25 mar 2022

Crisi alimentare e allarme sul grano, si muove l'Europa. Fao: garantire accesso al cibo

Filiera Italia: "La Ue spinga di più. Certi paesi sono dipendenti fino al 100%"

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La prossima guerra sarà alimentare?

Bruxelles, 25 marzo 2022 - Guerra in Ucraina e crisi alimentare. Il Consiglio Ue ha dato l’ok ad un piano per fare fronte alla carenza di cibo provocata dalla guerra in Ucraina, grande esportatore di grano. Ispirato al programma internazionale Covax per la distribuzione di vaccini anti-Covid, questo programma, denominato "Farm", mira in particolare ad aumentare la trasparenza sugli stock mondiali, a garantire gli approvvigionamenti ai paesi più a rischio e a incoraggiare la produzione nelle regioni fragili, si legge nelle conclusioni del vertice dei leader europei. 

L'allarme di Biden e Macron

 "L’emergenza cibo sarà reale, il prezzo delle sanzioni non lo paga solo la Russia ma anche i nostri alleati europei", era stato l'allarme del presidente degli Usa Joe Biden per il rischio altissimo di carestia in alcuni paesi, in Nord Africa e Medio Oriente per esempio. Mentre Emmanuel Macron, che detiene la presidenza di turno dell’Ueha proposto ad alleati e partner un piano d’emergenza per la sicurezza alimentare mondiale. 

Piano urgente Ue

“Daremo 2,5 miliardi di euro fino al 2024 per aiutare le zone più colpite dalla sicurezza alimentare”, ha aggiunto von der Leyen. “Abbiamo presentato misure a sostegno dell’agricoltura e della sicurezza alimentare in Ucraina perché la guerra di Putin inizia ad avere un impatto forte sulla sicurezza 
alimentare in Ucraina e in tutto il mondo”, ha detto la presidente, ribandendo un concetto già espresso nei giorni scorsi. “Da Ucraina e Russia arriva un terzo dell’export di frumento quindi bisogna evitare una crisi mondiale e dobbiamo agire adesso”, ha aggiunto. 

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Le richieste

Ma in queste ore sulla sicurezza alimentare si levano anche voci critiche. “Mentre la Commissione europea continua a fare un passo avanti ed uno indietro sull’aumento della produzione agroalimentare nei paesi dell’Unione Europea, nonostante il chiaro invito dei capi di Stato e di governo ad aumentare l’autosufficienza del continente, si preannuncia una situazione di tensione in nord Africa e Medioriente”, afferma Luigi Scordamaglia, consigliere delegato di Filiera Italia. E sottolinea come siano proprio i paesi emergenti quelli più dipendenti dalle importazioni di cereali e beni alimentari di prima necessità da Russia ed Ucraina. Parliamo di paesi come l’Eritrea che dipendono per il 100% dal grano prodotto nei due paesi, o della Somalia il cui rapporto di dipendenza supera il 90%, o ancora come l’Egitto che dipende per l’80% dalla produzione di queste zone.

Ancora: il Libano, ad esempio, ha recentemente confermato di avere uno stock di cereali per non oltre due settimane. Secondo Scordamaglia, “la situazione va gestita immediatamente".

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L'allarme Fao

“Non è chiaro se l’Ucraina sarà in grado di raccogliere le produzioni esistenti, piantarne di nuove o sostenere la produzione zootecnica con l’evolversi del conflitto. Poiché l’insicurezza persiste e le catene di approvvigionamento sia locali che nazionali vengono interrotte, è probabile un aumento dei livelli di fame e malnutrizione”. Così la Fao in una nota sull’impatto della guerra sulla sicurezza alimentare in Ucraina. “Dal momento che la sicurezza alimentare in questo scenario è correlata all’accesso al cibo e non alla disponibilità di cibo - scrive la Fao - la produzione agricola deve poter riprendere immediatamente e in sicurezza per evitare un ulteriore deterioramento della sicurezza alimentare in Ucraina nei prossimi mesi”.

 

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