Gerusalemme, 24 marzo 2021 - Israele al voto, ed è subito stallo. Si fa meno solida la posizione del premier Benjamin Netanyahu, mentre non è ancora terminato lo spoglio del voto (giunto all'89% delle schede scrutinate).  Al momento il blocco di Netanyahu (Likud e partiti nazionalisti e ultraortodossi) insieme eventualmente a Yamina, ottiene 59 seggi, due meno della maggioranza. Ma Netanyahu tira dritto e in nottata rivendica, parlando ai suoi sostenitori: "L'unica alternativa a un governo della destra guidato da me, è un quinto voto". Secondo il premier "una chiara maggioranza" degli eletti alla Knesset condivide la "sua politica". 

Lo scenario dei partiti

I partiti pro Netanyahu sono il Likud con 30 seggi, Shas 9, Yamina 7, 7 anche a United Torah Judaism, a Religious Zionism 6. I Partiti anti Netanyahu arrivano invece a 61 seggi: Yesh Atid di Yair Lapid ottiene 17 seggi, Blu e Bianco 8, Yislael Beitenu 7, ai laburisti ne vanno 7, a New Hope di Gideon Saarn 6, alla Lista araba comune, 6; a Meretz 5. Inizialmente sembrava che Raàm (la Lista araba unita) fosse rimasta fuori dalla Knesset, i risultati attuali gli assegnano invece 5 seggi. 

Stando così le cose, Il premier israeliano Benjamin Netanyahu potrebbe aver bisogno non solo del sostegno di Yamina ma anche degli islamisti di Ràam per dare un nuovo governo a Israele. Gli islamisti di Mansour Abbas sembrano infatti aver superato la soglia necessaria per entrare alla Knesset mentre il blocco possibile a sostegno di Netanyahu (con Bennett) è sceso a 59 seggi. Manca ancora da scrutinare tuttavia il 12% delle schede, tra cui anche tutto il voto dell'esercito, che potrebbe cambiare di nuovo le carte in campo. Le schede speciali, cosiddette a doppia busta, che mancano ancora da conteggiare sono 450 mila: non solo quelle dei militari, ma anche i voti dei diplomatici e dei malati di Covid-19 e in quarantena.

La proposta della sinistra

Il deputato Yair Golan di Meretz, partito di estrema sinistra israeliano, si è detto pronto a sedere al governo in una coalizione con i partiti nazionalisti di destra di Gideon Sàar e Naftali Bennett per mandare a casa il premier Benjamin Netanyahu. "Credo fermamente che la guarigione di Israele dipenda dall'uscita di scena di Netanyahu", ha affermato. "Sono disposto a sedermi con Bennett e Sàar, se uno di loro riesce a formare un'alternativa. L'obiettivo è sostituire Netanyahu". Consapevole della fragilit di un simile esecutivo, Golan ha riconosciuto che potrebbe durare poco e riportare il Paese alle urne "nel giro di un anno", "ma nel frattempo il processo a Netanyahu andrà avanti e la gente si abituerà alla consapevolezza di poter vivere senza di lui".