23 apr 2022

Elezioni Francia 2022: Macron ha già vinto? Per i sondaggi sì

Marine Le Pen è indietro di dodici punti, ma l’astensione può ribaltare tutto. L’elettorato repubblicano e di sinistra potrebbe disertare il voto

giovanni serafini
Esteri
Il 44enne Emmanuel Macron, ex del Partito socialista, è all’Eliseo dal 2017
Emmanuel Macron (Ansa)

Parigi, 23 aprile 2022 - Una scelta decisiva per la Francia e per l’Europa: oggi, al termine di una campagna elettorale priva di mordente, con il principale candidato quasi sempre assente a causa di impegni prioritari (la guerra in Ucraina, il Covid, la presidenza di turno dell’Ue), 48 milioni di francesi sono chiamati alle urne. Quanti risponderanno all’appello? Quale sarà la percentuale delle astensioni e delle schede bianche o nulle? Dalla risposta a questi interrogativi dipende l’esito del voto.

Macron è largamente favorito, ha 12 punti di vantaggio su Marine Le Pen e gode, dicono gli analisti, di una "dinamica propizia". Aveva ottenuto al primo turno il 27,8% delle preferenze, contro il 23,1% della sua avversaria. L’ultimo sondaggio, effettuato ieri tenendo conto del duello televisivo vinto contro Marine, gli attribuisce il 56% dei voti. Un distacco importante sulla sfidante, che è ferma al 44%. Nessuno sa con certezza, però, per chi voteranno i simpatizzanti della France Insoumise, il partito estremista di sinistra guidato da Jean-Luc Mélenchon; né quanto la Le Pen sarà favorita da un’astensione che si annuncia molto forte (fra il 25% e il 30%). "È verosimile che Macron ottenga il bis all’Eliseo, ma in questa Francia tormentata e ambigua, in questo Paese in cui le classi medie virano verso il basso e le disuguaglianze sociali diventano sempre più stridenti, può davvero succedere di tutto", osserva il principe dei politologi francesi Alain Duhamel. E ricorda che nel 2017 Macron vinse con un punteggio molto più alto, il 66,1%, grazie alla ’barriera repubblicana’ che bloccò la Le Pen al 33,9%.

La diga e i castori

Fu Jacques Chirac il primo ad approfittare del ’no all’estrema destra’ che gli permise di vincere le presidenziali del 2002 con un trionfale 82%. Il suo avversario di allora era il padre di Marine, Jean-Marie Le Pen, che al primo turno aveva eliminato il socialista Jospin ma incappò poi nella diga eretta dai ’castori’, gli elettori terrorizzati all’idea che il capo del Front National conquistasse l’Eliseo. Il secondo sbarramento venne eretto nel 2017 contro Marine, che pure aveva cercato di ’ripulire’ il partito per rendersi credibile.

Oggi la leader dell’estrema destra francese (ma a lei non piace questa definizione) ha fatto molti passi avanti. Non fa più paura. In molti elettori prevale su tutto l’antipatia – o addirittura l’odio – che provano nei confronti di Macron. "La probabilità che la Le Pen vinca mi sembra minima. Se questo accadesse, mi sentirei davvero male. Ma ho deciso di correre il rischio pur di bocciare Macron", spiega un esponente deluso della destra moderata.

"Oggi vado al cinema"

Un sondaggio effettuato tra gli elettori che diserteranno le urne mostra che il motivo principale della scelta è la disaffezione dalla politica, la sensazione di non essere rappresentati, la convinzione che il ’voto utile’ non serva a niente, l’impressione che i politici si occupino solo dei loro interessi. "Ho stracciato la mia carta elettorale. Oggi vado al cinema", ha dichiarato un’ex militante socialista.

Se vince Macron

L’Europa tira un respiro di sollievo: si allontana la minaccia sovranista e l’establishment politico riprende il suo cammino verso il cosiddetto ’terzo turno’, ovvero le elezioni legislative che si terranno in giugno. Per Macron la gara si farà più difficile perché potrà contare solo sulle proprie forze e su quelle di una parte dei Républicains che, dopo il collasso del partito, saliranno sul suo carro.

Se vince Marine

Già domani la leader del Rassemblement National potrebbe recarsi a Bruxelles per annunciare il calo della contribuzione francese al budget dell’Ue. Una sfida all’Europa che, benché Marine Le Pen lo abbia negato durante tutta la campagna elettorale, sarebbe il primo passo verso la Frexit, l’uscita della Francia dall’Europa sull’esempio della Brexit.

Festa alla Tour Eiffel?

Per festeggia re la vittoria e pronunciare il suo di scorso Emmanuel Macron ha scelto il Campo di Marte e lo sfondo della Tour Eiffel: un perimetro di sicurezza è già stato predisposto per accogliere centinaia di migliaia di militanti in festa. Marine Le Pen ha preferito invece l’Arco di Trionfo e Place de la Concorde: partirà dal Bois de Boulogne, dove ha programmato la serata elettorale, alla testa di un corteo di 13 autobus regionali, simbolo delle periferie francesi.

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