Mette Frederiksen vince elezioni in Danimarca (Ansa)
Mette Frederiksen vince elezioni in Danimarca (Ansa)

Copenaghen, 7 giugno 2019 - In Danimarca vince la sinistra con una ricetta di destra. Gli ingredienti sono identici, o quasi, ma cambia il giudizio a seconda di chi la propone. I socialdemocratici tornano in testa, pur perdendo qualche decimale, con il 25,9 grazie alla leader Mette Frederiksen, mentre il Partito del Popolo scende dal 21 a poco meno del nove, e il crollo fa perdere il posto al premier della coalizione di destra, Lars Lökke Rasmussen. Mette, a 41 anni, sarà la più giovane prima ministra a Copenaghen, ma dovrà governare da sola con un governo di minoranza, perché come da noi è impossibile mettere d’accordo tutte le formazioni della sinistra. 

La leader socialdemocratica è a sinistra per la politica sociale e economia ma le elezioni le ha vinte grazie alle sue proposte sull’immigrazione. 
La piccola Danimarca ne ha abbastanza di un’accoglienza senza limiti. "Non c’è posto per tutti – dichiara la Frederiksen – e chi arriva deve rispettare la nostra società". E si trova d’accordo con la destra anche sull’idea di confinare su una piccola isola, Lindholm, appena sette ettari, gli immigrati a cui non si può concedere asilo, ma che non si possono rimandare indietro per ragioni umanitarie. Rasmussen voleva invece mandare al confino a Lindholm, disabitata dal 1990, gli stranieri criminali, la cui espulsione è spesso difficile o impossibile, perché i paesi d’origine rifiutano di accoglierli. 

Finora sull’isola venivano spediti i cani malati, contagiosi, per essere eliminati. Il governo di destra aveva già stanziato 100 milioni di euro per accogliere a Lindholm 125 stranieri. E Mette porterà a termine il progetto. Secondo un’altra proposta la Danimarca potrebbe pagare la Lettonia perché accolga gli indesiderabili in una speciale prigione. 
In Danimarca vivono circa 500mila stranieri, pari all’8,8 per cento della popolazione, dunque nella media europea. 
Ma nel Duemila erano poco più della metà e gli stranieri sono il 27 per cento dei detenuti nelle carceri. Dunque, sostiene la destra, i profughi compiono reati con una frequenza tripla rispetto ai danesi. Ed è impossibile espellere un detenuto straniero su tre. 

I profughi vivono concentrati in quartieri dove la polizia si avventura con prudenza. L’anno scorso a Copenaghen si sono registrati una quarantina di scontri a fuoco tra bande rivali di profughi. 
I danesi hanno preferito la giovane Matte perché è più affidabile dei leader di destra, e si vergognano meno a votare per un partito non considerato razzista. Tutto qui. 
Lo stesso sta avvenendo in Germania. Se si votasse oggi, potrebbe diventare Cancelliera al posto di Frau Angela, un’altra donna, la leader verde Annalena Baerbock, 39 anni, quasi coetanea di Matte Frederiksen. 

Si è battuta perché venissero accolti profughi anche da paesi ritenuti sicuri, come Algeria, Tunisia, e Marocco. 
In fondo, si va in vacanza senza problemi a Marrakesh o a Djerba. Ma precisa: "Chi viene accolto e rifiuta di integrarsi, e non rispetta i nostri principi come l’assoluta parità tra uomo e donna, va espulso senza perdere tempo".
Anche per questo, i verdi, certamente non razzisti come i populisti dell’Afd, sono già il secondo partito.