Glasgow, 13 novembre 2021 - I circa 200 Paesi riuniti alla Cop26 hanno adottato il "Patto di Glasgow" per accelerare la lotta ai cambiamenti climatici e delineare le basi per il suo finanziamento futuro, ma il testo è stato annacquato con un compromesso nel passaggio che riguarda la fine del carbone, perché l'India è riuscita a ottenere un cambiamento all'ultimo minuto. Nonostante le perplessità e le lacrime dello stesso presidente della Cop26, Alok Sharma, la proposta è passata a beneficio del pacchetto complessivo. L'approvazione finale del testo, dopo due settimane di duri negoziati, è stata suggellata con un colpo di martello dal presidente britannico dei negoziati.

Il presidente della Cop26, Alok Sharma, si è fatto prendere da un momento di emozione scusandosi perché il negoziato si è concluso con il passaggio annacquato nella bozza sui combustibili fossili e il carbone; un'emozione, la sua, che ha provocato un applauso fragoroso e alcune standing ovation. "Mi scuso per il modo in cui questo processo si è svolto", ha detto Sharma dicendosi "profondamente dispiaciuto". "E' anche importante però proteggere questo pacchetto", ha aggiunto, la voce spezzata. 

Il delegato di Antigua e Barbuda, parlando a nome di molti Paesi in via di sviluppo ha chiesto che venga messa a verbale la loro "delusione" per la mancata creazione di un meccanismo formale per la consegna di fondi alle nazione colpite dagli impatti climatici: ha aggiunto che il gruppo aveva considerato di chiedere modifiche al testo, ma non lo ha fatto pur di raggiungere un accordo. 

I testi approvati sono un "compromesso. Riflettono gli interessi, le condizioni, le contraddizioni e lo stato della volontà politica nel mondo oggi", ha affermato il segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres, sottolineando che gli accordi sono un passo importante ma la "collettiva volontà politica non è stata abbastanza per superare le profonde contraddizioni":

Comunque, alla fine il testo è stato approvato. Cosa prevede l'accordo? Contiene le linea guida perché il pianeta rispetti l'obiettivo, fissato a Parigi, di limitare il riscaldamento globale di 1,5 gradi entro il 2100 rispetto ai livelli preindustriali. L'India però ha introdotto all'ultimo minuto una modifica per ammorbidire il riferimento alla fine del carbone, il maggiore responsabile delle emissioni responsabili dei gas serra, e ha fatto sostituire il termine 'phase out' con 'phase down', nonostante il testo contenesse la grande novità di fare riferimento per la prima volta alla necessità di porre fine ai combustibili fossili. In un intervento dinanzi alla plenaria, dopo due settimane di negoziati, il rappresentante indiano ha chiesto di modificare la formulazione dell'articolo che proponeva la progressiva eliminazione delle centrali a carbone senza un sistema di cattura dell'anidride carbonica. L'articolo 36 chiedeva di "accelerare gli sforzi per eliminare gradualmente il carbone senza sistemi di cattura del carbonio e sussidi inefficienti per i combustibili fossili", che di per sé era già un indebolimento di una proposta precedente più diretta. L'India ha proposto di inserire invece di "eliminazione" la "riduzione progressiva", un emendamento che è stato accettato a malincuore dal resto dei Paesi, che in molti casi hanno mostrato esplicitamente il loro disappunto. Nonostante l'opposizione di molti alla plenaria, i partecipanti hanno comunque approvato il Patto per il clima di Glasgow: del resto, se i negoziati fossero falliti, sarebbe stato un fallimento di dimensioni storiche. 

"Glasgow è un programma che ci indica cosa dobbiamo fare. Credeteci o meno ma è la prima volta che si nomina il carbone. Siamo più vicini che mai a evitare il caos climatico": questo è "l'inizio di qualcosa. Abbiamo sempre saputo che Glasgow non era il traguardo", ha affermato l'inviato americano per il clima, John Kerry.