Metropolitana a Londra
Metropolitana a Londra

Roma, 20 ottobre 2021 -  In Gran Bretagna se non si agisce subito per fermare il contagio del Covid-19 si rischia "una crisi profonda" nei prossimi tre mesi. A lanciare l'allarme è la sanità britannica, che chiede al premier Boris Johnson di varare al più presto restrizioni anti Coronavirus prima che la situazione precipiti. Cosa che, almeno per ora, il governo non ha nessuna intenzione di fare. "Riteniamo che non sia il momento di passare al piano B", ha commentato il ministro dell'Industria Kwasi Kwarteng, intervistato in proposito dalla Bbc.

Covid, l'Inghilterra agita i virologi. "Terza dose a tutti o saranno guai"

Niente lockdown, quindi, nonostante a detta del ministro della Salute, Sajid Javid, ci si aspetta "un inverno particolarmente duro", con il rischio che si arrivi a 100mila contagi al giorno. Secondo quanto riportato, Javid ha detto ai parlamentari che c'è "un'enorme pressione" sul servizio sanitario in Inghilterra, anche per "la carenza di personale". Nelle prossime 2 settimane, ha aggiunto il ministro, verrà svelato il piano messo a punto con il sistema sanitario nazionale per affrontare i mesi invernali. Previsti "finanziamenti aggiuntivi".

Covid in Gran Bretagna, medici contro il governo: "Intenzionalmente negligenti"

Cos'è il piano B

"Siamo al limite, ed è solo la metà di ottobre. Servirà molta fortuna per non trovarci nel pieno di una profonda crisi nei prossimi tre mesi", ha avvertito oggi But Matthew Taylor, capo della della Nhs Confederation, che riunisce tutti i sistemi sanitari del Regno Unito. Intervistato dal Guardian, Taylor ha chiesto al governo di adottare con urgenza il cosiddetto Piano B del governo per l'inverno: obbligo di mascherina in diversi luoghi, ritorno allo smart working e se necessario anche il green pass. Serve inoltre, ha avvertito, ritornare ad uno spirito di "mobilitazione nazionale" evitando "i comportamenti rischiosi". Ma per il momento, come detto, il governo vuole mantenere il piano A, ovvero tenere tutto aperto, niente obbligo di mascherina, e proseguire con la vaccinazione contro il Covid e l'influenza stagionale. 

Perché si prosegue con il piano A

Nonostante l'impennata dei contagi di questi giorni, come ha ribadito nel briefing odierno da Downing Street il ministro della Sanità, Sajid Javid, per ora la curva dei contagi e quella dei decessi - pur in aumento - restano lontani dai picchi dell'ultima ondata d'inizio 2021. Il ministro ha quindi insistito anche sulla necessità di ridare slancio alla campagna dei vaccini, rallentata dopo la partenza sprint dei mesi scorsi: sia con la somministrazione a chi ha voluto finora riceverli sia con l'accelerazione della terza dose per i vulnerabili e gli over 50. Javid ha sottolineato come i vaccini si stiano rivelando efficaci fino a oltre il 90% contro gli effetti più gravi dell'infezione, sostenendo che si può ancora evitare un ritorno alle restrizioni malgrado il timore di un possibile incremento dei casi fino a 100.000 al giorno nel Regno Unito in inverno. Ha tuttavia cambiato tono sull'uso delle mascherine che in Inghilterra restano non obbligatorie, ma che il ministro e i consiglieri medici che lo affiancavano hanno raccomandato oggi d'indossare comunque in tutti i luoghi pubblici più affollati, a cominciare dalla metro e dagli altri mezzi di trasporto.

Covid, Russia: attività lavorative chiuse per 9 giorni

Gli ultimi dati Covid

Taylor è intervenuto dopo che ieri la Gran Bretagna ha registrato 223 morti per Covid, il dato più alzo da marzo. Oggi sono stati invece 49.139 i nuovi contagi registrati e 179 i decessi per complicanze legate all'infezione. Gli ultimi dati, come reso noto dalle autorità sanitarie, mostrano che i casi sono aumentati del 17,2% in una settimana, mentre i decessi sono aumentati del 21,1%, sempre in 7 giorni.

C'è, inoltre, una situazione sempre più difficile nei pronto soccorso e nei servizi di emergenza, con attese per le ambulanze che arrivano fino a sei ore. I ricoveri sono circa mille al giorno, ha spiegato il ministro della Sanità, ricordando che "sappiamo da sempre che i mesi invernali pongono la minaccia più grande alla strada per la ripresa". L'inverno fornisce "le condizioni perfette" non solo per Covid, ma per i virus in generale, e "stiamo cominciando a vedere l'impatto". "Il virus - ha sottolineato - resterà con noi per lungo tempo e resta una minaccia".

New York: obbligo vaccino per i dipendenti pubblici

Draghi : "Serve gradualità"

Dal nostro Paese, il premier Mario Draghi ha guardato in faccia la realtà britannica, considerando ancor più necessario il green pass in Italia, dopo quel che sta succedendo a Londra. "Dopo 132mila morti bisogna fare in coscienza tutto il possibile e quello che è necessario", ha dichiarato, e quello che accade in Gran Bretagna ci insegna che è necessario mantenere "cautele" e muoversi con "gradualità".

Covid, Draghi: "Grazie a chi si è vaccinato"

Peraltro, ha aggiunto Draghi, "è il presente che ci insegna che questa è la strada giusta. Il Regno unito, uno dei paesi che aveva portato avanti la campagna di vaccinazione con grande celerità, abbandonata ogni cautela oggi si trova con circa 50mila contagi giornalieri e 200 morti ieri e 176 oggi". Insomma, "non usciremo da questa situazione in un istante, anche nell'uscita sarà necessaria gradualità".

Leggi anche: 

Iss: i decessi per Covid tra i non vaccinati sono 23 volte di più che tra gli immunizzati