David Fuller (polizia del Kent su Facebook)
David Fuller (polizia del Kent su Facebook)

Londra, 8 novembre 2021 -  Le autorità  britanniche hanno annunciato un’inchiesta indipendente per appurare come il serial killer necrofilo David Fuller sia riuscito a violare decine di cadaveri nelle camere mortuarie dei due ospedali di Kent dove lavorava come elettricista. Durante il processo, il 67enne ha confessato di aver strangolato a morte nel 1987 la 25enne Wendy Knell e la 20enne Caroline Pierce. A suo carico vi è però anche l’accusa di aver abusato sessualmente di almeno 99 cadaveri di donne, sia minorenni che di età avanzatissima. La vittima più giovane aveva 9 anni, la più anziana era centenaria. Il ministro della Salute britannico, Sajid Javid, durante un’audizione in Parlamento ha annunciato di aver affidato a un corpo inquirente indipendente le indagini, delle quali era titolare il trust sanitario locale, tese ad appurare come Fuller abbia potuto proseguire indisturbato nelle sue attività per oltre 10 anni. Le violenze sui cadaveri, definite da Javid, ‘scioccanti e depravate’, sono state infatti perpetrate dal 2008 al 2020. 

Le indagini

“Ci aiuterà a capire come questi reati abbiano avuto luogo in passato senza essere rilevati, identificare le aree dove un’azione preventiva del trust sarebbe stata necessaria e poi considerare implicazioni nazionali più vaste, comprese quelle per il Sistema Sanitario Nazionale (Nhs)”, ha spiegato Javid. “Abbiamo la responsabilità nei confronti di tutte le persone colpite da questi crimini scioccanti di fare la cosa giusta per coloro che abbiamo perso e coloro che sono stati lasciati indietro nel loro choc e nel loro tormento”.

L’inchiesta sarà guidata da Jonathan Michael, un dirigente di lunga data nel Nhs e membro del Royal College of Physicians. La polizia che ha perquisito la casa di Fuller lo scorso anno ha trovato video che mostravano l’imputato commettere atti sessuali sui corpi conservati nei due obitori nei quali lavorava come elettricista dal 1989. Questi crimini sono stati scoperti, grazie a un test del Dna, solo lo scorso anno, dopo l’arresto di Fuller in relazione ai due omicidi commessi nel 1987. Fuller ha confessato di aver profanato 78 cadaveri ma secondo gli inquirenti le possibili vittime sono almeno 99 e il numero reale potrebbe essere ancora più elevato, considerando che prima del 2008 la fotografia digitale non era così difficile. Il procuratore Libby Clark ha dichiarato di non avere memoria di un necrofilo con un numero simile di vittime. “Non mi è mai capitato niente del genere - i numeri, la natura del reato - e non conosco nessuno a cui sia successo, né poliziotti, né magistrati”, ha dichiarato Clark. 

La confessione choc

Fuller ha dichiarato di aver filmato con una piccola telecamera digitale alcune delle aggressioni commesse dal 1989. Nell’abitazione dell’elettricista gli investigatori hanno scoperto 1.300 video e cd, 34.000 fotografie e centinaia di dischi rigidi e floppy contenenti quelle che hanno descritto come immagini angoscianti di reati sessuali. In tutto, c’erano 14 milioni di immagini. Secondo gli investigatori, le vittime potrebbero essere più di cento.  Fuller aveva una tessera magnetica con la quale poteva entrare in tutte le aree degli ospedali, compresi gli obitori. Descritto  in tribunale come un “deviato sessuale che depredava le giovani donne e traeva gratificazione sessuale dalla violazione dei loro cadaveri”.