Roma, 7 maggio 2021 - Urne aperte da stamattina in numerosi territori della Gran Bretagna. E' il "Super Giovedì", come ribattezzato dalla Bcc, durante cui circa 48 milioni di aventi diritto sono chiamati al voto per una tornata di elezioni amministrative. Un test importante per il governo Tory di Boris Johnson, dopo oltre un anno di emergenza Covid, ma soprattutto per la Scozia. Nel Paese gli indipendentisti dell'Snp (Scottish National Party), guidati dalla premier Nicola Sturgeon, puntano infatti a rafforzare ulteriormente il loro primato e possibilmente ad agguantare la maggioranza assoluta nella corsa per il rinnovo del Parlamento di Edimburgo, in modo da cercare di dare slancio alla sfida per ottenere quel referendum bis post Brexit sulla secessione da Londra, che al momento il governo Johnson si rifiuta risolutamente di concedere. Le urne saranno aperte fino alle 22 locali (le 23 in Italia). 

Indipendenza da Londra

Boris Johnson e Carrie Symonds (Ansa)

Per ottenere una maggioranza, la leader dello Scottish National Party (Snp) potrebbe essere costretta a cercare un accordo con il suo ex mentore, Alex Salmond, e c'è da fare i conti con un'opinione pubblica che non sembra più così favorevole al divorzio da Londra come all'indomani della Brexit. Al referendum per l'indipendenza del 18 settembre 2014 prevalsero i 'no' con il 55%. Il primo ministro britannico, Boris Johnson, ritiene che una simile consultazione non possa essere riconvocata subito ma occorra attendere "una generazione". Secondo Sturgeon, però, la Brexit ha cambiato le carte in tavola, dal momento che al referendum sull'addio all'Unione Europea del giugno 2016 ben il 62% degli elettori scozzesi si espresse per il "Remain". Ma gli ultimi sondaggi, nondimeno, offrono un quadro incerto. Secondo una rilevazione di Savanta ComRes della settimana scorsa appena il 42% degli scozzesi voterebbe sì all'indipendenza. Sempre più elettori temono infatti che una separazione dalla Gran Bretagna possa mettere i bastoni tra le ruote alla ripresa post-Covid.

L'obiettivo della premier è entrare nell'Ue e nell'euro ma si tratta di processi che hanno i loro tempi tecnici e non è affatto detto che Bruxelles sia disposta ad accelerarli. Inoltre la Scozia spende più di quanto incassa e, in assenza dei trasferimenti da Londra, dovrebbe imbarcarsi in una dura politica di austerità fatta di tasse più elevate e tagli alla spesa. Sturgeon, che vorrebbe far svolgere la consultazione nel 2023, ha alzato però troppo il livello dello scontro per una marcia indietro tattica. La premier prima ha dato a Johnson della 'bestiola timorosa', citando il poeta nazionale Robert Burns, e poi ha tuonato che "non ci sarà alcuna giustificazione democratica, elettorale o morale" per negare un nuovo referendum.

La maggioranza

Elezioni amministrative (Ansa)

Per una nuova battaglia secessionista occorre però una maggioranza e non è detto che il Snp riesca ad aggiudicarsi i 65 seggi su 129 che sono la soglia minima per governare in autonomia. In Parlamento, finora, l'unico altro partito indipendentista sono i Verdi, che contano appena cinque scranni ma sono dati in leggera crescita. Alle elezioni corre anche Alba, una neonata formazione secessionista fondata da Alex Salmond, che fu il leader del Snp prima di cedere lo scettro a Sturgeon nel 2014. I sondaggi accreditano Alba di un sostegno intorno al 4%, ma anche un solo seggio potrebbe fare la differenza nel caso l'Snp manchi la maggioranza assoluta per un soffio. In questo caso Sturgeon potrebbe dover fare una scelta, dal momento che i Verdi escludono al momento una coalizione che includa Alba.

Sturgeon-Salmond

Alex Salmond (Ansa)

Una rappacificazione con Salmond sembra però complessa, dato il modo maldestro con il quale Sturgeon gestì il caso delle accuse di molestie sessuali che spinsero l'ex premier a lasciare il partito nel 2018, per poi essere assolto da tutte e 12 le imputazioni nel 2020. Sturgeon prima affermò di aver saputo delle accuse dallo stesso Salmond, poi spiegò di averne sentito parlare in precedenza dal suo ex capo dello staff, un'omissione considerata una violazione del codice ministeriale. Salmond accusò Sturgeon di aver mentito e sostenne l'esistenza di un complotto per buttarlo fuori dal partito utilizzando le accuse di molestie. Controversa è anche la nuova carriera di Salmond come conduttore di uno show a suo nome su RT, il canale televisivo del Cremlino.