Coronavirus, precauzioni all'ospedale di Bangkok (Ansa)
Coronavirus, precauzioni all'ospedale di Bangkok (Ansa)

Roma, 22 gennaio 2020 - Cosa sappiamo del virus partito dalla Cina? Si chiama 2019-n-CoV. Si tratta di un nuovo coronavirus (così chiamati per la forma a coroncina), "una famiglia di virus che possono causare malattie negli animali e negli esseri umani, con sintomi che vanno dal comune raffreddore a infezioni delle basse vie aeree". Parola di Pier Luigi Lopalco, professore di Igiene e Medicina preventiva all’università di Pisa. Il primo salto (del virus) dall’animale nell’uomo avvenne nel 2002, con la Sars. "La Sindrome acuta respiratoria severa si ritiene che abbia avuto origine da piccoli mammiferi come lo zibetto", ma fu identificata con certezza solo dal 2003, dopo la sua comparsa ad Hanoi, Hong Kong, Singapore. Seminò 8mila contagi e 775 morti. Poi ci fu la Mers, che dal 2012 al 2019 ha ucciso 858 persone.

Viaggiare in aereo è pericoloso?

Per ora il rischio di contagio in aereo è considerato limitato. Il ministero, prima di partire per la zona del focolaio cinese (nella regioni di Hubei), consiglia di vaccinarsi contro l’influenza (ma almeno 15 giorni prima del viaggio). All’arrivo lavare frequentemente le mani con acqua e sapone; evitare il contatto con persone affette da malattie respiratorie; evitare luoghi affollati, in particolare mercati del pesce e di animali vivi; evitare di toccare animali e prodotti di origine animale non cotti. Al ritorno in Italia se nelle due settimane successive si dovessero presentare sintomi respiratori (febbre, tosse secca, mal di gola, difficoltà respiratorie), contattare il medico di fiducia. A rischiare l’isolamento non è solo la persona infetta ma anche chi è stato a contatto con lei, ad esempio anche gli altri passeggeri dello stesso volo.

Gli italiani quanto rischiano?

Il Centro Europeo per il Controllo delle Malattie (Ecdc) ha alzato a "moderato" da "basso" il rischio che si verifichino in Europa, e in Italia, casi del coronavirus cinese. A preoccupare gli esperti, anche "le prossime celebrazioni per il capodanno cinese alla fine di gennaio", che "causeranno un aumento del volume di viaggi da e verso la Cina e all’interno della Cina stessa, facendo crescere la probabilità dell’arrivo nell’Ue di possibili casi". Gran parte dei cinesi "residenti in Italia provengono da province molto distanti da quella di Wuhan e crediamo che il governo centrale cinese possa affrontare questa epidemia", è quanto si apprende dal Consolato generale cinese di Firenze. Intanto, sono scattati i controlli sui passeggeri in arrivo dalla Cina anche nei tre grandi aeroporti internazionali Usa