Coronavirus, l'areazione è fondamentale per garantire la sicurezza in palestra
Coronavirus, l'areazione è fondamentale per garantire la sicurezza in palestra

In una palestra della Virginia, Stati Uniti, uno degli istruttori è risultato positivo alla Covid-19 dopo che a inizio ottobre aveva tenuto lezioni a cinquanta clienti. Il pericolo era concreto, ma nessuno ha contratto il Coronavirus: per loro fortuna il titolare della 460 Fitness aveva preso tutte le precauzioni per garantire loro la massima sicurezza, grazie a una consulenza che i colleghi si sognano. Per una fortunata coincidenza, fra i frequentatori abituali della palestra c'è la professoressa Linsey Marr dell'università Virginia Tech, specializzata proprio nei meccanismi della trasmissione aerea dei patogeni e dei virus.

Come racconta Insider, durante l'estate la scienziata ha collaborato con il proprietario Velvet Minnick per studiare una serie di accorgimenti che garantissero agli atleti di potersi allenare al riparo da rischi di contagio. Per cominciare, ovviamente, igienizzazione approfondita degli attrezzi e una distanza garantita fra una persona e l'altra di almeno tre metri: più dei circa due metri raccomandati di solito negli Stati Uniti, perché, secondo la Marr, quando si fa esercizio fisico si respira più intensamente e quindi si possono espellere più particelle contagiose.

Ma l'intervento principale ha riguardato l'areazione, che la professoressa indica come la priorità per luoghi come le palestre: "Penso che dobbiamo investire metà del nostro tempo e dei nostri sforzi a pulire l'aria, piuttosto che a pulire le superfici", ha spiegato a Insider. Per la 460 Fitness ha quindi studiato come implementare la migliore ventilazione possibile e un ricambio di aria costante. In questo caso la struttura della palestra si prestava particolarmente bene, essendo allestita all'interno di uno spazioso magazzino che dispone di diverse porte e ampie serrande aperte sull'esterno.