Miami, 26 giugno 2021 - Un silenzio sempre più spettrale proviene da quello che resta dell'edificio di 12 piani crollato giovedì 23 giugno a Surfside nei pressi di Miami Beach (qui le foto). E al silenzio fa da contraltare la disperazione dei familiari che sperano nel miracolo. All'appello mancano 159 persone, ufficialmente classificate come 'dispersi'. Mentre l'ultimo bilancio ufficiale parla di 4 morti.

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Non si sentono dunque più rumori sotto le macerie. "Ieri avevo sentito bussare, c'era un po' di rumore", ha spiegato alla Cnn un medico della squadra di soccorso di Miami, Howard Lieberman, "il rumore era proseguito per un po' ma poi si è dissipato". Al mattino ai soccorritori che continuano a scavare tra le macerie si è aggiunto personale proveniente da Israele e Messico. "Continuiamo a sperare" di recuperare qualcuno vivo, ha affermato Daniella Levine Cava, sindaco della contea di Miami Dade. 

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Nell'area attrezzata per ospitare i parenti un'angosciosa attesa si mescola alla disperazione. Con il passare del tempo diventa sempre più difficile trovare qualcuno in vita sotto le macerie. C'è da dire che non si sa nemmeno se tutte le 159 persone classificate come disperse si trovassero effettivamente in uno dei 100 appartamenti del complesso. La speranza è che magari qualcuno fosse andato via e non si sia ancora messo in contatto per far sapere che sta bene. Ma il rischio è che il bilancio definitivo diventi pesantissimo.

Restano ancora avvolte nel mistero le cause della tragica implosione. Il palazzo infatti fa parte di un complesso di torri costruite nel 1981, quindi non si tratta di un edificio vecchio. Oggi peraltro si è venuto a sapere che nel 2018 un ingegnere aveva messo in guardia su "importanti danni strutturali" all'edificio e suggerito ai manager di intervenire. I lavori sarebbero dovuti iniziare in queste settimane, due anni e mezzo dopo l'allarme. Lo riporta il New York Times. Le indagini per capire come sia potuto crollare l'edificio sono in corso e gli investigatori stanno aspettando di poter accedere all'area dove continua al ricerca senza sosta dei dispersi.