Trump
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Washington, 9 ottobre 2016 - Alla vigilia del secondo duello tv tra Donald Trump e Hillary Clinton, non si placa la bufera sul candidato repubblicano per il video del 2005 in cui si ascolta la voce di Trump che usa espressioni sessiste. Il tycoon tiene duro ("Vogliono farmi fuori, ma io non mollo") mentre il suo partito si dissocia, l'ipotesi è di sostituire Trump con il candidato  alla vicepresidenza Mike Pence, che ieri ha già preso vigorosamente le distanze insieme a molti alti esponenti repubblicani. 

Intanto gli audio imbarazzanti provenienti dal passato del magnate americano non sono finiti: a pubblicarne altri stavolta è la Cnn. Le parole di Trump risalgono al 2006, quando in un'intervista con il conduttore radiofonico Howard Stern spiegò che una donna va lasciata dopo i 35 anni e si soffermò anche sulla figlia Ivanka, che a quel tempo aveva 24 anni: "Va bene se la chiamano pezzo di f...", disse. E poi, ancora, racconti vari sul sesso a tre e sul sesso con le donne durante il ciclo mestruale.  

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ENDORSEMENT / Tutta la stampa Usa tifa per Hillary Clinton

La linea del candidato vice Mike Pence è durissima: "Non posso giustificare le sue parole e non posso difenderle", ha detto, aggiungendo che il dibattito di domani sera con la rivale Hillary Clinton sarà un'opportunità per "mostrare cosa c'è davvero nel suo cuore". "In quanto sposo e padre, mi sono scandalizzato per le parole e i gesti descritti da Donald Trump in quel video, che risale a 11 anni fa", ha detto il candidato repubblicano alla vicepresidenza. "Non condivido quelle dichiarazioni e non posso difenderle", ha aggiunto, dicendosi lieto che Trump abbia poi presentato le sue scuse. 
E cresce la schiera dei repubblicani che dichiarano di non votare per il tycoon. Secondo la Bbc sono almeno una dozzina, tra cui l'ex candidato alle presidenziali John McCain e l'ex segretario di Stato Usa, Condoleeza Rice, che ha dichiarato: "Basta! Donald Trump non dovrebbe essere presidnete. Dovrebbe ritirarsi!".
 Della stessa opinione la senatrice del New Hampshire, Kelly Ayotte: "Non posso e non voglio sostenere un candidato alla presidenza che si vanta di denigrare e aggredire le donne". 

GRAZIE AI FAN -  "Fantastico sostegno (eccetto per parte della 'leadership' repubblicana). Grazie", scrive intanto il candidato repubblicano alla Casa Bianca, Donald Trump, su Twitter tentando di minimizzare così il fuoco di fila delle critiche anche in seno ai repubblicani.

LA DIFESA DI FARAGE - L'unico che in qualche modo lo difende, nel panorama politico internazionale, è il populista britannico 'papà' dell'Ukip Nigel Farage: "È un tipico vanto da maschio Alfa - spiega - che, se vogliamo essere onesti, gli uomini fanno. Si siedono, si bevono un drink e parlano di queste cose. In ogni caso anche le donne dicono un sacco di cose che non vorrebbero vedere su Fox News o sulla prima pagina dei giornali".
Farage aggiunge anche che se fosse in lui, chiederebbe scusa in questo modo: "Alzo le mani, sono stato educato da rozzo maschio Alfa. Mi scuso, ma ora parliamo dei problemi reali". Intervistato da Skynews, Farage prosegue: "Non fingo che sia una cosa positiva, è una cosa negativa", ma è anche vero che "c'è tutta una serie di storie uscite fuori su Hillary Clinton, per non parlare di Bill, quando parliamo di scorrettezze in campo sessuale". Quanto poi alle reazioni del partito del tycoon, per Farage "ci sono candidati repubblicani in corsa per il congresso che lo hanno rinnegato, questo è quello che accade in politica, la gente pensa ai propri interessi prima che al bene del partito".

E QUELLA DI GIULIANI - Da parte sua l'ex sindaco di New York, Rudy Giuliani, uno dei fedelissimi rimasti al fianco del tycoon in queste difficili ore, dichiara: "Donald Trump arriverà al dibattito di stasera con Hillary Clinton", allontanando così l'ipotesi dimissioni e smentendo le voci di un possibile forfeit del'ultim'ora da parte del candidato democratico.

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