Roma, 11 agosto 2020 -  Donald Trump lascia la sala stampa della Casa Bianca, dopo pochi minuti dall'avvio della sua conferenza stampa sul Coronavirus. Il presidente viene chiamato da uno degli agenti, che gli sussurra qualche parola all'orecchio ed esce scortato dalla sala. Si sono sentiti colpi d'arma da fuoco vicino alla Casa Bianca ed è per questo motivo che i servizi segreti hanno portato Donald Trump nel bunker. Soli pochi minuti dopo, il presidente riprende la conferenza stampa, spiegando in prima persona quanto avvenuto: "C'è stata una sparatoria fuori alla Casa Bianca, ora è sotto controllo. Qualcuno è stato trasportato in ospedale. A sparare sono state le forze dell'ordine, il sospettato è stato colpito".

"Vorrei ringraziare i servizi segreti per aver agito in maniera rapida ed efficace", ha dichiarato Trump, precisando che, quando è stato allontanato dalla sala stampa della Casa Bianca, è stato portato nello Studio Ovale. La sparatoria, ha osservato, "potrebbe non avere nulla a che fare con me". Un alto funzionario dell'amministrazione ha confermato alla Cnn che c'era un tiratore attivo e che il tiratore è in custodia. L'incidente è avvenuto al confine tra la 17th e Pennsylvania Avenue NW, poco distante dalla Casa Bianca e vicino al Lafayette Park.

Fuori dalla Casa Bianca (Ansa)

Al presidente è stato anche chiesto se fosse scosso: "Non lo so, sembro scosso?", la risposta di Trump, che ha poi aggiunto: "Mi sento molto al sicuro con i servizi segreti, sono persone fantastiche, sono il meglio del meglio, sono altamente addestrati. Volevano solo che mi facessi da parte per un po'", per assicurarsi che tutto fosse sotto controllo.

Quella avvenuta ieri alla Casa Bianca, che ha costretto Donald Trump a interrompere la conferenza stampa, è l'ultima di quattro sparatorie avvenute in trent'anni, ma la prima con il presidente degli Stati Uniti impegnato in un atto ufficiale