29 dic 2021

Covid in Israele: cosa sta succedendo nel Paese pioniere delle vaccinazioni

Risalgono i nuovi casi nel Paese a causa della variante Omicron, ma rimangono bassi morti e ricoverati. E il tasso di immunizzati  non è così alto come si possa pensare

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Covid Israele: i dati sui vaccini somministrati per fasce d'età

Roma, 29 dicembre 2021 - La potente ondata di contagi Covid, che con protagonista la variante Omicron, ha investito il mondo (qui i contagi di oggi in Italia) non risparmia neanche Israele, Paese più volte preso come riferimento per la lotta alla pandemia e pioniere delle vaccinazioni. Per il secondo giorno consecutivo il bollettino conferma quasi 3.000 nuovi casi di Coronavirus, il record degli ultimi tre mesi. Effetto della nuova mutazione che, secondo i primi studi, rappresenta già il 60% dei nuovi positivi e si propaga rapidamente. La buona notizia è che i casi gravi sembrano rimanere stabili e i decessi restano pochi. La nuova ondata, chiamata dal premier Naftali Bennet "la tempesta", va però frenata tant'è che il primo ministro non esclude un lockdown.  

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Vediamo assieme i dati degli ultimi giorni, il punto sui vaccini con la novità della quarta dose e le nuove regole sulla quarantena e i viaggi.

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Sommario

I dati: contagi e casi gravi

Per il secondo giorno consecutivo Israele conferma quasi 3.000 nuovi casi di Coronavirus. Il bollettino del ministero della Salute riportato da Ynet a fronte di poco più di 120.000 test effettuati segnala 2.967 contagi, il numero più alto registrato da tre mesi. Nelle ultime 24 ore nel Paese si registra un solo decesso, che porta il totale a 8.243 vittime dall'inizio della pandemia. Restano pochi i casi critici: sono 88 i pazienti ricoverati con sintomi gravi.

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Vaccini: tasso basso e quarta dose

Israele è stato preso come modello soprattutto nella somministrazione dei vaccini. É stato il primo stato a iniziare, a luglio, con la terza dose e sta già sperimentando la quarta. L'ulteriore booster è stato inoculato a dipendenti dello Sheba Medical Center di Ramat Gan vicino a Tel Aviv, ma dopo la diffusione dei primi dati sulla pericolosità di Omicron si è deciso di rallentare. Il ministero della Sanità israeliano ha rimandato le somministrazioni agli over 60 e ai soggetti a rischio che sarebbero dovute iniziare domenica. Il secondo booster verrà comunque inoculato agli operatori sanitari di un ospedale 'pilota' che verrà preso come campione per studiare il comportamento della quarta dose nei confronti di Omicron. Un'analisi per capire se non convenga attendere una nuova versione del siero più efficace sulla mutazione oppure spingere il secondo richiamo senza modifiche.

Nonostante l’anticipo delle somministrazioni dei booster (possibili ora a tre mesi dalla seconda dose) a dispetto dalla percezione diffusa, Israele ha ancora troppo pochi vaccinati con le prime due dosi. La percentuale di chi ha completato il ciclo vaccinale si aggira attorno al 64%, 5,89 milioni di persone (In Italia la percentuale si aggira intorno al 75%). Tra le cause dei bassi tassi di vaccinazione sembra esserci anche la resistenza ai vaccini della frangia ultra-ortodossa, i no-vax d'Israele. 

Quarantena ridotta

Il premier Naftali Bennett ha modificato le norme sulla quarantena per coloro che entrano in contatto con un positivo: secondo le nuove linee guida, chiunque sia completamente vaccinato ed esposto a un positivo, indipendentemente dal ceppo della variante, dovrà rimanere in quarantena solo fino al primo tampone molecolare negativo effettuato. Una volta fuori dall'isolamento, però, non potrà frequentare eventi di massa o luoghi con popolazione fragile, come le case di cura, per i successivi 10 giorni. Una misura che in forme simili probabilmente sarà presa anche in Italia, dove i numerosi contagi rischiano tra positivi e contatti di paralizzare il Paese.  

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Viaggi: la lista rossa

Il Comitato governativo di lotta alla pandemia in Israele ha anche modificato la lista rossa dei Paesi in cui è vietato viaggiare. Non c'è più l'Italia che è stata eliminata dall'elenco assieme ad altri Paesi europei, Germania, il Belgio, la Danimarca, e una parte di Paesi africani per i quali era stato avviato il bando al diffondersi della variante Omicron. Restano invece ancora rossi, tra gli altri, Stati Uniti, Canada, Gran Bretagna, Francia, Spagna e Portogallo.

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