Plastica
Plastica

Bruxelles, 21 maggio 2019 - Il Consiglio Ue ha dato un giro di vite all'inquinamento. Via libera alla direttiva europea che vieta dal 2021 oggetti in plastica monouso come piatti, posate e cannucce. Sono banditi anche aste per palloncini e bastoncini cotonati in plastica. Gli stati membri si sono inoltre impegnati a raggiungere la raccolta delle bottiglie di plastica del 90% entro il 2019 e le stesse dovranno avere un contenuto riciclato di almeno il 25% entro il 2025 e 30% entro il 2030. 

Nuovi obblighi per gli stati membri - Gli stati comunitari avranno due anni per recepire la direttiva nel loro diritto nazionale. La commissione sottolinea che ha fissato delle date differenziate per alcune misure specifiche: gli obblighi di marcatura dovranno essere attuati due anni dopo l'entrata in vigore, l'obbligo di fissare i tappi e i coperchi ai recipienti per bevande fino a tre litri dovrà essere recepito entro cinque anni dall'entrata in vigore. Infine, a seconda del prodotto, tra gennaio 2013 e il 31 dicembre 2024 occorrerà soddisfare gli obblighi aggiuntivi in materia di responsabilità estesa dei produttori.

Risparmi per 6,5 miliardi - Con le nuove norme si eviterà l'emissione di 3,4 milioni di tonnellate di CO2, si scongiureranno danni ambientali per un costo equivalente a 22 miliardi di euro entro il 2030. Per il consumatore si genereranno risparmi per 6,5 miliardi di euro.

Coldiretti - In occasione della nuova direttiva, Coldiretti rileva che, secondo i dati dell'Eurobarometro, 1 italiano su 4 evita di acquistare oggetti in plastica monouso come piatti, bicchieri o posate, rifiuti che mettono in pericolo non solo gli animali in mare ma anche quelli in fattoria. Mucche, pecore e cavalli negli allevamenti rischiano, infatti, di soffocare coi residui plastici magari abbandonati nei prati a fine picnic. La Coldiretti segnala, infatti, episodi di animali morti per aver ingerito rifiuti di plastica, come resti di lanterne cinesi, che sempre più frequentamente vengono fatte volare in cielo. Il 68% degli italiani, rileva ancora la Coldiretti, ritiene che sarebbe opportuno pagare un sovra prezzo per questi prodotti in plastica, evidenziando così un comportamento virtuoso spinto da una crescente attenzione alla sostenibilità ambientale.