Kim Jong Un (Ansa)
Kim Jong Un (Ansa)

Seul, 26 dicembre 2017  - La Corea del Nord non sembra intenzionata a frenare la sua corsa al nucleare, nonostante le sanzioni. Secondo il Ministero per l'Unificazione sudcoreano Pyongyang "continuerà a migliorare le sue capacità nucleari e missilistiche nel 2018". Gli analisti di Seul prevedono "almeno un altro test missilistico" nei prossimi mesi. 

Infatti Pyongyang, secondo gli esperti interpellati dal New York Times, deve ancora mettere a punto le tecnologie che permettono a un missile di portare più testate. E il processo per consolidare la capacità di lanciare missili balistici intercontinentali, potrebbe essere accelerato proprio dalle sanzioni Onu, che hanno innescato la corsa contro il tempo di Pyongyang ai test militari, prima che gli effetti si facciano sentire sull'economia.

Una prospettiva che non lascia tranquilli, visto anche la reazione nordcoreana alle nuove sanzioni votate all'unanimità dal Consiglio di sicurezza delle Nazioni Unite, in risposta all'ultimo test missilistico. In un comunicato infatti il ministero degli Esteri di Pyongyang le ha bollate come "atto di guerra", perché "violano nostra sovranità". 

Aggiungendo che Washington non "si illuda" che la Corea del Nord rinunci alle sue armi nucleari. "Consideriamo queste sanzioni manipolate dagli Usa e dai suoi seguaci una grave infrazione della nostra repubblica, un atto di guerra che viola la pace e la stabilità nella regione coreana e le respingiamo categoricamente". La risoluzione Onu prevede di vietare circa il 90% delle esportazioni di petrolio raffinato destinato a Pyongyang e il ritorno in patria dei lavoratori nordcoreani che si trovano all'estero.

Sempre in ragione di una certa 'fretta' nordcoreana nei test, secondo il quotidiano sudcoreano Joongang Ilbo, Pyongyang starebbe per lanciare il satellite spia Kwangmyongsong-5, equipaggiato con telecamere di precisione e tecnologie per la comunicazione.

Mosca non rinuncia alla via diplomatica e attraverso a Dmitry Peskov, portavoce del Cremlino, si propone ancora nel ruolo di mediatrice tra la Nord Corea e gli Stati Uniti in possibili colloqui per ridurre le tensioni. 

Intanto la Corea del Sud ha deciso di istituire una sorta di "torre di controllo" dedicata esclusivamente alla gestione del dossier nordcoreano. Un'unità ad hoc per monitorare e contrastare la minaccia, ha annunciato il ministero della Difesa in una nota, riportata dalla Cnn. La nuova unità rientra in una più ampia ristrutturazione organizzativa per rispondere meglio alle provocazioni dei 'cugini', ha sottolineato nella nota il ministero.