Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan Biran: ha perso la causa (Ansa)
Shmuel Peleg, nonno materno di Eitan Biran: ha perso la causa (Ansa)

Tel Aviv, 29 novembre 2021 - Eitan torna in Italia: stavolta il verdetto è definitivo. La Corte Suprema israeliana infatti ha rigettato il ricorso del nonno Shmuel Peleg, mettendo fine alla battaglia giudiziaria tra i due rami della famiglia che si contendevano il bambino di sei anni, unico sopravvissuto alla strage del Mottarone in cui ha perso i genitori e il fratellino. Il piccolo Eitan, dunque, tornerà a vivere con la zia paterna Aya Biran, che abita a Pavia

"I genitori di Eitan avevano scelto l'Italia"

Secondo il supremo tribunale - ultimo grado di giudizio in Israele - il minore ha ''vissuto in Italia quasi tutta la sua vita'' e quindi non lo si può allontanare dalla ''sua residenza abituale''. l’Italia, ricostruisce la sentenza, era stata scelta dai genitori del bimbo come il luogo dove stabilirsi a tempo indeterminato: si erano trasferiti "senza fissare una data per il loro ritorno in Israele''. Peleg, prosegue il dispositivo, ''non ha fornito una motivazione valida per cui il ritorno in Italia possa provocare al piccolo un danno psichico o fisico''. L'uomo, a settembre, aveva prelevato il nipote portandolo in Israele: ora è indagato per sequestro e su di lui pende un mandato di arresto internazionale

"Tolleranza zero verso i rapimenti"

La Corte, che ha confermato le due sentenze precedenti, ha fissato il termine ultimo per il rientro, il 12 dicembre. Nella sentenza di ben 17 pagine il giudice Alex Stein ha ricordato che il principio base della Convezione dell'Aja prevede "tolleranza zero verso i rapimenti ed evidenzia la necessità di una restituzione immediata". "Non è discutibile - ha sottolineato - che il luogo normale di vita del minore sia in Italia dove ha trascorso quasi tutta la sua esistenza". Il supremo tribunale ha anche deciso anche che l'unica affidataria del bambino è la zia Aya Biran. 

I legali della zia, Shmuel Moran e Avi Chimi, hanno parlato di sentenza "legalmente, moralmente e umanamente corretta. Eitan potrà ora tornare alla sua famiglia in Italia, compresi i suoi nonni, i genitori del suo defunto padre, e a tutte le strutture da cui è stato tolto: mediche, psicologiche ed educative". Per Peleg invece, "lo Stato d'Israele ha rinunciato a un bimbo ebreo indifeso e un cittadino israeliano senza che la sua voce venisse ascoltata, lasciandolo in terra straniera, lontano dalle sue radici, dalla sua amata famiglia e dal posto dove sono sepolti i suoi genitori e il fratello". 

La famiglia materna non molla, nonostante la decisione della Corte Suprema sia inappellabile: ''Lotteremo in ogni modo legale per riportare Eitan in Israele e impedire la rottura del legame impostogli da sua zia dalla famiglia della sua defunta madre Tal''.