Coronavirus in Cina, primi malati in Europa (foto Ansa)
Coronavirus in Cina, primi malati in Europa (foto Ansa)

Pechino, 24 gennaio 2020 - Il nuovo coronavirus dalla Cina sbarca in Europa. Sono tre i casi confermati in Francia, i primi segnalati sul Vecchio Continente, mentre è rientrato l'allarme a Parma dove è ricoverata una donna italiana di ritorno da Wuhan, epicentro del focolaio infettivo. I primi esami sulla paziente hanno accertato la presenza di virus influenzale di tipo B: si attendono comunque ulteriori approfondimenti. Intanto nel paese del Dragone sono imponenti le misure di sicurezza: annullati molti festeggiamenti per il Capodanno. Dopo aver avviato i lavori per la costruzione di un nuovo ospedale che dovrà essere pronto a tempo di record, Pechino ha persino chiuso parti della Grande Muraglia ai turisti. 

Coronavirus, tre malati in Francia

Sono tre i casi di infezione da coronavirus 2019- nCoV in Francia: i primi in Europa. Il terzo contagio è stato confermato in tarda serata dal ministro della salute Agnes Buzyn, che già nel pomeriggio aveva annunciato in tv gli altri due, uno a Bordeaux e uno a Parigi. "Il paziente di Bordeaux ha 48 anni - ha detto la ministra - è rientrato dalla Cina, dove è passato da Wuhan. Si è fatto visitare ieri. Da ieri è ricoverato in una camera isolata. È stato in contatto con una decina di persone dopo il suo arrivo in Francia". L'uomo è di "origini cinesi", ma residente in Gironda, la regione di Bordeaux. Si trovava in Cina per motivi professionali. Si sa poco del paziente ricoverato a Parigi, all'ospedale Bichat, a parte il fatto che anche lui è rientrato di recente dalla Cina.

Secondo caso negli Stati Uniti

Le autorità sanitarie americane intanto hanno confermato il secondo caso di infezione da 2019- nCoV negli Stati Uniti. Si tratta di una donna di Chicago, tornata dalla città cinese di Wuhan. Le persone tenute attualmente sotto controllo negli Usa sono 63.

Il bilancio in Cina

L'ultimo bilancio ufficiale è di 26 morti e 897 contagi da nCOV-2019. Confermato un secondo decesso al di fuori dell'area considerata l'epicentro dell'epidemia. La vittima risiedeva nell'Heilongjiang, una provincia al confine con la Russia, a più di 1.800 km da Wuhan, la città in cui si è registrata la stragrande maggioranza dei casi di infezione e decessi per il virus. Un altro caso era stato registrato a Hebei, la provincia che circonda Pechino. Tra le quasi 40 province, regioni e municipalità speciali che compongono amministrativamente la Cina, solo il Tibet risulta ancora privo di casi.

Pechino alza il 'muro'

Per limitare la diffusione del contagio, le autorità cinesi hanno imposto il blocco ai trasporti almeno in altre 13 città: Xianning, Xiaogan, Enshi e Zhijiang, Jingzhou, Huangshi, Qianjiang, Xiantao, Chibi, Ezhou, Huanggang e Lichuan - tutte nella provincia di Hubei, culla dell'epidemia - portando così a oltre 41 milioni i cittadini coinvolti dalle misure per contrastare l'emergenza. In molte di queste città è stata disposta anche la chiusura di luoghi aperti al pubblico come teatri o locali per il karaoke. Disposta anche la chiusura di alcune sezioni della Grande Muraglia (e ordinato alle agenzie di viaggio di interrompere la vendita di tour nazionali e internazionali). A Pechino, dopo la Città Proibita, chiudono anche il Museo nazionale, che affaccia su piazza Tiananmen, e la Biblioteca Nazionale.

Virus, ruspe al lavoro per costruire un nuovo ospedale a Wuhan (Ansa)

Wuhan, nuovo ospedale a tempo record

Intanto a Wuhan sono iniziati i lavori di costruzione di un nuovo ospedale da mille posti letto per curare le persone affette dal virus. I media statali cinesi hanno trasmesso le immagini di operai e ruspe in azione per realizzare la struttura che occuperà una superficie di circa 25mila metri quadrati e che "sarà pronto in dieci giorni". La sua apertura - sempre secondo quanto riferiscono i media - dovrebbe infatti avvenire il 3 febbraio. Il modello è quello di un ospedale costruito in soli sette giorni a Pechino, nel 2003, per fronteggiare l'epidemia di Sars. Per accelerare i lavori durante i giorni delle feste di capodanno, scrive il quotidiano di Hong Kong, gli operai riceveranno al giorno 1.200 yuan, circa 156 euro, somma equivalente al triplo della diaria normale.

image