Kim Jong-un (Ansa)
Kim Jong-un (Ansa)

Seul, 9 aprile 2021 - La Corea del Nord verso una nuova carestia, lo dicono diverse fonti internazionali, lo ha confermato lo stesso leader supremo nordcoreano Kim Jong-un in una riunione dei segretari di cellula del Partito dei lavoratori coreani, unica formazione politica del regime. Jong-un ha evocato una "nuova, più difficile Ardua Marcia", un richiamo alla crisi degli anni '90 quando nel Paese morirono milioni di persone di fame. 

La situazione economica drammatica della Corea del Nord, sta facendo fuggire dal Paese diplomatici e funzionari di organizzazioni non governative. L'immagine della famiglia di un diplomatico russo che lasciava il Paese spingendo un carrello a mano ferroviario alcune settimane fa è stata ripresa dai media internazionali. 

"Ho deciso di chiedere alle organizzazioni del Partito dei lavoratori coreani a tutti i livelli, compreso il Comitato centrale e i segretari di cellula, di condurre un'altra, più difficile 'Ardua Marcia' per sollevare il nostro popolo dalle difficoltà, anche di poco, seguendo il Partito come se fosse la propria madre e superando le tribolazioni per decenni, in modo da difendere il popolo e da fornire materiali migliori e benessere culturale", ha detto il leader supremo, citato dall'agenzia di stampa ufficiale KCNA. 

La Corea del Nord dall'inizio della pandemia ha chiuso i suoi confini a persone e merci, e ha dichiarato di non aver mai avuto un contagio da Covid-19. Ma su questo punto i fuoriusciti e gli osservatori esterni hanno molti dubbi. 

L'immagine simbolica dell'Ardua Marcia è molto forte, anche perché la gran parte dei nordcoreani ricorda bene quel periodo: fu  Kim Jong Il, il padre dell'attuale dittatore, a guidare nella seconda metà degli anni '90 del secolo scorso, la Corea del Nord durante la devastante crisi alimentare causata in parte da disastri naturali e dall'esaurimento dell'aiuto sovietico. Il numero delle vittime  non fu mai accertato, ma diverse fonti ritengono superi abbondantemente i tre milioni.