Ambulatorio di Medici Senza Frontiere a Mangina, Congo
Ambulatorio di Medici Senza Frontiere a Mangina, Congo

Brazzaville, 12 giugno 2019 - Ebola ricomincia a mietere vittime e dilaga l'epidemia fuori dal perimetro dove finora era confinata. L'Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha annunciato la convocazione di una riunione del suo comitato d'urgenza sulla diffusione contagiosa dell'Ebola che dalla Repubblica democatica del Congo si propaga all'Uganda. Sono tre i casi accertati e messi in isolamento, solo la punta dell'iceberg. Secondo le autorità, il comitato si riunirà il 14 giugno per stabilire se l'epidemia attraversa una fase di recrudescenza destinata ad aggravarsi ulteriormente, si cheide se è venuto il momento di lanciare l'allerta sanitario di portata internazionale, e si interroga "per decidere le raccomandazioni che dovrebbero essere adottate per gestire gli imprevisti", ha indicato l'Oms in un messaggio inviato ai media, citato dall'Afp.

La scorsa notte è morto un bambino congolese di 5 anni identificato ufficialmente dall'Oms come primo caso di Ebola in Uganda. Il bambino deceduto era arrivato il 9 giugno scorso insieme alla sua famiglia attraverso il posto di frontiera di Bwera in cerca di cure all'ospedale di Kagando, proveniente da un territorio dove la malattia è endemica. I familiari sono stati sottoposti a profilassi vaccinale al fine di evitare ulteriori contagi con effetto domino, mentre un numero imprecisato di questi avrebbe mostrato sintomi di Ebola e per questo sono stati messi in isolamento. Ministero e Oms hanno inviato un team a Kasese per tracciare i contatti e gestire i casi che potrebbero verificarsi. Tutti quelli che sono entrati presumibilmente nel raggio d'azione dell'agente infettivo verranno vaccinati.Nella zona orientale della Repubblica democratica del Congo dallo scorso anno è esploso un focolaio epidemico che ha già causato 1.357 vittime su più di duemila contagi accertati.

Per prepararsi alla possibilità di un caso di importazione (proprio quello che accade ora) nei mesi scorsi l'Uganda ha vaccinato quasi 4.700 operatori sanitari. In un tweet il ministro della Salute ugandese, Jane Ruth Aceng, ha spiegato che il Paese, che finora era in stand-by, una modalità di attesa vigile, è entrato ora in modalità di risposta attiva. Il virus infatti è particolarmente temuto in Uganda, dove si sono verificati più focolai nel corso dei decenni passati e un'epidemia diciotto anni fa ha colpito 425 persone. L'annuncio dei primi casi oltre i confini del Congo pone nuove pressioni sull'Oms per dichiarare l'attuale epidemia di Ebola un'emergenza sanitaria globale. Il virus, oltre a essere mortale nel 90% dei casi, è infatti anche molto contagioso, tanto che nel corso della precedente epidemia in Africa occidentale, tra il 2013 e il 2016, aveva ucciso 11mila persone.

Ebola, profilassi in zona endemica (Alf Dire)

Il mondo sta entrando in una "nuova fase di epidemie mortali su vasta scala, come l' Ebola, che diventeranno la normalità", questo l'avvertimento lanciato dall'Oms mentre la Repubblica democratica del Congo è alle prese con una nuova emergenza, tre anni dopo la più grave epidemia mai registrata prima. Oltre al caso congolese "altri Paesi e altre organizzazioni devono focalizzarsi per prepararsi ed essere pronti a fronteggiare questo tipo di epidemie", ha dichiarato Michael Ryan, direttore esecutivo del programma di emergenza dell'Oms. "Per la prima volta stiamo entrando in una fase tutta nuova di epidemie di grande impatto che non sarà soltanto l' Ebola, ma comprenderà colera, febbre gialla e altre malattie infettive", ha sottolineato Ryan, annunciando che "dovremo far fronte a tali e tante emergenze allo stesso tempo, e la frequenza di questi episodi si mantiene elevata". Secondo gli esperti dell'Oms, questa nuova fase di epidemie fuori controllo è la conseguenza diretta di una serie di rischi convergenti, tra cui i cambiamenti climatici, malattie emergenti, sfruttamento delle foreste pluviali, spostamenti di popolazioni su vasta scala, governi deboli e conflitti armati. Ryan ha precisato che l'Oms sta monitorando 160 malattie ai quattro angoli del pianeta, di cui nove sono classificate come emergenze di terzo livello, quello più alto.