Melbourne, 14 gennaio 2022 - Il governo lo vuole fuori dall'Australia ma lui non molla gli Open. Nuovo atto della telenovela Djokovic: oggi il ministro dell'immigrazione australiano ha annullato per la seconda volta il visto di Novak Djokovic, nonostante il numero uno di tennis abbia vinto il ricorso contro la prima cancellazione. Lo ha fatto "per motivi di salute e buon ordine" e perché "è nell'interesse pubblico". Immediata l'impugnazione da parte degli avvocati del tennista, che hanno ottenuto la sospensione del provvedimento in attesa di una nuova sentenza, Sentenza che però potrebbe arrivare fuori tempo massimo. 

"Il governo Morrison è fermamente impegnato a proteggere i confini dell'Australia, in particolare riguardo alla pandemia di Covid-19", si legge nel comunicato dell'esecutivo, che sospende l'espulsione ma chiede (e ottiene) il fermo del serbo che scatterà in tarda serata o domani. Così il premier australiano, Scott Morrison: "Gli australiani hanno fatto molti sacrifici durante questa pandemia e giustamente si aspettano che i risultati di questi sacrifici vengano protetti. Ed è quello che il ministro sta facendo con la decisione presa oggi".

Intanto, gli Australian Open non aspettano il serbo e stabiliscono che lunedì andrà in campo la parte alta del tabellone, quella in cui è ancora inserito Djokovic. L'udienza per la permanenza è fissata per domenica mattina, a sole 24 ore dal potenziale debutto alla Rod Laver Arena. 

Cosa è successo finora

Djokovic, non vaccinato contro il Covid, è entrato in Australia per partecipare agli Open contravvenendo alle regole del governo che accetta solo stranieri immunizzati. Subito è scattato un primo provvedimento di cancellazione del visto, costato al tennista il confinamento in una struttura per immigrati irregolari.

Djokovic ha però vinto il ricorso: "Non si è vaccinato perché ha preso il Covid il 16 dicembre", argomentano i suoi avvocati nel dispositivo di impugnazione. Riabilitato dal giudice, il serbo è sceso in campo ad allenarsi in vista dell'inizio del torneo, il 17 gennaio.

Ma nei giorni scorsi sono circolate foto che testimoniano la sua partecipazione a eventi pubblici dopo quella data: "Non sapevo ancora di essere positivo", si è giustificato lui, ammettendo la violazione della quarantena. Ma non è bastato. Il governo ha deciso di annullargli nuovamente il visto, ma lui ha fatto ancora appello e il giudice (lo stesso dalla prima udienza) ha sospeso il provvedimento concendendogli tempo.  

Nuovo ricorso: cosa succede adesso

La cancellazione del visto comporta l'espulsione dal Paese e Djokovic rischia di essere bandito dall'Australia per tre anni. Con un ricorso urgente gli avvocati hanno ottenuto un'udienza già per oggi. Si è trattato però solo di un'udienza per le indicazioni procedurali che non comporta alcuna decisione nel merito. I legali del serbo puntano a una sentenza domenica, in extremis per salvare gli Australian Open dell'assistito. Nel frattempo il campione non sarà espulso.

Domani (tarda serata in Italia) Djokovic sarà ascoltato dai funzionari dell'immigrazione: subito dopo scatterà il fermo chiesto dal governo e accordato dal giudice. Anche questo secondo procedimento è in mano al magistrato dello Stato di Vittoria Anthony Kelly, lo stesso che ha dato ragione al tennista dopo il primo ricorso. 

 Se Djokovic dovesse perdere questo ultimo appello dovrà lasciare il Paes,  mentre in caso di vittoria giocherà regolarmente gli Australian Open. Resta poi una terza via, quella in cui a Djokovic viene data ragione nel riesame ma il Governo fa a sua volta appello. Ma a quel punto saremmo fuori tempo massimo per il torneo. 

Tabellone Australian Open

Grande incertezza su quello che potrebbe succedere al tabellone del torneo in caso del forfait della testa di serie numero 1: secondo il regolamento del Grande Slam - scrive il Guardian - il ritiro di Djokovic dopo il completamento del sorteggio dice che il suo posto in tabellone dovrebbe andare al numero 5 di Andrey Rublev. Tuttavia, non è ancora chiaro cosa farà Tennis Australia.

Presidente serbo: "Maltrattato"

ll presidente serbo, Aleksandar Vucic, ha accusato il primo ministro australiano, Scott Morrison, di "maltrattare e umiliare" Novak Djokovic dopo la seconda revoca del visto d'ingresso al tennista. "Perchè lo maltrattate, perchè ve la prendete non solo con lui, ma anche con la sua famiglia e con tutta una nazione?" si è chiesto Vucic sui suoi profili social.