New York, 10 agosto 2021 - Andrew Cuomo lascia dopo le accuse di molestie che gli sono piovute addosso da parte di 11 donne. L'annuncio delle dimissioni da governatore di New York viene dato in diretta tv. "Accetto la piena responsabilità, sono scivolato, sono stato troppo familiare con i miei collaboratori. Ma dietro alle accuse ci sono motivazioni politiche, e sono certo che i newyorchesi capiranno", dice Cuomo davanti alle telecamere tornando però a difendersi. 

"Mi scuso profondamente se ho offeso qualcuno, sono stato troppo familiare con le persone, uomini e donne, ma non ho mai superato il limite con nessuno", aggiunge il governatore, visibilmente scosso ma allo stesso tempo combattivo. "Quando c'è faziosità, attenzione, può colpire chiunque", continua puntando il dito contro quel rapporto di oltre 150 pagine che raccoglie indizi contro di lui e che parla di ambiente di lavoro ostile per le donne.

"Non ho mai toccato nessuno in modo inappropriato o fatto avances sessuali inadeguate in maniera intenzionale. Ho 63 anni. Ho vissuto tutta la mia vita adulta in pubblico. Non è quello che sono io", aggiunge Cuomo. "Amo New York e amo i newyorchesi, e non farei nulla per creare problemi. Per questo credo che a questo punto, date le circostanze, la cosa migliore da fare per aiutare è fare un passo indietro e lasciare che il governo torni a governare", prosegue l'esponente democratico spiegando che le sue dimissioni diventeranno effettive entro due settimane e il suo incarico passerà alla vice Kathy Hochul, che diventerà la prima donna a guidare lo Stato di New York. "Ho agito totalmente senza pensare, ho agito in modo irrispettoso e insensibile verso alcune persone e io mi scuso"

Poi si rivolge alle figlie: "Vostro padre ha fatto errori e si è scusato e ha imparato dai suoi errori. E' la vita". Quindi, trattenendo a stento le lacrime, il messaggio rivolto agli abitanti della grande Mela: "Voglio ricordare a tutti i newyorkesi, quello che avete fatto nel contrastare il Covid. E' stata una guerra, gli ospedali sono diventati il campo di battaglia, ma voi vi siete rifiutati di arrendervi e avete combattuto, nessuno avrebbe potuto farlo. La famiglia New York è andata oltre le divisioni e le differenze, e tutti voi avete salvato vite. Grazie, grazie, grazie, e siate orgogliosi. Abbiamo reso lo Stato di New York il più progressista d'America".

La difesa: "Accusatrici non sono credibili"

Ma se Andrew Cuomo ha deciso di dimettersi, la sua difesa è pronta a dare battaglia. Oggi la sua legale Rita Glavin ha puntato il dito contro le undici accusatrici contestando punto per punto le loro versioni dei fatti. "Non sono credibili", ha accusato l'avvocatessa attaccando anche "la frenesia dei media" nel cavalcare la vicenda. "Il governatore non ha toccato in maniera inappropriata nessuno", ha aggiunto.

"Guardate questa foto, vi sembra che fosse possibile dopo una presunta molestia sessuale?", ha detto ad esempio Glavin mostrando un'immagine in cui si vedono Cuomo e l'assistente Brittany Commisso tra abbracci e pose classiche da selfie. Glavin ha anche spiegato che il governatore era "totalmente lontano" dall'aver cercato una relazione con un'altra delle sue accusatrici, Charlotte Bennett, alla quale si era rivolto per un altro motivo: come persona che aveva subito un'aggressione sessuale, la sua esperienza poteva essere utile a Cuomo, per gestire un caso di violenza che aveva coinvolto un suo stretto familiare. Ma l'avvocato ha puntato il dito anche contro lo staff della procura federale e in particolare contro la stessa procuratrice generale Letitia James. "L'obiettivo dell'inchiesta del suo ufficio - ha spiegato Glavin - era costruire un caso contro il governatore, non un'analisi onesta e indipendente delle accuse".

Casa Bianca: "Storia di donne coraggiose"

Decisamente diverso il commento della Casa Bianca. "Questa è una storia di donne coraggiose che hanno raccontato le loro storie", ha dichiarato infatti la portavoce della Casa Bianca, Jen Psaki. "Rispetto la decisione del governatore", ha detto invece il presidente Joe Biden, che era stato tra quelli a chiedere il passo indietro a Cuomo.