Erano decenni che la polizia tedesca non usava gli idranti contro i manifestanti: dentro non c’erano i vaccini, come sospettato dai negazionisti, ma acqua. Rimedio estremo per una situazione, a sua volta, per parecchi versi estrema. Perché a Berlino i protestanti contro "la dittatura del Coronavirus" e le restrizioni imposte dal governo avevano passato il segno. Non solo per l’uso di petardi, ma anche con il paragone offensivo tra il trattamento riservato ai no-mask e la persecuzione degli ebrei sotto il nazismo sottolineato anche da cartelli con la...

Erano decenni che la polizia tedesca non usava gli idranti contro i manifestanti: dentro non c’erano i vaccini, come sospettato dai negazionisti, ma acqua. Rimedio estremo per una situazione, a sua volta, per parecchi versi estrema. Perché a Berlino i protestanti contro "la dittatura del Coronavirus" e le restrizioni imposte dal governo avevano passato il segno. Non solo per l’uso di petardi, ma anche con il paragone offensivo tra il trattamento riservato ai no-mask e la persecuzione degli ebrei sotto il nazismo sottolineato anche da cartelli con la Merkel o il virologo Drosten che indossano le divise bianche e nere dei campi di concentramento. "Si possono criticare le misure, ma chiunque relativizzi o banalizzi l’Olocausto non ha imparato nulla dalla nostra storia", avverte il ministro degli Esteri Maas.

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In piazza c’erano proprio i neonazisti ma a protestare stavolta erano in tanti: 9-10mila persone secondo la polizia. Una minoranza rumorosa, certo, ma pure un segnale inquietante, a causa del surplus di violenza rispetto alla manifestazione di Lipsia di due settimane fa. Quanto al copione, le previsioni della vigilia sono state rispettate: un corteo con dentro di tutto – teorici del complotto, fan del Reich, no vax, pacifisti – ma egemonizzato politicamente dall’estrema destra. Gli inutili inviti degli agenti a rispettare le regole con le mascherine e il distanziamento, poi le cariche e scontri come a Berlino non si vedevano da un pezzo.

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Una piazzata organizzata nel cuore delle istituzioni, di fronte a quel Parlamento dove si discuteva la riforma sulla protezione della salute valida per la pandemia. La legge è stata approvata, ma all’accesa discussione nel Bundestag – dove sono riusciti ad infiltrarsi alcuni manifestanti "grazie ad Afd (il partito dell’ultradestra, ndr)", denuncia il liberale Kuhle – fanno eco i disordini fuori. Il clima si fa più aggressivo con il passare delle ore, avvelenato anche dal tam tam sui social che non solo invita a rovesciare il governo ma diffonde notizie false: la polizia avrebbe l’ordine di sparare, l’acqua degli idranti conterrebbe il vaccino. Finisce con 365 fermati -– secondo fonti tedesche – e 10 agenti feriti.

Il segnale è da non sottovalutare sia perchè i manifestanti violenti possono rivelarsi la punta di un iceberg che, al netto degli estremisti, conta molti scontenti per i disagi provocati dalle chiusure. Ma soprattutto perché sull’onda della pandemia Angela Merkel sta tentando una manovra di respiro storico dall’esito tutt’altro che scontato: riposizionare la Germania in chiave totalmente europeista. Gli ostacoli, nel paese e nella sua Cdu sono parecchi e un’esplosione di proteste contro la strategia anticovid del governo può rendere più difficile la sua missione.