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16 giu 2022
16 giu 2022

Draghi a Kiev con Macron e Scholz. Il premier: "Vogliamo l'Ucraina nell'Ue"

Viaggio in treno per i tre leader, partiti dalla Polonia. La visita a Irpin e l'incontro con Zelensky mentre tornano a suonare le sirene anti-aeree. Domani il parere della commisione Ue sull'adesione dell'Ucraina, fonti: "Ok condizionato"

16 giu 2022

Roma, 16 giugno 2022 - Nel 113esimo giorno di guerra in Ucraina, a Kiev per la prima volta è arrivato Mario Draghi. Il presidente del Consiglio è oggi nella capitale ucraina insieme al presidente francese Emmanuel Macron e al tedesco Olaf Scholz: i tre leader sono partiti ieri sera da Medyka, in Polonia: il lungo viaggio in treno (10 ore) è stato l'occasione per un vertice notturno. Abbigliamento casual, acqua sul tavolo, Draghi e omologhi sono stati fotografati in vesti amichevoli e informali. Il tutto si è svolto tra ingenti misure di sicurezza, con reparti speciali e 007 schierati lungo i corridoi delle carrozze. I tre sono stati accolti dall'allarme antiaereo: poco dopo l'arrivo infatti nella capitale sono risuonate per mezzora le sirene. Dalla Russia sono arrivati gli insulti dell'ex presidente Dmitry Medvedev (capo del Cremlino dal 2008 al 2012, primo ministro di Putin fino al 2020): "I fan europei di rane, salsicce di fegato e spaghetti" amano visitare Kiev "con zero utilità".

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Draghi, Macron e Scholz in treno per Kiev (Ansa)
Draghi, Macron e Scholz in treno per Kiev (Ansa)

La visita a Irpin

Prima tappa in Ucraina per la delegazione Ue è Irpin, uno dei luoghi simbolo delle stragi russe, a nord di Kiev. Draghi è stato ricevuto dal sindaco Oleh Bondar e dal capo dell'amministrazione regionale militare di Kiev Oleksiy Kuleba. Subito dopo è stato raggiunto da Scholz e Macron e insieme hanno fatto il giro di un isolato di palazzi anneriti dalle bombe e dalle fiamme. "Avete il mondo dalla vostra parte - ha detto il primo ministro italiano alle autorità locali -. Tutto questo deve essere visto e conosciuto". "Irpin è un luogo di distruzione ma anche di speranza", ha aggiunto. Gli ucrani "hanno parlato di futuro. È un popolo che è stato riunito dalla guerra, che può fare cose che forse non avrebbe potuto fare prima della guerra. Sarà ricostruito tutto. Hanno già iniziato. Sono già a uno stadio molto avanzato di valutazione". 

L'incontro con Zelensky

Draghi, Macron e Scholz sono quindi rientrati a Kiev per incontrare Volodymyr Zelensky (con loro anche il presidente romeno Klaus Yohannis) proprio mentre sono tornate a suonare le sirene di allarme anti-aereo. E, mentre si attende il parere della Commissione Ue sulla richiesta di adesione avanzata da Kiev, il premier italiano ha sottolineato la posizione dell'Italia. "Vogliamo l'Ucraina nell'Ue", ha detto parlando di "giornata storica". "Tre Paesi fondatori dell'Ue sono venuti in Ucraina per offrire sostegno incondizionato al presidente Zelensky e al popolo ucraino, un popolo che si è fatto esercito per respingere l'aggressione e vivere in libertà". E ancora: "Siamo per aiutare l'Ucraina a costruire il suo futuro, ma l'Ucraina deve potersi difendere. Se vogliamo la pace nessuna soluzione diplomatica può prescindere dalla volontà di Kiev, solo così si può costruire una pace duratura". 

"Giornata impegnativa, incontri importanti. È un piacere incontrare il presidente Macron, il cancelliere Scholz, il primo ministro Draghi e il presidente Iohanniss a Kiev. Apprezziamo la vostra solidarietà al nostro paese e popolo", ha scritto il presidente ucraino sul suo profilo Telegram. Sul tavolo la questione degli aiuti militari agli ucraini.  Chiesti con forza da Kiev. Proprio ieri Zelensky ha sentito al telefono il presidente americano Joe Biden, che gli ha assicurato ulteriori forniture di armamenti per un miliardo di euro. I quattro leader dovranno confrontarsi inoltre sulla crisi del grano bloccato nei porti del Mar Nero e sul sostegno a Kiev per la ricostruzione.

Il gesto fortemente simbolico dei capi dei Paesi fondatori dell'Ue arriva il giorno dopo la telefonata di Xi JinPing a Putin, in cui il leader cinese ha ufficialmente dato il suo appoggio al Cremlino (sta "difendendo legittimamente gli interessi nazionali"), seppur riservandosi il ruolo di promuovere una soluzione al conflitto.

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Domani il parere commissione Ue

Già domani il collegio dei commissari europei si riunirà per decidere sul parere dell'esecutivo Ue sulle domande per lo status di Paese candidato di Ucraina, Moldavia e Georgia, ha annunciato questa sera il portavoce della Commissione Ue, Eric Mamer. Da fonti di Bruxelles la Commissione europea domani dovrebbe concedere un parere favorevole alla candidatura dell'Ucraina all'Ue, condizionato al rispetto dello Stato di diritto e all'attuazione delle rifome della giustizia e dell'anticorruzione. Stesso decisione per la Moldavia, mentre è stata 'rimandata' la Georgia fino a quando non rispetterà tutte le condizioni poste. 

Zelensky 

"Cari amici, apprezziamo che siate oggi con noi, proprio alla vigilia di importanti eventi internazionali per tutti noi e per l'Europa. E sono molto grato che la visita sia iniziata a Irpin per vedere cosa hanno fatto gli invasori russi. La nostra forza è l'unità" ha detto il presidente ucraino Volodymyr Zelensky nella conferenza stampa a Kiev con i leader Ue. Il leader ucraino ha sottolineato, la necessità del suo Paese di avere "armi pesanti e moderne: Ci serve aiuto. Ogni arma è una vita umana salvata. Ogni proroga aumenta la possibilità per i russi di uccidere ucraini e distruggere le nostre città". Poi ha sollecitato l'inizio del cammino per l'adesione dell'Ucraina alla Ue: "Dobbiamo arrivare ad una posizione comune sull'appoggio alla nostra integrazione nell'Ue. Lo status di candidato per l'Ucraina può rafforzare la libertà in Europa e diventare la decisione più importante del terzo decennio del XXI secolo. Capiamo che la strada verso l'Ue non è un solo passo, ma questa strada deve cominciare. Gli ucraini sono pronti ad andare avanti su questa strada per diventare Stato candidato".

Draghi

"La visita di oggi, insieme a quelle di tanti altri leader europei venuti a Kiev nelle scorse settimane conferma inequivocabilmente il nostro sostegno, quello dell'Europa e dei nostri alleati", ha detto Mario Draghi, che ha ribadito l'Italia vuole l'Ucraina nell'Ue, vuole che abbia lo status di candidato e sosterrà questa posizione nel prossimo Consiglio europeo. Zelensky sa che è una strada da percorrere, non solo un passo". Il premier ha aggiunto: "Siamo a un momento di svolta nella nostra storia. Il popolo ucraino difende ogni giorno i valori di democrazia e libertà che sono alla base del progetto europeo, del nostro progetto. Non possiamo indugiare, ritardare questo processo. Dobbiamo creare una comunità di pace, di prosperità e di diritti che unisca Kiev a Roma, a Parigi, a Berlino". Draghi ha quindi sottolineato l'urgenza di evitare una crisi alimentare nel mondo: "Dobbiamo anche sbloccare i milioni di tonnellate di grano che sono fermi nei porti del Mar Nero. Ho appreso oggi che ci sono due settimane per sminare i porti, il raccolto arriverà alla fine di settembre, e una serie di scadenze che diventano sempre più urgenti. Sono scadenze che ci avvicinano regolarmente, inesorabilmente al dramma". La soluzione secondo Draghi è "una risoluzione delle Nazioni Unite che regoli la creazione di corridoi nel Mar Nero. La Russia finora l'ha rifiutata".

Macron

"Siamo venuti per inviare un messaggio di unità europea verso tutti i cittadini ucraini - ha detto Emmanuel Macron​ al suo arrivo alla stazione di Kiev -. Un messaggio di sostegno perchè le prossime settimane saranno molto difficili". Per Macron "serve che l'Ucraina possa resistere e vincere". Secondo una fonte diplomatica francese citata dalla Cnn la Francia vuole per Kiev una "vittoria integrale", con la riacquisizione del controllo della Crimea

Scholz

Le sanzioni occidentali "contribuiscono alla possibilità che la Russia rinunci all'operazione e ritiri nuovamente le sue truppe. Perché questo è l'obiettivo". Così il cancelliere tedesco Olaf Scholz parlando alla Bild dopo essere arrivato a Kiev con Mario Draghi e Emmanuel Macron. 

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