Washington, 6 luglio 2020 - La corsa del Coronavirus, a livello mondiale, non accenna ad arrestarsi. Con 697.413 casi di contagio confermati, l'India ha superato la Russia (680.283) e ora è il terzo Paese al mondo più colpito dalla pandemia di Coronavirus, secondo il bilancio tracciato dalla Johns Hopkins University. Le vittime registrare dalle autorità sanitarie indiane sono attualmente 19.693, rispetto ai 10.145 decessi confermati in Russia. Ai primi due posti risultano sempre gli Stati Uniti, con 2.888.635 casi e 129.947 decessi e il Brasile, con 1.603.055 e 64.867 decessi. 

Coronavirus Italia, il bollettino di oggi, 6 luglio

​Stati Uniti

Trump: "Straordinaria vittoria sul Covid"

Cuomo attacca Trump: "Il presidente ha praticamente detto che se non facciamo test non risulteranno casi e se non ci saranno casi non avremo problemi. E' incredibile, ma voleva dire questo". Il governatore di New York ha anche criticato il tycoon, che aveva confessato durante il comizio in Oklahoma di aver chiesto di fare meno test. "Signor presidente devi fare solo una cosa: spiega agli americani che il virus esiste, il contagio sta aumentando ed e' un problema grave. La maschera va indossata".

In Usa le vittime di Coronavirus hanno superato quota 130 mila (130.101 per l'esattezza). È quanto emerge dai dati della Johns Hopkins University. I casi sono invece 2.911.888 e continuano a crescere in 32 Stati su 50. Nuovo record di contagi in Florida, diventato lo Stato con il maggior incremento di infezioni giornaliere negli Usa: almeno 11.458 persone hanno contratto il virus nelle ultime 24 ore in questo Stato. Il bilancio totale dall'inizio dell'epidemia in Florida è ora di 190.052 contagi e 3.702 vittime. 

Gli studenti universitari internazionali in Usa dovranno lasciare il Paese o rischieranno l'espulsione se i loro atenei terranno solo corsi online a causa della pandemia: lo ha annunciato l'agenzia americana per l immigrazione (Ice). La mossa potrebbe avere conseguenze per migliaia di studenti stranieri che vanno in Usa per frequentare l'università o partecipare a corsi di formazione e specializzazione.

Ucraina

I medici in Ucraina stanno affrontando un'impennata post-lockdown nei casi di Covid-19, dopo la ripresa del trasporto pubblico e la riapertura di parchi, caffè all'aperto e saloni di bellezza a fine maggio e inizio giugno.  A metà giugno, l'Oms ha inserito l'Ucraina nell`elenco di una ventina di Paesi europei che hanno assistito a una ripresa del virus. Nel picco del 26 giugno, l'Ucraina ha registrato un aumento giornaliero di 1.109 casi e le autorità hanno avvertito che avrebbero dovuto nuovamente imporre restrizioni per frenare la diffusione del Coronavirus.  Il Paese ha confermato oltre 49mila casi e oltre 1.200 decessi, dopo aver segnalato ieri 823 nuovi casi e 22 decessi. 
"Siamo sovraccarichi. Nelle ultime 24 ore abbiamo ricoverato 18 pazienti con sospetto coronavirus - ha affermato Marta Saiko, responsabile delle cure primarie all'ospedale di emergenza di Leopoli - È come in una guerra, è molto difficile. Tutto il nostro staff è sfinito.

Israele

Nuove, drastiche misure dopo che l'epidemia ha ripreso a correre. E' stata ordinata la chiusura, "con effetto immediato", di bar, palestre, piscine, sale per eventi e ogni luogo di spettacolo. Sono vietate le riunioni pubbliche con più di venti persone, ma in ogni caso tutti devono indossare la mascherina e mantenere una distanza di almeno due metri. "Siamo a un passo dal lockdown", ha detto il premier Benyamin Netanyahu.  Le nuove misure sono un significativo passo indietro rispetto alla riapertura iniziata a maggio. 
Ancora: i ristoranti rimangono aperti, ma possono avere un massimo di 20 clienti all'interno e 30 all'esterno, con tavoli ben distanziati. A bordo degli autobus non possono esserci più di venti passeggeri e si viaggia con i finestrini aperti, senza aria condizionata. Il 30 % degli impiegati pubblici deve lavorare a casa. Gli eventi sportivi si possono svolgere, ma senza pubblico. Le scuole sono già chiuse per le vacanze, ma sono stati aboliti campi e corsi estivi, ad eccezione di quelli per i bambini della materna e i primi quattro anni delle elementari.

Olanda

Casi di Covid-19 in dei visoni sono stati segnalati in 20 allevamenti in Olanda dall'inizio dell'epidemia, portando all'abbattimento di decine di migliaia di esemplari, ha annunciato oggi il ministero dell'Agricoltura olandese.  Le autorità olandesi hanno iniziato a macellare i visoni all'inizio di giugno dopo che è stato evidenziato il primo contagio per impedire che diventassero fonti di contaminazione. 
"In totale sono stati trovati dei casi di Covid-19 in 20 allevamenti di visoni nei Paesi Bassi", tutti situati nel Sud del Paese. Tutti i mammiferi sono stati abbattutti in 18 di questi allevamenti. L'abbattimento dei visoni degli ultimi due allevamenti avverrà oggi, ha aggiunto il ministero, precisando che l'ultima fattoria in cui è stato ufficialmente rilevato il virus aveva 12.000 madri.
Le autorità hanno stabilito a maggio che "molto probabilmente" due dipendenti di questi allevamenti hanno contratto il Covid-19 attraverso i visoni. È probabile che questi due casi siano i "primi casi noti di trasmissione" del nuovo coronavirus da animale a uomo, secondo l'Oms.

Gran Bretagna

La Gran Bretagna, che oggi conta 16 decessi nelle ultime 24 ore, per un totale di 44.236 morti, e 352 nuivi casi, che porta il numero totale delle persone contagiate è 285.768, farà una eccezione per le star di Hollywood: una quarantena 'allargata' al set. Per cercare di aiutare la ripresa delle produzioni cinematografiche, bloccate da mesi per il lockdown, gli attori provenienti dall'estero saranno esentati dall'isolamento obbligatorio per 14 giorni, ma dovranno restare per due settimane in "una 'bolla' che include solo l'alloggio e il luogo delle riprese", ha avvertito il ministro della Cultura britannico, Oliver Dowden. In ballo ci sono produzioni interrotte come Mission Impossible 7, con Tom Cruise, o anche Batman, Animali Fantastici 3 e la serie Netflix 'The Witcher'. 

Australia

Le autorità australiane hanno deciso di isolare lo Stato di Victoria, una misura drastica per cercare di contenere il preoccupante riacutizzarsi di casi di contagio del nuovo coronavirus. Per la prima volta da quando è cominciata la pandemia, la frontiera tra gli Stati più popolati dell'Australia, Victoria e Nuovo Galles del Sud, si chiuderà a partire dalla mezzanotte di domani, martedì. Victoria, dove vivono più di 6,6 milioni di persone, ha annunciato nelle ultime ore un record di 127 nuovi casi e il virus si è propagato a Melbourne, la capitale, anche in una serie di edifici residenziali densamente popolati.

Il premier dello Stato, Daniel Andrews, ha definito la decisione di isolare il territorio come "un passo intelligente, il passo giusto in questo momento date le importanti sfide che affrontiamo per contenere questo virus". Non è chiaro quando verranno riaperte le frontiere. A giugno, dopo due settimane di allentamento delle restrizioni del confinamento, Melbourne ha registrato un preoccupante aumento di contagi, il che ha portato negli ultimi giorni a misure di isolamento di alcune zone nella citta' fino alla fine di luglio.

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Perù

La pandemia di coronavirus in Perù ha superato i 300.000 casi, portando il Paese alla quinta posizione per contagi nel mondo, dopo Stati Uniti, Brasile, India e Russia, e sopra Paesi europei gravemente colpiti come Gran Bretagna, Italia e Spagna. Dall'ultimo rapporto emerge che i contagiati sono in totale 302.718, di cui 10.589 sono poi morti, e che le persone guarite sono ormai quasi 194.000. Pur cercando di tornare ad una relativa normalità, soprattutto per le attività economiche, il Perù è giunto al 113/o giorno di emergenza nazionale, decretata dal presidente Martn Vizcarra per combattere gli effetti del Covid-19. 

Brasile

Almeno 26.051 persone hanno contratto il coronavirus in Brasile nelle ultime 24 ore, secondo un bilancio fornito dal ministero della Sanità locale. Le vittime legate al Covid-19 da ieri sono invece 602.  Il totale dei contagi nel Paese, dall'inizio dell'epidemia, è così salito a 1.603.055. I decessi complessivi sono stati 64.867Il nuovo bilancio giunge mentre la città di San Paolo, una delle più colpite, si prepara oggi alla riapertura di bar, ristoranti, parrucchieri e saloni di bellezza, seguendo l'esempio di quanto già avvenuto a Rio de Janeiro durante il week end.  A San Paolo riapriranno a partire da oggi per sei ore al giorno, anche i piccoli negozi di strada e i centri commerciali, dopo avere operato per quattro ore giornaliere dall'11 giugno.

Inoltre il presidente brasiliano, Jair Bolsonaro, ha posto il veto su altri due articoli della legge sull'uso delle mascherine in luoghi pubblici, riducendo ulteriormente gli spazi dove saranno obbligatorie. Fa discutere la decisione di non renderle più obbligatorie nelle prigioni sovraffollate del Paese.