11 feb 2022

Crisi Ucraina, Biden agli alleati: "Attacco vicino, lasciate subito il Paese"

Alta tensione tra Usa e Russia. Il presidente americano: "Putin potrebbe attaccare il 16". Oggi telefonata tra i due leader

Roma, 12 febbraio 2022 - La Russia ha concentrato forze sufficienti per sferrare un attacco all'Ucraina, che a questo punto potrebbe scattare "in ogni momento". Il monito della Casa Bianca arriva alla fine di un'altra giornata tesissima tra Mosca e l'Occidente, con gli alleati che provano a fare quadrato e ribattere compatti alle mosse del Cremlino. Il presidente Usa ha chiamato un summit virtuale con le principali capitali - Londra, Berlino, Parigi, Roma, Varsavia più Ue e Nato - per fare il punto della situazione. Biden avrebbe anche detto agli alleati che la Russia potrebbe attaccare fisicamente l'Ucraina mercoledì 16 febbraio e l'invasione potrebbe essere preceduta da raid missilistici e cyberattacchi. Dopo la richiesta di Joe Biden ai propri connazionali di lasciare "immediatamente" l'Ucraina, a ruota sono seguiti la Corea e il Giappone, la Gran Bretagna e la Lettonia. Israele ha richiamato lo staff diplomatico e persino l'Ue, finora prudente, ha suggerito al personale "non essenziale" delle sue missioni di lavorare da remoto "al di fuori dei confini" del Paese. Sviluppi repentini che fanno salire l'allarme. Il Pentagono invierà altri 3.000 militari in Polonia nei prossimi giorni, mentre iI presidente russo e americano avranno un colloquio telefonico domani, su iniziativa degli Usa. 

I rischi che l'Ucraina sta correndo d'altra parte non si limitano al conflitto militare di tipo classico - compresa "un'invasione in piena regola" con tanto di bombardamenti aerei iniziali paventati ancora dalla Casa Bianca - ma sarebbero ben più sfumati e non per questo meno insidiosi. Come degli attacchi "ibridi" o "cibernetici". O persino un "golpe" che porti alla caduta del governo in carica. A tracciare il nuovo perimetro del pericolo è stato il segretario generale della Nato Jens Stoltenberg. Che dalla Romania - dove ha accolto presso la base di Costanza 1.000 soldati Usa di rinforzo - ha avvertito: "Nel territorio ucraino agiscono molti agenti dell'intelligence russa".

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"Se Putin è così sciocco da procedere (con l'invasione dell' Ucraina, ndr), è abbastanza intelligente da non fare nulla che avrebbe un impatto negativo sui cittadini americani", ha sottolineato Biden nell'intervista televisiva. Alla domanda se ha detto a Putin che la sicurezza degli americani è una linea non oltrepassabile, il presidente ha risposto: "Non dovevo dirglielo, ho parlato di questo, lo sa". Biden ha escluso di mandare truppe per un'eventuale evacuazione di cittadini americani: "È una guerra mondiale quando americani e russi cominciano a spararsi", la conclusione del presidente.

Anche il segretario di Stato Usa, Antony Blinken - oggi in visita a Melbourne in Australia - ha commentato l'escalation della crisi ucraina. Un'invasione russa dell'Ucraina potrebbe "iniziare in qualsiasi momento, anche durante le Olimpiadi", ha detto Blinken aggiungendo poi che "i cittadini americani che si trovano in Ucraina dovrebbero andarsene ora. Continuiamo a vedere segnali molto preoccupanti dell'aggressione russa, comprese nuove forze che arrivano al confine ucraino".

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Macron e il giallo del Dna 

Nel frattempo, emergono dettagli sull'incontro tenutosi lunedì scorso al Cremlino tra Emmanuel Macron e Vladimir Putin. È balzato subito all'occhio il lungo tavolo che separava i due leader, seduti a 4 metri di distanza: una soluzione obbligata  - a quanto si apprende - dopo il rifiuto del presidente francese di sottoporsi a un tampone molecolare dopo l'arrivo a Mosca. L'Eliseo conferma che ci sono stati problemi di "tempistica" che hanno consigliato all'entourage di Macron di rinunciare all'opzione di "un minor distanziamento" che sarebbe stata possibile effettuando il tampone Pcr all'arrivo, così come richiesto da Mosca. Secondo alcune fonti giornalistiche, in realtà Macron avrebbe rifiutato di sottoporsi al tampone per evitare che "il Dna del presidente finisse nelle mani dei russi". Macron ha "fatto quello che era necessario fare come sempre quando viaggia, così come tutta la sua delegazione", dicono fonti della presidenza francese questa mattina senza commentare la questione Dna.  "Abbiamo semplicemente ritenuto che le condizioni che avrebbero consentito un minore distanziamento non erano accettabili per noi e abbiamo scelto l'altra opzione proposta dal protocollo russo", tagliano corto i francesi.

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