Coronavirus
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Roma, 16 marzo 2020 - Nuovo briefing dell'Oms sull'emergenza Coronavirus. Con un'indicazione forte, da parte del direttore Tedros Adhanom Ghebreyesus: "Il nostro messaggio chiave è: test, test, test", su ogni caso sospetto. Dunque la raccomandazione ai Paesi è di effettuare più test possibile, oltre alla quarantena, una volta individuato ogni singolo contagiato. "Abbiamo inviato quasi 1,5 milioni di tamponi in 120 Paesi - ha aggiunto  Ghebreyesus -  Collaboriamo con le aziende per aumentare la disponibilità".

Rompere la catena del contagio

E ancora: "Il modo più efficace per prevenire le infezioni e salvare vite umane è rompere le catene della trasmissione. Per farlo, è necessario testare e isolare. Non si può combattere un fuoco con gli occhi bendati. E non possiamo fermare questa pandemia se non sappiamo chi è infetto". 
Una puntualizzazione che stride, a primo acchito, con le parole pronunciate ieri dal presidente dell'Istituto Superiore di Sanità (Iss), Silvio Brusaferro, che ha difeso la linea italiana: "Tamponi di massa? Il fatto che altri Paesi europei seguino le nostre misure dà la dimensione di come sia importante essere coordinati, la raccomandazione del comitato tecnico scientifico è quello espresso a livello internazionale" che non va nella direzione di fare i tamponi a tutti. 

Per il resto, Ghebreyesus tratteggia la mappa del contagio: "La scorsa settimana abbiamo assistito a una rapida escalation dei casi di Covid-19. Sono stati segnalati più casi e decessi nel resto del mondo che in Cina". E la preoccupazione è evidente, nel senso che la pandemia si sta espandendo in Paesi più poveri, e non si sa l'impatto "che potrebbe avere su popolazioni che hanno già molti casi di Hiv e malnutrizione". 

Muoiono anche giovani e bambini

"Questa è una malattia grave - avverte l'Oms - Anche se le prove che abbiamo suggeriscono che gli over 60 sono a maggior rischio, sono morti anche giovani, compresi i bambini". E aggiunge: "L'Oms ha pubblicato una nuova guida clinica, con dettagli specifici su come prendersi cura di bambini, anziani e donne in gravidanza". 

 "Quello che sappiamo a oggi - ha detto Maria Van Kerkhove, responsabile tecnico del programma per le emergenze Oms - è che i bambini sono suscettibili all'infezione, che sviluppano forme più lievi di malattia, ma abbiamo anche visto bambini morire. Dobbiamo difenderli come categoria sensibile". E ancora: "Quello che non sappiamo, perché non abbiamo ancora i risultati dei test sierologici, è l'estensione delle infezioni asintomatiche nei bambini. Quando saranno disponibili, questo ci aiuterà a capire meglio che ruolo stanno giocando i più piccoli in questa pandemia".

Commosso dagli applausi ai medici

 "Questo straordinario spirito di solidarietà umana deve diventare ancora più contagioso del coronavirus stesso. Anche se per un po' potremmo dover stare lontani fisicamente l'uno dall'altro, possiamo essere vicini in modi che non abbiamo mai avuto prima", ha detto anche Tedros Adhanom Ghebreyesus. 
 "Questa è la crisi sanitaria globale che sta definendo il nostro tempo - spiega meglio - I giorni, le settimane e i mesi a venire saranno una prova della nostra determinazione, una prova della nostra fiducia nella scienza e una prova di solidarietà. Crisi come quella di Covid-19 tendono a far emergere il meglio e il peggio dell'umanità".