Berlino, 21 giugno 2021 - In un clima di accordo e simpatia, il presidente del Consiglio Mario Draghi ha incontrato la cancelliera tedesca Angela Merkel in un bilaterale. All'inizio della conferenza stampa, la cancelliera ha detto: "Non è la prima volta che Mario Draghi è a Berlino, ma è la prima volta che è qui come premier e gli do il benvenuto", sottolineando che a causa della pandemia non c'è stato il picchetto, "ma questo si recupererà". Rispondendo a una risposta dei cronisti, Draghi ha sganciato la 'bomba' sulla finale degli Europei: "Mi adopererò perché non si disputi in un Paese dove i contagi stanno crescendo rapidamente". Com'è noto, la finale dovrebbe essere giocata a Londra, l'ipotesi potrebbe essere di spostarla a Roma.

La cancelliera tedesca spiega: "Parliamo del piano di ripresa, di un coordinamento ancora migliore per quello che riguarda le modalità di viaggi dalla Gran Bretagna. Parleremo della dimensione esterna della migrazione, della situazione in particolari Paesi di provenienza, come Tunisia e Libia. Ringrazio l'Italia che ha avviato molte iniziative per una soluzione politica in Libia. L'Italia ha investito molte forze" nel dossier libico. 

Dal canto suo il premier italiano sottolinea "il rapporto tra Germania e Italia e profondo, duraturo e solido" e aggiunge: "La vicinanza delle vedute si è vista anche al G7" e si basa "sull'europeismo e atlantismo". Ancora: "Le posizioni dei due Paesi nei confronti degli Usa, Russia e Cina e degli Stati den Nord Africa sono molto vicine". L'incontro è stato tanto rilassato che i due leader non si sono sottratti a battute sul calcio e sugli Europei.

Finale Europei a Roma: perché Londra rischia e l'Italia può sognare

La conferenza stampa

Sommario:

La finale degli Europei

Il presidente del Consiglio italiano poi dice no a una finale degli Europei da giocare in un Paese con i contagi in crescita come la Gran Bretagna, ha detto lo stesso Draghi rispondendo a chi gli chiedeva dell'opportunità di trasferire la finale da Londra a Roma, vista la crescita della variante Delta in Gran Bretagna. "Ho intenzione di adoperarmi perché la finale" degli Europei "non si faccia in un Paese in cui i contagi stanno aumentando velocemente", ha detto. Parole che fanno sognare i tifosi italiani in vista di una finale nella Capitale. 

Secondo indiscrezioni l'Uefa potrebbe chiedere un trasloco in una città più sicura e si è parlato di Budapest, anche se Roma potrebbe essere un'alternativa.

No comment da BoJo

Downing Street non commenta le parole del presidente del Consiglio italiano, Mario Draghi, sull'opportunità di spostare da Londra la finale degli Europei di calcio a causa del rimbalzo di contagi Covid alimentato nel Regno Unito dalla variante Delta. A quanto apprende l'Ansa da fonti bene informate, tuttavia, il governo britannico intende far sapere di essere "completamente impegnato", in stretto contatto con l'Uefa, a far sì che le semifinali e la finale si possano svolgere a Wembley come previsto "in condizioni di sicurezza" sanitaria per tutti.

Le battute sul calcio (e Gosens)

"Non ci sono grossi problemi bilaterali che dobbiamo discutere, forse l'unica questione è quella delle nostre Nazionali di calcio. Abbiamo posizioni diverse ma siamo entrambi leali, e gli italiani giocano bene", dice Angela Merkel sottolineando, con una battuta, la rivalità calcistica tra Italia e Germania proprio mentre gli Europei stanno entrando nel vivo. Poi aggiunge: "Anche sul calcio, comunque, troviamo punti di intesa. Entrambi pensiamo che Gosens (tedesco in forza all'Atalanta, ndr) sia un ottimo giocatore".  Il centrocampista, in forza alla Nazionale tedesca, è stato il trascinatore della vittoria per 4-2 di sabato scorso contro il Portogallo. Gosens ha contribuito all'autogol di Dias, ha fornito a Havertz l'assist per il 3-1, ha segnato il gol del 4-1 e gli è stata inoltre annullata una rete.

La pandemia

Sulla pandemia di Covid entrambi si mostrano cauti:  io e Mario Draghi, dice la cancelliera tedesca, "siamo entrambi cauti" sulla situazione del Covid, "felici che ci sia un sostanziale miglioramento ma è un progresso fragile. La quota vaccini cresce ma ancora non si può dire che ci stiamo avvicinando all'immunità di gregge" anche perché siamo "esposti alle nuove varianti". 

Draghi e le riforme

"E' importante sapere, è Merkel credo sia d'accordo, che per avere un'Europa più forte occorre avere un'Italia più forte - dice il premier - e il governo è pienamente impegnato in questo". "Il governo è impegnato in riforme, si usava dire un tempo strutturali, io direi di sistema, che rendono l'Italia più equa e sostenibile. Questo è l'impegno di questo governo e l'impegno continuerà. Per avere un'Europa più forte occorre avere un'Italia più forte", dice il premier Mario Draghi. E  "il sostegno della Germania di Angela Merkel nella prima fase della pandemia e nel lancio del Next Generatio Eu è stato decisivo", sottolinea Draghi.

image

Il nodo migranti

"L'Italia è un Paese di arrivo, noi siamo colpiti dai flussi secondari. Occorre iniziare ad agire dai Paesi di provenienza e su questa gestione siamo completamente d'accordo", dice la cancelliera tedesca. "Nelle discussioni che abbiamo avuto ci sono state pochissime divergenze di opinioni ed è una sensazione gradevole", aggiunge. Del resto "L'Italia ha molte conoscenze e ha investito molte forze nello sviluppo libico".

E Draghi: con la Germania "sulle migrazioni dovremo lavorare insieme e aiutarci ed è questa la direzione su cui i nostri governi stanno lavorando". Poi puntualizza: c'è "vicinanza di vedute" tra Italia e Germania "sulla dimensione esterna della migrazione", ma sul ricollocamento dei migranti "si sta discutendo i negoziati prenderanno del tempo ma c'è volontà di arrivare a una posizione congiunta e di mutuo beneficio".

Merkel approfondisce: "Dobbiamo aprire una prospettiva sul futuro, la Turchia ha tutti i diritti ad essere appoggiata" sul dossier immigrazione. "Non possiamo andare avanti senza la cooperazione con la Turchia". E il capo del governo italiano si dice d'accordo: rispondendo ad una domanda, Draghi replica con un "sì" al rinnovo dell'accordo con Ankara sulla cooperazione sul dossier immigrazione.