Un addetto alla misurazione della temperatura controlla un cliente di un market (Ansa)
Un addetto alla misurazione della temperatura controlla un cliente di un market (Ansa)

Pechino, 17 febbraio 202 -  Tutti in Cina cercano una cura per il coronavirus. Dall'elettroterapia con onde ultra corte al succo di caprifoglio, passando per la torsione alleviante troncata esterna-interna i medici e gli scienziati del Dragone negli ultimi giorni hanno presentato ufficialmente 151 trial clinici (alcuni già approvati dal comitato etico, altri ancora in corso di valutazione) per trovare il modo definitivo di debellare il Covid-19 o migliorare le condizioni dei contagiati. Consultando il Registro ufficiale si trova davvero di tutto. Ovviamente, accanto studi che definire folcloristici, secondo i criteri del metodo scientifico occidentale, è un eufemismo, ce ne sono altri considerati più seri dalla comunità di ricercatori, che indagano l'efficacia dei farmaci antivirali o l'utilizzo degli anticorpi di chi è sopravvissuto al morbo.

Ma c'è anche chi, come Gao Denfeng della Xi'an Jiaotong University, è convinto che la soluzione potrebbe essere quella di bombardare i contagiati di vitamina C. Per questo, quando riceverà il via libera, cercherà una serie di pazienti maggiorenni pronti a sottoporsi al suo protocollo sperimentale. I produttori di arancia e le nonne di tutto il mondo (chi non ne ha mai sentita una sentenziare che una bella spremuta era la panacea di tutti i mali di stagione?) esultano e si fregano già le mani.

La squadra guidata dal professor Chen Xinyu eseguirà invece un'analisi comparativa con lo scopo di integrare i metodi della medicina convenzionale e di quella tradizionale cinese, che si basa sullo studio dell'energia vitale del corpo e dei canali (i cosiddetti meridiani) in cui circola liberamente attraversando senza soluzione di continuità cervello, stomaco e dita dei piedi. Peccato solo che fino a oggi nessuno scienziato sia riuscito a dimostrare l'esistenza di questi magici tunnel.

Yang Yi, dell'ospedale di medicina tradizionale di Hubei, non è d'accordo e ritiene che la salvezza potrebbe essere celata all'interno del caprifoglio. Il colorato rampicante, utilizzato dai giardinieri più à la page e le cui bacche vengono cucinate e mangiate praticamente solo in Siberia, è molto apprezzato da chi si intende di energia corporea e meridiani. E così 100 volontari contagiati dal coronavirus dovranno sorbettarsi 180 millilitri di succo di caprifoglio tre volte al giorno. I risultati di questo cruciale trial, se verrà acceso il semaforo verde, saranno noti tra sei mesi.

Il professor Cheng Hong, invece, coordinerà un dream team di ricercatori della Huazhong University, che per 28 giorni controllerà scrupolosamente 20 pazienti affetti dal virus che si sottoporranno volontariamente a un radicale trattamento con onde elettriche ultra corte. L'obiettivo, dopo quattro settimane di sedute, è stabilire una volta per tutte se i pazienti 'elettrificati' guariscano meglio e più in fretta rispetto alle 20 persone del gruppo di controllo, che verranno invece curate con metodi standard.