Controlli sul coronavirus in Cina (Ansa)
Controlli sul coronavirus in Cina (Ansa)

Pechino, 27 gennaio 2019 - Arriva il mea culpa dell'Oms sul Coronavirus. Dopo che nei giorni scorsi l'organismo Onu aveva definito "moderato" il rischio a livello globale, oggi ammette il proprio errore e ritara l'emergenza a "molto alta" in Cina e "alta" a livello regionale e sul piano internazionale. Nello stesso rapporto l'Oms spiega che nelle comunicazioni precedenti era stato detto "erroneamente" che il rischio fosse "moderato".  L'epidemia in Cina, nel frattempo, prosegue inarrestabile: i numeri ufficiali parlano di 81 morti e oltre 2.700 contagiati, ma secondo gli scienziati dell'Università di Hong Kong sarebbero almeno 44mila ad aver contratto il virus, e questo solo fino a sabato. Il team di esperti guidato da Gabriel Leung, preside della facoltà di medicina dell' Hong Kong University, stima il picco dell'epidemia in 5 megacittà cinesi (Pechino, Shanghai, Guangzhou, Shenzhen e Chongqing) tra fine aprile e inizio maggio. Solo a Chongqing, che ha oltre 30 milioni di abitanti, potrebbero esserci 150.000 nuovi casi al giorno per gli alti volumi di viaggi della popolazione verso Wuhan. Proiezioni forse troppo pessimiste perchè valutano la stretta su Wuhan, ma non altri possibili interventi. I casi accertati fuori dai confini cinesi sono già oltre 50, se sarà confermato il presunto contagio rilevato oggi in Africa, diventerà ufficiale come nessun continente sia stato 'risparmiato' dal Coronavirus. Che, al momento, è stato rilevato in una dozzina di altri Paesi, dal Nord America all'Europa, portato solo attraverso un piccolo numero di persone che in origine si era recato a Wuhan

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Gli esperti di Hong Kong

Il team di Leung, che siede nel comitato sulla crisi del coronavirus voluto dalla governatrice di Hong Kong Carrie Lam, è parte del Collaborating Centre for Infectious Disease Epidemiology and Control dell'Organizzazione mondiale della sanità, un network di accademici che lavora per tenere sotto controllo la diffusione dei virus su scala mondiale. Leung ha invocato oggi "misure sostanziali e draconiane per fermare la mobilità della popolazione. Il virus è ormai arrivato alle megalopoli cinesi che, secondo il team di esperti, diventeranno epicentri a loro volta. Il nuovo coronavirus è stato rilevato in una dozzina di altri Paesi, dal Nord America all'Europa, portato solo attraverso un piccolo numero di persone che in origine si era recato a Wuhan. Il numero dei contagi potrebbe essere difficile da quantificare, soprattutto dopo le evidenze emerse attorno ai casi asintomatici. Per Leung la Cina si è mossa in modo "assolutamente corretto", anche se l'azione potrebbe risultare insufficiente "a cambiare in termini sostanziali il corso dell' epidemia nelle altre grandi città".