Glasgow, 5 novembre 2021 - "Non è un segreto che la CoP26 sia un fallimento". Greta Thunberg non le manda a dire, come l'abbiamo imparata a conoscere in questi anni. L’attivista svedese, dopo l’accusa di “bla bla bla” lanciata ai leader mondiali, impegnati prima nel G20 di Roma e poi nella Conferenza Onu sul clima a Glasgow, ha preso parte al Kelvingrove Park della capitale scozzese alla marcia dei “Fridays for Future”, nel giorno dedicato ai giovani dalla Cop26. Stamattina venerdì 5 novembre infatti Youngo, il comitato giovanile dell’Unfccc (United Nations Framework Convention on Climate Change) ha lanciato la propria dichiarazione: dentro e fuori dal vertice, quindi, le giovani generazioni hanno fatto sentire la loro voce per fermare il cambiamento climatico. Dure però le parole di Greta contro la Cop26, accusata di essere la conferenza che più di tutte ha escluso le voci dal basso, puntando su “cavilli e statistiche incomplete” per salvaguardare “il business e lo status quo”. Sulla stessa lunghezza d’onda l’attivista ugandese Vanessa Nakate: “Finora abbiamo sentito dire molte parole. Con queste proteste vogliamo mettere pressione a chi è al potere”. 

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Carlo d'Inghilterra

Il principe Carlo, erede al trono britannico e ambientalista di lungo corso, pur non raccogliendo l’invito di Greta a partecipare alla marcia, non è rimasto insensibile alle istanze di chi ha manifestato fuori dal palazzo.  Carlo, che ha incontrato la Nakate, intervenendo alla Cop26 ha esortato i leader mondiali a "non dimenticare le persone là fuori" e ad ascoltare la loro "rabbia e frustrazione". "Questa Cop è un festival del Global Green North - ha detto Greta -. Una celebrazione del bla bla bla, ma la gente più colpita resta inascoltata". "I fatti però non mentono - ha proseguito Greta -. Abbiamo bisogno di un drastico e immediato taglio delle emissioni. Ma dobbiamo cambiare fondamentalmente la nostra società. La crisi climatica nasce dal principio che chi ha di più ha il diritto di sfruttare gli altri. Ma questo non si dice alla Cop, è sgradevole. Meglio ignorarlo”. “Ci sono state 26 Cop, decenni di bla bla bla - ha detto ancora Greta -, ma intanto continuano a costruire nuove infrastrutture per le fonti fossili, ad aprire nuove miniere di carbone e non pagare i danni ai paesi più colpiti. Questo è vergognoso”. “Ci dicono che siamo radicali - ha concluso Greta -, ma tenere il mondo verso 2,7 gradi di riscaldamento non è radicale, è folle”.

La manifestazione

A  George Square, nel centro di Glasgow, si sono radunate migliaia di persone per partecipare alla manifestazione di "Fridays for Future". Fra i presenti  tantissimi giovani, studenti ma anche decine di bambini, molti sulle spalle dei genitori. "Salvate il mondo", il messaggio affidato ai cartelli.
"Non abbiamo bisogno di vuote promesse", ha insistito Greta. Che ha aggiunto di non volere “impegni che sono pieni di scappatoie. I nostri leader non hanno leadership”. Il grido di Greta e dei giovani è stato raccolto dal premier britannico Boris Johnson. Che però ha lanciato un invito da buon padre di famiglia. Bene "la passione" dei ragazzi nel sollecitare i leader del mondo ad accelerare nella battaglia sui cambiamenti climatici; ma no a saltare la scuola.  "Comprendiamo il forte sentimento dei giovani sul cambiamento climatico - ha detto un portavoce del premier Boris Johnson nel suo briefing quotidiano - e vogliamo vedere la loro passione tradotta in azioni. Ma saltare le lezioni è estremamente dannoso (per coloro che sono in età scolastica) in un tempo in cui la pandemia da Covid ha già avuto un enorme impatto sul loro apprendimento" .