Turchia, militari occupano il ponte sul Bosforo a Istanbul (Afp)
Turchia, militari occupano il ponte sul Bosforo a Istanbul (Afp)

Ankara, 16 luglio 2016 - Sono 265 le vittime della guerriglia scatenata in Turchia dal tentato colpo di Stato. Si tratta, secondo dati ufficiali, di poliziotti, soldati, civili e militari 'ribelli'. Il golpe, organizzato da una fazione dell'esercito, è stato dichiarato fallito dal governo di Ankara all'alba, ma lascia dietro di sé caos e sangue. "Restate in strada", chiede Recep Tayyip Erdogan alla popolazione, temendo un colpo di coda. 

L'insurrezione militare è iniziata ieri sera, intorno alle 22, quando carri armati hanno occupato Ankara e Istanbul mentre i golpisti annunciavano di aver "preso il potere per ristabilire l'ordine democratico e la libertà". Aerei e elicotteri hanno sorvolato la capitale e il Bosforo, tra le forze di polizia e i 'ribelli' ci sono stati scontri a fuoco, con esplosioni e bombardamenti. 

Anche i civili  in massa, dopo l'appello del presidente Erdogan, hanno sfidato il coprifuoco imposto dagli insorti e si sono riversati nelle strade per bloccare le frange dell'esercito dissidente. 

Erdogan, appello via Facetime: scendete in piazza

3MILA ARRESTI - Questa mattina il premier di Ankara, Binali Yildirim ha riferito che oltre 2800 militari sono stati arrestati (molti gli alti in grado), oltre 100 uccisi, 200 si sono arresi, altri sono stati cacciati dall'esercito in un'opera di 'ripulisti'. Alle frontiere è caccia ai golpisti ("anche giornalisti") che secondo il governo sarebbero in procinto di lasciare il paese, mentre otto ufficiali dell'esercito sono già atterrati con elicottero in Grecia per chiedere asilo politico. Intanto è arrivata la nomina-lampo del nuovo capo di Stato maggiore, Umit Dundar, a sostituire Hulusi Akar, preso in ostaggio e poi liberato. 

GOLPISTI IN GRECIA SARANNO ESTRADATI - Gli otto militari golpisti turchi fuggiti in Grecia dopo il colpo di stato saranno estradati. Lo ha annunciato il ministro degli Esteri turco Mevlut Cavusoglu dopo aver parlato con il collega greco Nikos Kotzias.

ARRESTATI I GENERALI - Le autorità turche hanno arrestato il generale Erdal Ozturk, comandante della Terza armata, per presunta complicità. "Il generale Erdal Ozturk, comandante della Terza armata, è stato arrestato", ha detto un funzionario turco sotto anonimato. Anche il generale Adem Huduti, comandante della Seconda armata, e il suo vice Avni Angun sono finiti in manette. E' quanto riporta il sito turco Hurriyet, riferendo anche dell'arresto di altri 10 soldati, tra cui due generali di alto rango, così come dell'ex capo di Stato dell'aeronautica, Akin Ozturk.  

GIUDICI IN MANETTE - Dopo il fallito golpe sono stati rimossi dall'incarico 2.745 giudici e cinque membri dei 22 membri del Consiglio superiore dei giudici e dei pubblici ministeri (HSYK). Lo riferiscono diversi media locali, spiegando che i giudici rimossi sono sospettati di legami con Fethullah Gulen, il nemico del presidente Recep Tayyp Erdogan ritenuto il responsabile del golpe. 

In seguito un ordine d'arresto per 9 giudici della Corte Suprema turca è stato emesso dal HSYK, che rappresenta l'equivalente del nostro Consiglio superiore della magistratura, su indicazione del ministro della Giustizia Bekir Bozdag. La polizia ha inoltre arrestato 10 giudici del Danistay, il Consiglio di Stato turco, e ne sta cercando altri 38 membri. Ordini di arresto sono stati emessi anche a carico di 140 giudici della Yargitay, la Corte di cassazione. Il presidente Ismail Rustu Cirit, ha assicurato che "punira' tutti i traditori". Arrestato anche un giudice della Corte costituzionale turca Alparslan Altan.

ERDOGAN, FUGA NEI CIELI - Dopo una fuga di qualche ore, Erdogan ha fatto rientro a Istanbul: decollato subito dopo l'occupazione militare è rimasto in volo sul Paese, per poi atterrare di nuovo all'aeroporto di Ataturk. Qui, accolto da migliaia di sostenitori, ha annunciato di essere ancora lui il presidente in carica e ha promesso che "i traditori pagheranno un caro prezzo". Nel frattempo la polizia stava riassumendo il controllo delle città. Sono stati riaperti i ponti sul Bosforo, a Istanbul, chiusi nella notte dai militari golpisti. Ripresi anche i voli, così come le trasmissioni dell'emittente tv di Stato, la cui sede era stata occupata dai ribelli. I conflitti a fuoco sono durati per tutta la mattinata con intensità via via decrescente: la situazione si avvia verso una normalizzazione. 

ANKARA: E' ATTO TERRORISTICO - "Non è un golpe ma un atto di terrorismo", ha detto il premier Yildirim che annuncia punizioni esemplari per i dissidenti. 

 Il palazzo di Erdogan bombardato

GULEN - Dietro il golpe - accusa Erdogan - c'è il suo ex alleato diventato nemico numero uno, l'imam e magnate auto-esiliatosi in Usa, Fethullah Gulen. Che però, in un comunicato, ha condannato il tentativo di colpo di Stato, giurando estraneità: "Per qualcuno come me che ha sofferto sotto diversi colpi di stato militari nelle ultime cinque decadi, è particolarmente offensivo essere accusato di avere legami con un tentativo del genere". 

ERGOGAN CHIEDE GULEN A USA - Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha chiesto agli Stati Uniti l'estradizione di Fethullah Gulen. 

GULEN: MESSA IN SCENA DI ERDOGAN - Il religioso musulmano Fethullah Gulen nega di aver avuto un ruolo nel golpe fallito in Turchia, e anzi condanna "nei termini più forti" il tentativo di colpo di Stato. Gulen, che vive in esilio negli Stati uniti, respinge quindi le accuse di Erdogan e del governo di Ankara. "Essendo qualcuno che ha sofferto in prima persona diversi colpi di Stato militari, durante le passate cinque decadi, è particolarmente infamante essere accusato di avere legami con un tentativo di questo genere", ha detto Gulen. Poi l'iman fa una considerazione: "C'è la possibilità che il golpe di stato in Turchia sia stata una messa in scena per continuare ad accusare i miei sostenitori". "Non penso che il mondo possa credere alle accuse del presidente Erdogan. Ora che la Turchia ha intrapreso il sentiero della democrazia non può tornare indietro".

LE REAZIONI - Cauta la reazione internazionale, con Obama e Merkel che condannano, in ritardo e senza particolare enfasi, il golpe, dichiarandosi "a favore del governo democraticamente eletto". Anche dall'Onu arriva il sostegno a Erdogan perché "l'interferenza militare negli affari di qualsiasi stato sono inaccettabili". Renzi interviene a cose finite ed esprime "sollievo" per gli sviluppi in Turchia. "La preoccupazione per una situazione fuori controllo in un partner Nato come la Turchia lascia spazio al prevalere della stabilità e delle istituzioni democratiche". 

Ankara ha fretta di dimenticare la lunga notte e Yildirim ha convocato per il pomeriggio una seduta straordinaria del Parlamento. 

KERRY: COLLABORIAMO, MA SERVONO PROVE - Gli Stati Uniti sono pronti ad aiutare la Turchia nelle indagini sul tentato golpe. Lo ha detto il Segretario di Stato americano, John Kerry, che ha invitato Ankara però a mostrare le prove che attribuiscono a Fetullah Gulen la responsabilità dell'iniziativa sovversiva. Ankara ha chiesto più volte nel passato a Washington di espellere il predicatore, una volta alleato del presidente Recep Tayyp Erdogan e oggi suo acerrimo nemico. 

BLOCCATA BASE USA - Le autorità turche hanno imposto il blocco totale della base aerea di Incirlik, nell'Anatolia meridionale, di regola impiegata dagli Stati Uniti e dagli altri Paesi che fanno parte della coalizione multinazionale contro lo Stato Islamico: lo hanno riferito fonti del consolato americano di Adana, da cui la struttura dista una quindicina di chilometri in direzione est. "Le autorità locali impediscono i movimenti da e per Incirlik. E' stata anche tolta l'energia eletrica", recita un comunicato ufficiale. La base è utilizzata in comune per i raid aerei contro le milizie del Califfato in Siria e ieri, a tentativo di colpo di stato militare ancora in corso in Turchia, dal Pentagono era stato fatto sapere che le operazioni anti-Isis sarebbe comunque proseguire regolarmente.