Una stazione (Ansa)
Una stazione (Ansa)

Roma, 8 dicembre 2020 - A partire da giovedì 10 dicembre, fino a nuovo avviso, sono interrotti i collegamenti ferroviari tra Svizzera e Italia, secondo quanto comunicato dalle Ferrovie federali svizzere (Ffs), che legano la decisione alle nuove misure contenute nel Dpcm adottato dal governo italiano. Come riferisce la tv pubblica Rsi, "nessun treno potrà più varcare il confine italiano se non rispettando norme che gli addetti ai lavori svizzeri giudicano inattuabili, come ad esempio il controllo della febbre di ogni singolo passeggero".

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Sia il traffico a lunga percorrenza che quello regionale Tilo sono interessati dalla nuova misura. Per quanto riguarda i convogli a lunga percorrenza, gli Eurocity continueranno a circolare normalmente in territorio elvetico, ma si fermeranno al confine. "La sospensione del traffico transfrontaliero Tilo per il momento è limitata a tre giorni, in attesa di chiarimenti con le autorità italiane, mentre i convogli circoleranno normalmente in territorio svizzero", riporta Rsi citando Ffs.

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La protesta dei frontalieri

Lo stop dei treni tra Svizzera e Italia riguarda anche il traffico regionale tra Canton Ticino e Lombardia, e quindi molti lavoratori transfrontalieri. "Un servizio su un giornale del Ticinese ha agitato le acque - accusa il referente dei frontalieri del Vco, Antonio Locatelli - si accusavano i frontalieri di essere la causa del nuovo aumento di contagi in Ticino. E ora ci si mette anche il governo italiano che, facendo di tutta l'erba un fascio, rischia di appiedare 5000 frontalieri".
 'Risparmiati' per ora i pendolari dalla provincia piemontese del Vco poiché i treni per il Cantone Vallese della Briga-Domodossola sono gestiti da Bls. Ma c'è il timore che questa società segua l'esempio di FFS.