubblicano, gli ha ridato, certo con il suo stile molto estremizzato, slancio e vitalità dopo la virata neocon di Bush Junior. E ha portato molti consensi. I repubblicani in fondo gli dovrebbero essere, e gli sono, grati".

Lei pertanto vede un partito repubblicano ormai “trumpizzato“ che lo avrà come inevitabile leader?

"Il partito repubblicano, tra l’opzione di una svolta al centro e una continuazione della rivoluzione trumpiana, credo che opterà ancora per la seconda, valorizzando il fatto che Trump ha carisma ed è stato in grado di allargare il bacino elettorale del partito. Secondo me però se il partito sarà ancora ’trumpiano’, Donald Trump opterà, in linea con la tradizione familistica della politica americana e tendendo conto della sua età, per mettere in campo sua figlia Ivanka, che sembra avere un appeal tutto suo. Ed è quindi possibile che nel 2024 si assista, dopo la sfida gerontocratica del 2020, ad una sfida fra donne. Ivanka Trump contro Kamala Harris".

Che effetto avrà la sconfitta di Trump sui sovranisti mondiali? Ha ragione Enrico Letta a dire che senza Trump il sovranismo si sgonfierà anche in Europa?

"I populisti in Europa c’erano già prima. In Trump hanno trovato un punto di riferimento, ma ormai è una famiglia poltica che si è strutturata in molte varianti, ha un suo consenso e le sue ragioni per esistere. Credo che sopravviverà a Trump e che la cattiva gestione della pandemia da parte di molti governi europei darà probabilmente loro nuova linfa".