Washington, 17 agosto 2021 - La pandemia da Covid non molla la presa nel mondo, e molti Paesi stanno pensando alla necessità di una campagna vaccinale che preveda a breve una terza dose di vaccino. Gli Usa prevedono addirittura di vaccinare nuovamente tutti gli americani dopo 8 mesi dalla prima dose: per chi si è vaccinato a dicembre, dunque, il richiamo scatta ad agosto, mentre in Israele sono già oltre un milione le persone che hanno ricevuto la terza dose. Ricordiamo comunque che in Italia il Green pass è valido per 9 mesi. Intanto la variante Delta continua a spaventare, soprattutto la Nuova Zelanda, che torna in lockdown dopo la scoperta di un unico caso di variante. 

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Sommario:

Usa: terza dose per tutti dopo 8 mesi 

L'amministrazione Biden annuncerà che è necessaria una terza dose di vaccino anti Covid per praticamente tutti gli americani per contrastare l'indebolirsi dell'immunità e la variante Delta. Secondo fonti citate dal Washington Post, le autorità sanitarie federali ritengono infatti che sia necessario un richiamo dopo otto mesi dalla vaccinazione completa.  L'annuncio ufficiale dovrebbe arrivare entro questa settimana - secondo alcuni già domani - e l'avvio delle vaccinazioni con la terza dose non inizierà prima della metà, se non la fine di settembre, dopo che l'attesa autorizzazione da parte della Food and Drug Administration. La conclusione sulla necessità del richiamo è stata raggiunta dopo un'intesa discussione tra i responsabili della squadra anti 
Covid dell'amministrazione che ha analizzato i dati provenienti dagli Usa ed altri Paesi sull'efficacia di una terza dose.  L'atteso annuncio costituisce quindi un cambiamento di posizione rispetto alle dichiarazioni fatte nelle scorse settimane riguardo al fatto che ancora era troppo presto per stabilire la necessità del richiamo. 

Già la scorsa settimana Anthony Fauci aveva fatto capire il cambiamento di posizione affermando che "probabilmente" tutti avranno bisogno di un richiamo del vaccino anti Covid. "Credo che Delta abbia cambiato tutto", ha detto una delle fonti citate dal Post, spiegando la preoccupazione per dati che mostrerebbero una diminuzione dell'efficacia del vaccino. Secondo questi dati un milione di americani avrebbero già ricevuto una terza dose, anche se non c'e' ancora stata l'autorizzazione ufficiale.

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Israele: nuovo record di casi

Oltre 8mila (8.646) nuove infezioni nelle ultime 24 ore in Israele: un record negli ultimi 6 mesi, ovvero da febbraio scorso, indicano i dati diffusi dal ministero della sanità che registrano su circa 143mila tamponi un tasso di morbilità al 6.2%, anche questo un record. Sempre in leggera flessione - secondo gli stessi dati - i malati gravi anche se i casi attivi restano oltre 50 mila. A oggi sono oltre 1 milione gli israeliani che si sono vaccinati con la terza dose la cui campagna di immunizzazione procede in modo accelerato. 

Gran Bretagna: rimbalzo dei decessi

Rimbalzo delle vittime da Covid nel Regno Unito con 170 morti registrati oggi, picco giornaliero dai 175 del 12 marzo quando il Paese era alle prese ancora con la coda della variante Alfa (ex inglese) del virus. Su questo numero di decessi (oltre 131.000 da inizio pandemia) pesa peraltro il recupero statistico tardivo di parte dei dati riferiti al weekend; mentre il trend del contagi alimentati dalla nuova variante Delta resta in frenata (26.852 su 700.000 tamponi) e il totale dei ricoveri negli ospedali non supera 6303. I vaccini arrivano intanto alla copertura piena del 77,2% della popolazione e dell'89,6% con la prima dose.

Terza dose in Brasile

Il Brasile ha registrato nelle ultime 24 ore altri 434 decessi per Covid-19, portando il numero totale delle vittime della pandemia a 569.492. Con questi numeri, la segretaria per la Lotta al Covid del ministero della Salute brasiliano, Rosana Melo, ha dichiarato che il dicastero sta valutando la possibilità di somministrare una terza dose di vaccino in pazienti con bassa immunità, soprattutto a causa dell'espansione della variante Delta. "Abbiamo alcuni studi preliminari, ma questi studi non sono stati pubblicati", ha precisato Melo.
La ricercatrice Margareth Dalcomo ha riconosciuto che potrebbe essere necessario rafforzare alcuni gruppi, come gli anziani, le persone con disabilità e gli operatori sanitari. "Avevamo smesso di ricoverare i pazienti anziani e siamo tornati a ricoverarli. La stragrande maggioranza è stata vaccinata con CoronaVac", ha affermato, aumentando i dubbi sulla scarsa efficacia del vaccino cinese. Intanto gli anziani residenti dell'Isola di Paquetà, al largo di Rio de Janeiro, stanno già ricevendo la terza dose di vaccino come parte di uno studio condotto dall'Istituto Fiocruz.

​​Giappone: stato di emergenza

Il governo giapponese ha deciso di estendere fino al 12 settembre lo stato di emergenza in diverse prefetture del Paese a causa della diffusione, a livelli allarmanti, della variante Delta del coronavirus. Oltre a Tokyo, le tre prefetture adiacenti di Chiba, Kanagawa, e Saitama, quella di Osaka e l'isola di Okinawa, altre 7 prefetture saranno aggiunte alla lista, tra le quali Ibaraki, Tochigi, Gunma, Shizuoka, Kyoto, Hyogo e Fukuoka. Nuovi provvedimenti minori riguardano altre 10 prefetture dell'arcipelago, con misure che prevedono lo stop della vendita di alcol alle 19 per le attività della ristorazione, e la chiusura anticipata alle 20. 
Il premier Yoshihide Suga ha esortato la popolazione a dimezzare le proprie uscite nelle aree affollate, facendo riferimento a una possibile modifica dell'attuale legislazione per ottenere una maggiore ottemperanza delle normative. A differenza dei Paesi più colpiti dal Covid, il Giappone non ha mai introdotto sul proprio territorio misure equivalenti ai lockdown dall'inizio della pandemia. 

Pfizer e la terza dose

Dopo la terza dose di vaccino Covid, si osservano livelli di anticorpi neutralizzanti "significativamente più alti contro il virus Sars-CoV-2 iniziale (wild type) e contro le varianti Beta e Delta, rispetto ai livelli osservati dopo" il ciclo vaccinale a "due dosi". Sono alcuni dei primi risultati resi noti dalle aziende Pfizer e BioNTech che oggi hanno annunciato di aver presentato all'americana Fda i dati iniziali sulla terza dose del loro vaccino "per supportare la potenziale autorizzazione futura di una dose di richiamo" in persone di età pari o superiore a 16 anni.  "Una dose booster" di vaccino Covid, "data fra 6 e 12 mesi dopo la vaccinazione primaria" con due dosi, "potrebbe aiutare a mantenere un alto livello di protezione contro il virus", sottolinea Albert Bourla, presidente e Ceo di Pfizer. Le stesse informazioni saranno presentate nelle prossime settimane anche ad altri enti regolatori del mondo, tra cui viene citata l'agenzia europea del farmaco Ema.

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Australia: preoccupano gli aborigeni

Mentre il confinamento di Melbourne è stato prorogato di due settimane e sarà accompagnato da un coprifuoco per cercare di arginare la variante Delta, a preoccupare è l'andamento del contagio tra gli aborigeni, in particolare in una comunità gravemente colpita dall'epidemia nel Nuovo Galles del Sud. Dopo un primo caso registrato a Sydney a metà giugno, dovuto alla variante Delta, ora il coronavirus ha raggiunto la zona occidentale dello Stato del Nuovo Galles del Sud, dove la maggior parte dei 116 casi positivi sono membri della locale comunità aborigena. "E' una epidemia estremamente inquietante poiché coinvolge un gruppo particolarmente vulnerabile ai virus" ha dichiarato la premier dello Stato australiano, Gladys Berejiklian. Per arginare il focolaio e impedire ulteriore contagi, le autorita' hanno confinato la regione dell'Outback. 
Dall'inizio della pandemia in Australia, si tratterebbe della prima epidemia di una certa entità registrata all'interno di una comunità aborigena, geograficamente isolata e per questo motivo dalla salute più fragile rispetto al resto della popolazione.

Nuovo lockdown in Nuova Zelanda

La Nuova Zelanda entra in lockdown dopo il rilevamento di un caso di variante Delta del Covid-19. "Dobbiamo agire con durezza e rapidità", ha detto la premier Jacinda Ardern commentando la notizia di quello che è considerato il primo caso di Delta nel Paese.  Per l'intera Nuova Zelanda, rifericono i media locali, entra in vigore il livello di allerta quattro - il più alto, in pratica totale lockdown - per tre giorni dalla mezzanotte odierna. Per le regioni di Auckland e Coromandel sono previsti 4-7 giorni di totale confino.