Rio de Janeiro, 28 ottobre 2018 - Jair Bolsonaro vince le elezioni in Brasile. Il candidato dell'estrema destra si attesta al 55,13 ​% contro il 44,87​ % di Fernando Haddad, leader del Partito del lavoratori (Pt). All'erede politico di Lula da Silva non è bastata la rimonta, annunciata dai sondaggi e confermata dalle urne (alla prima tornata i due contendenti erano lontani 20 punti percentuali). 

Il Brasile dunque avrà come presidente un ex militare schierato su posizioni fortemente conservatrici, ostile a donne, minoranze razziali, etniche e sessuali, e denunciato da molti come una "minaccia fascista". Bolsonaro, detto anche dai detrattori il 'Trump brasiliano', ha puntato tutta la sua campagna sulla sicurezza, la lotta alla corruzione e l'intransigenza nei confronti dell'omosessualità. La sua vittoria arriva dopo una profonda crisi del Paese, economica e politica (l'ex presidente Lula, sta scontando una pena di 12 anni proprio per corruzione), e dopo un anno di crimine violento da record. Sessantatré anni, da lungo tempo membro del Congresso, Bolsonaro entrerà in carica il 1° gennaio. "Cambieremo il destino del Brasile - ha detto nel suo discorso da neopresidente - Vi offriremo un governo degno che lavorerà per tutti i brasiliani". 

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Festa grande tra i sostenitori che hanno inondato le strade di fronte alla sua casa nel quartiere di Barra da Tijuca a Rio de Janeiro, sventolando bandiere brasiliane e illuminando il cielo con fuochi d'artificio. In Italia esulta Matteo Salvini: "Anche in Brasile i cittadini hanno mandato a casa la sinistra! - twitta il vicepremier - Buon lavoro al presidente Bolsonaro, l'amicizia tra i nostri popoli e i nostri governi sarà ancora più forte". E, riferendosi a Cesare Battisti: "Dopo anni di chiacchiere, chiederò che ci rimandino in Italia il terrorista rosso".