Hillary Clinton vince la nomination. Sanders sconfitto (Afp)
Hillary Clinton vince la nomination. Sanders sconfitto (Afp)

New York, 8 giugno 2016 - Hillary Clinton è entrata nella storia con una giacca bianca.”Abbiamo rotto il tetto di cristallo… E’ un momento straordinario senza precedenti - dice commossa - anche le donne possono ottenere la nomination per la Casa Bianca e diventare presidenti degli Stati Uniti d’America…”. Brooklyn è in festa, le urne si sono appena chiuse e lei ha dominato in New Jersey, New Mexico, South Dakota, per vincere nettamente nella notte anche in California. La nomination adesso è matematicamente sua perché ha superato di diverse centinaia il tetto dei 2383 delegati e superdelegati per assicurarsi la convention.

Bernie Sanders è riuscito solo a vincere in Nord Dakota e Montana, ma intende partecipare anche all’ultima primaria di martedì prossimo nel distretto do Columbia a Washington DC. Vuole raccogliere fino all’ultimo delegato possibile per tenere in vita il movimento che si è creato intorno ai suoi principi populisti. Dopo il risultato della California però il senatore ha tagliato con effetto immediato la metà del suo staff.

Il  presidente Barack Obama ha chiamato sia la Clinton che Sanders. Si è congratulato con Hillary per la vittoria e riceverà Sanders domani alla Casa Bianca, su richiesta dello stesso Sanders, per continuare il discorso sull’agenda progressita e fare da paciere allo scopo di convincerlo ad appoggiare con intentistà Hillary nel duro confronto contro Donald Trump.


Il miliardario newyorkese ha parlato da un club alle porte di New York che porta il suo nome annunciando che lunedì farà un duro discorso contro la Clinton e i Clinton, “hanno veduto favori di stato per centinaia di milioni di dollari… Lei ha trasformato il dipartimento di stato in un edge fund per la Clinton foundation….”. Ieri sera però Trump si è limitato a un discorso breve e sottomesso per tranquillizzare i leader repubblicani che gli avevano voltato le spalle dopo le sue affermazioni razziste sul giudice di origini messicane che sta seguendo l’inchiesta sulla Trump University. Questa volta Donald non ha improvvisato ma ha letto il suo discorso dal teleprompter dopo che il testo era stato lungamente limato e depurato dagli attacchi personali. E’ sembrato un altro Trump senza carica e senza rabbia, quasi spento. Anche i suoi grandi sponsor rimangono sulla riva del fiume doppo gli ultimi attacchi razzisti.


Hillary invece è apparsa magnanima con la sua vittoria. Ha lanciato un immediato discorso di unità  congratulandosi con Sanders per i risultati raggiunti e per i temi sull’eguaglianza che aveva sollevato nella sua campagna. La Clinton però ha concentrato tutto il resto del suo discorso contro Trump  dicendo: ”E' inadeguato per temperamento a fare il presidente degli Stati Uniti… Vuole guidare il paese aizzando la paura… Vuol riportare l’America indietro… Per essere grandi - ha aggiunto Hillary - non possiamo renderci piccoli. Dobbiamo essere grandi quanto i valori che definiscono gli Stati Uniti…”.
Alla fine sul palco sono arrivati la figlia Chelsea nuovamente incinta e l’ex presidente Bill Clinton che potrebbe diventare a novembre il primo first husband della storia americana.


Sanders è stato l’ultimo a parlare da Santa Monica in California in un hangar dell’aeroporto. Per lui ieri non è stata una bella notte ma i suoi sostenitori sempre entusiasti non intendevano arrendersi ai numeri che davano Hillary nettamente vincitricie.
“Grazie per essere qui e per essere parte della rivoluzione politica… - ha detto - Abbiamo vinto in 22 Stati e abbiamo vinto con una stragrande maggioranza dei giovani che sono il futuro del nostro Paese. La nostra è una visione di giustizia sociale, razziale ed economica. Noi non permetteremo mai che la destra repubblicana e Donald Trump si prendano il Paese con insulti ai messicani e ai neri…. Ma la nostra missione è trasformare il Paese. Non possiamo permettere che il benessere del Paese sia in mano a meno dell'1 per cento della popolazione. La democrazia non è dei miliardari che comprano le elezioni. Continueremo la nostra battaglia fino alla convention di Filadelfia per cambiare il Paese”.


Sanders ha  detto di essersi congratulato con la Clinton per la vittoria annunciando che discuterà anche con Obama il nuovo corso del Paese. In altre parole anche se Hillary si è assicurata la nomintaion per avere l’appoggio di Sanders dovrà negoziare con lui ogni passo.
Sanders non ha mai parlato di partito democratico ma di “movimento” da tenere unito per battere Trump, ma non ha affatto parlato di unificazione del partito. Anche se lavorerà con la Clinton il senatore del Vermont vuol rimanere “indipendente” e continuare a essere il generale delle sue truppe. Non è quello che Hillary si aspettava, ma è l’unico appoggio che può avere perchè l’ego di Sanders è molto delicato.