Ragazzo americano riceve il vaccino (Ansa)
Ragazzo americano riceve il vaccino (Ansa)

Roma, 7 settembre 2021 - Il Covid-19 non dà pace agli Usa, cifre e percentuali dell'emergenza sanitaria tornano a fare paura. Primo fra tutti, il numero dei contagi: è stata superata la soglia dei 40 milioni dall'inizio della pandemia. Per la precisione, secondo i calcoli della John Hopkins University, i casi sono 40.018.326. Solo ieri sono stati registrati 132.135 nuovi casi e 1.385 decessi, dall'inizio della pandemia sono morte oltre 640.000 persone e nell'ultimo mese le infezioni da Coronavirus sono aumentati di olte 4 milioni di unità. Al quadro numerico, poi, si aggiunge una nuova variabile: la variante Mu del virus.

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La situazione negli Stati Uniti

Prendendo a riferimento gli ultimi 30 giorni, i Centri federali americani per il controllo e la prevenzione delle malattie (Cdc) hanno calcolato che i decessi giornalieri causati dal virus sono aumentati del 131%. In Florida, sempre secondo i Cdc, le morti giornaliere per Covid in una settimana di agosto sono state addirittura maggiori del picco raggiunto nello stesso periodo del 2020, durante cioè la prima ondata pandemica. Questi dati tengono il Paese al primo posto a livello globale per il bilancio delle vittime e la colpa, che fino a poco tempo fa era solo della variante Delta e del suo alto tasso di contagiosità, inizia a ricadere anche sulla nuova variante Mu. Scoperta in Colombia a gennaio di quest'anno, secondo Newsweek si è già diffusa in 40 paesi, solo negli Usa è stata rilevata in 49 stati su 50: la California è al primo posto per numero di casi accertati, 384, di cui 167 nella contea di Los Angeles. E il timore è che questi numeri siano addirittura sottosimati. Le preoccupazioni secondo cui la Mu sia ancora più contagiosa della Delta ci sono, anche se gli esperti, tra i quali spicca il virologo Anthony Fauci, il volto più noto della campagna anti-Coronavirus, rassicurano che "non è neanche vicina a diventare il ceppo dominante di Covid nel Paese".

Il fronte vaccini

Il virus continua quindi a diffondersi a macchia d'olio, soprattutto tra i circa 90 milioni di cittadini Usa non ancora immunizzati. La campagna vaccinale, che prosegue su larga scala, è ancora lontana dall'obiettivo finale. Secondo dati aggiornati ai primissimi di settembre, circa il 52% della popolazione Usa ha ricevuto anche la seconda dose, e sono 89.916 i pazienti ricoverati per Covid-19. In alcuni stati, tra i quali Georgia, Kentucky e Hawaii (insieme contano circa 16.710.000 abitanti), sono finiti i posti in terapia intesiva e la situazione si fa sempre più tesa.

Preoccupa particolarmente l'aumento di ricoveri di bambini e adolescenti: il 26,8% dei casi settimanali di Covid è rappresentato dai bambini, che da poco sono tornati nelle aule. L'American Academy of Pediatrics ha parlato di un aumento del 10%, nelle ultime 2 settimane, del numero complessivo di contagi in questa fascia di età da inizio pandemia. E fanno discutere i possibili ritardi sull'inizio della soministrazione delle terze dosi di vaccino agli immunodepressi, previsto in teoria per il 20 settembre. Il virologo Anthony Fauci è intervenuto anche su entrambi i temi. Per prima cosa ha affermato che "non ci sono prove di una manifestazione più aggressiva della variante Delta sui giovanissimi, che possono comunque ricevere le dosi Pfizer a partire dai 12 anni", mentre, sui ritardi della terza dose, ha parlato di "uno slittamento di un paio di settimane" sulla tabella di marcia.

Questo freno all'ulteriore dose di vaccino per i cittadini Usa, già discusso dalle massime autorità sanitarie del Paese, Fda e Cdc, arriva contestualmente all'approvazione unanime, da parte dei ministri del G20 Salute riunito a Roma, dell'obiettivo per il 2021: immunizzare il 40% della popolazione mondiale entro la fine dell'anno, partendo dai Paesi più fragili. (EB)