Tripoli, 6 aprile 2021 - La prima missione all'estero di Mario Draghi in qualità di premier italiano ha come meta la Libia, dove oggi il presidente del Consiglio si è recato in visita insieme al ministro degli Esteri Luigi Di Maio (reduce da due visite a Tripoli in pochi giorni a fine marzo). Il premier ha incontrato il primo ministro Abdelhamid Dabaiba e il presidente del Consiglio presidenziale Mohammed el Menfi, prima di riprendere un volo per Roma nel primo pomeriggio. Obiettivo: il ritorno della leadership italiana per la stabilità politica del Paese nordafricano, ma anche una serie di memorandum d'intesa con priorità a investimenti economici e a cooperazione sanitaria anti-Covid.

Le parole di Draghi

"È stato un incontro straordinariamente soddisfacente. Abbiamo parlato della cooperazione in campo infrastrutturale, energetico, sanitario e culturale. L'Italia aumenterà le borse di studio per gli studenti libici e l'attività dell'Istituto di Cultura italiano", dice il premier italiano nelle dichiarazioni congiunte con il Primo Ministro libico Abdulhamid Dabaiba da Tripoli.  "Si vuole fare di questa partnership una guida per il futuro nel rispetto della piena sovranità libica", aggiunge. "I progetti sono molti, c'è un desiderio di ricominciare - continua Draghi - Le commissione miste in campo finanziario anche per il recupero dei crediti storici e recenti sono state riavviate. In sostanza c'è voglia di fare, c'è voglia di ripartire in fretta". Poi chiosa: "Un requisito essenziale per procedere con la collaborazione è che il cessate il fuoco continui".

Sul tema migranti, Draghi sottolinea che l'Italia esprime "soddisfazione per quel che la Libia fa per i salvataggi" in mare e nello stesso tempo "conferma l'aiuto e il sostegno". E ancora: "Il problema non è solo geopolitico ma anche umanitario. E da questo punto di vista l'Italia è uno dei pochi, forse l'unico Paese, che continua a tenere attivi i corridoi umanitari". 
Draghi ha ricordato "che il problema dell'immigrazione per la Lbia non nasce solo sulle coste ma si sviluppa anche sui confini meridionali. L'Unione europea - ha concluso - è stata investita del compito di aiutare il governo libico anche in quella sede". 

Il tono è positivo: "È un momento unico per guardare al futuro e per muoversi con celerità e decisione. C'è la volontà di riportare quello che era l'interscambio culturale ed economico con la Libia ai livelli di cinque, sei, sette o otto anni fa e la conversazione di oggi mi assicura che si vuole anche superarlo".

Le parole di Dabaiba

"Noi diamo molto valore alla collaborazione strategica tra i due Paesi. Auspichiamo di riaprire lo spazio areo libico e di facilitare le procedure dei visti per i libici, soprattutto agli studenti e agli uomini d'affare e oltre a facilitare le procedure per la comunità libica in Italia per quanto riguarda banche e residenza", ha dichiarato il primo ministro Abdulhamid Dabaiba nelle dichiarazioni congiunte con il premier Mario Draghi da Tripoli. "La questione più importante - sottolinea - è la riattivazione dell'accordo" di amicizia del 2008 tra Italia e Libia "in tutti i suoi aspetti, in particolare per quanto riguarda l'autostrada" dal confine egiziano a quello tunisino, la cui costruzione è prevista da quell'intesa".

E ancora: "Prevediamo un aumento della collaborazione tra Italia e Libia nel settore dell'elettricità e dell'energia e ciò era già previsto nell'Accordo di amicizia. Abbiamo avuto contatti con L'Eni, e l'Eni è molto importante nella collaborazione con l'Italia - dice Dabaiba - Auspichiamo che si possano risolvere tutti i problemi in sospeso tra i due Paesi in questo settore affinché si possa andare avanti nella realizzazione di un vero sviluppo".

Dabaiba illustra gli accordi così: "Auspichiamo una riunione veloce della commissione economica congiunta e ho concordato con il presidente Draghi di tenerla il prima possibile. Abbiamo inoltre concordato una cooperazione sanitaria" con l'Italia. Anche il premier libico tocca il tema dei migranti:  "L'Italia e la Libia si trovano ad affrontare una sfida comune, che è l'immigrazione. È una questione che non riguarda solo la Libia, che è un Paese di passaggio, e neanche solo l'Italia. È un problema europeo e internazionale".

Lo scopo della visita a Tripoli

La visita ha un valore politico: è il segnale del grande sostegno al consolidamento dell'attuale governo transitorio che dovrà guidare la Libia fino alle elezioni del 24 dicembre prossimo. Si tratta di un Paese con cui storicamente abbiamo sempre avuto un rapporto strategico e la cui stabilità è fondamentale per il nostro interesse nazionale, che siano i flussi di gas e petrolio o il contenimento dell'immigrazione clandestina. 
La partnership economica tra Italia e Libia è simboleggiata dalla costruzione dell'autostrada promessa da Silvio Berlusconi nel 2008, 1.700 chilometri dalla frontiera con l'Egitto a quella con la Tunisia, sul tracciato della vecchia Via Balbia, nata come 'litoranea libica' e inaugurata da Benito Mussolini nel 1937.  Ripresa della costruzione dell''autostrada della pace' ma anche riavvio di una serie di progetti infrastrutturali, a cominciare dall'aeroporto di Tripoli, dove ieri, non a caso, è sbarcata una delegazione dell'Enav, che sta lavorando anche alla ripresa dei voli diretti con l'Italia e con l'Europa.