Ghiacciaio dell'Aletsch, maxi cartolina contro il cambiamento climatico (Ansa)
Ghiacciaio dell'Aletsch, maxi cartolina contro il cambiamento climatico (Ansa)

Roma 29 novembre 2018 - Sul clima è sempre più scontro tra Europa e Stati Uniti. "Non credo che i cambiamenti climatici siano provocati dall'uomo e non credo all'opinione diffusa tra gli scienziati. Guardiamo alla nostra aria e alla nostra acqua, sono ora a un livello record di pulizia", ha detto il presidente americano Donald Trump. E' l'ulteriore conferma di una visione antiambientaliusta che è opposta a quella europea, che vede la tutela dell'ambiente come una opportunità.

"L'Ue non è nella posizione degli Usa, dove se cambia il presidente, cambiano anche le politiche per il clima", ha dichiarato il commissario per il Clima e l'Energia Migel Arias Canete, difendendo l'operato di Bruxelles. "Le nostre politiche - ha detto Canete - sono permanenti, coerenti e ambiziose e siamo gli unici al mondo che hanno già fissato i target per il 2030, traducendoli in legislazione". Per questo, ha aggiunto, "arriverò alla Conferenza sul clima di Katowice" a dicembre "molto orgoglioso di essere europeo e con tutte le carte in regola”. L'Ue ha presentato in vista della conferenza di Katowice una strategia che punta a una Europa a impatto climatico zero entro il 2050. Portare a zero le emissioni di gas serra nel 2050 richiederà però sforzi massicci e cambiamenti radicali, combinando insieme tutti gli strumenti disponibili: mobilità elettrica, fonti di energia rinnovabili, efficienza energetica nelle costruzioni, biocarburanti, idrogeno, economia circolare (cioè riciclo), sostenibilità dei settori agricolo e forestale. Una rivoluzione da 200-300 miliardi d'investimenti l'anno, che però porterà un +2% di Pil entro il 2050, risparmi di 200 miliardi annui in sanità e il 40% in meno di morti premature da smog, oltre a un taglio del 70% dei costi delle importazioni energetiche, per 2-3mila miliardi di euro.

"L'Ue - ha sottolineato il commissario Miguel Arias Canete - ha già avviato la modernizzazione e la trasformazione necessarie per giungere a un'economia a impatto climatico zero, ma ora compiamo un ulteriore passo in avanti, presentando una strategia che dovrebbe rendere l'Europa la prima grande economia mondiale a impatto climatico zero entro il 2050. L'impatto climatico zero è necessario, possibile e nell'interesse dell'Europa". “La strategia - ha proseguito - è necessario per conseguire gli obiettivi di lungo termine in materia di temperatura previsti dall'accordo di Parigi. È possibile grazie alle tecnologie attuali e a quelle di prossima diffusione. Ed è nell'interesse dell'Europa mettere fine alla spesa per le importazioni di combustibili fossili e investire per migliorare significativamente le condizioni di vita degli europei. Nessun cittadino e nessuna regione europea devono essere lasciati indietro". L'impegno dovrebbe essere globale. "Tutti i trasporti - ha detto la commissaria per i Trasporti, Violeta Bulc, dovrebbero contribuire alla decarbonizzazione del nostro sistema di mobilità, e per questo è necessario avere veicoli a basse o zero emissioni, un forte aumento della capacità della rete ferroviaria e un'organizzazione molto più efficiente del sistema dei trasporti basata sulla digitalizzazione; incentivi per modificare i comportamenti; combustibili alternativi e un'infrastruttura intelligente; e impegni assunti a livello globale, il tutto sostenuto da innovazione e investimenti".

Tra gli otto scenari delineati da Bruxelles, solo l'ultimo che combina a tutto campo azioni massicce sul fronte di rinnovabili, efficienza energetica, biocarburanti avanzati sostenibili, economia circolare, elettrificazione spinta, uso di idrogeno ed e-carburanti e una mobilità alternativa, oltre al pieno coinvolgimento del settore agricolo e forestale, riesce a raggiungere al 2050 emissioni di CO2 neutrali da un punto di vista ambientale. Combinazioni solo parziali o limitate di sforzi in questi ambiti raggiungerebbero - mostrano gli altri sette scenari - impatti che si fermerebbero all'80%, 85% o 90%. Bruxelles, però, nella sua visione strategica a lungo termine, esclude esplicitamente di rivedere il target di riduzione delle emissioni al 40% per il 2030, come auspicato invece dalle associazioni ambientaliste ma anche da una lettera di 10 Paesi Ue tra cui l'Italia. Se correttamente applicato, infatti, la Commissione riconosce che il pacchetto attuale su clima-energia porterà a una riduzione del 45% della CO2 per il 2030 e del 60% per il 2050. Nonostante questo, però, si legge nel documento odierno, «la strategia qui proposta non intende lanciare nuove politiche, né la Commissione intende rivedere gli obiettivi per il 2030» ma, piuttosto, "la strategia apre un dibattito approfondito" sul fatto che "l'Ue dovrebbe essere entro il 2050 tra i primi a raggiungere zero emissioni nette".

Dagli ambientalisti le reazioni sono miste: plauso, ma soprattutto un richiamo a fare di più e subito, a partire dalla revisione al rialzo dei target per il 2030. "La strategia Ue - osserva Greenpeace - costituisce un barlume di speranza, ma con 12 anni rimasti per salvarci e salvare il pianeta, è giunto il momento che i governi europei intraprendano azioni per essere a emissioni neutra entro il 2040" e con la revisione dei target per il 2030. "Con questa strategia a lungo termine, l'UE può diventare il primo attore mondiale di rilievo che risponde agli allarmi degli scienziati del clima e che agisce per attuare gli obiettivi dell'Accordo di Parigi - osserva Mariagrazia Midulla, responsabile Clima ed Energia del Wwf Italia -. Tuttavia, dobbiamo raggiungere le emissioni zero di carbonio più velocemente: entro il 2040. E anche con gli strumenti che abbiamo a disposizione in questo momento siamo in grado di farlo".
"La strategia europea è un passo in avanti" anche per il Climate Action Network Europe ma, avverte, "non sarà probabilmente abbastanza per rispettare l'accordo di Parigi, e per questo l'Ue dovrebbe pienamente decarbonizzarsi già entro il 2040 e aumentare significativamente i suoi target climatici per il 2030, anche oltre il 55% di riduzione che alcuni stati membri e il Parlamento europeo stanno chiedendo". Ancora più critici i Verdi Ue, per i quali la nuova strategia è "una nuova occasione mancata" che farà si che la Commissione "arrivi a Katowice alla Cop 24 con una strategia deludente e poco ambiziosa, che non risponde all'urgenza climatica".

"Alla prossima conferenza di Katowice -  osserva il ministro dell'Ambiente Sergio Costa - ci sarà, bisogna ricordarlo per non illudere e restare ancorati alla realta', un processo negoziale dove in molti punteranno al ribasso sugli obiettivi. Da parte nostra faremo però il possibile per arrivare a un documento finale quanto più vicino alle nostre posizioni virtuose". 

L'Europa oggettivamente combatte una battaglia di avanguardia che la vede sempre più sola tra paesi prudenti e scettici. Tra questi  va ormai annoverato anche il Brasile, che ha ritirato la sua candidatura a ospitare la Conferenza sul clima Cop25 del 2019. Il nuovo presidente Jair Bolsonaro, che entrerà in carica il 1/o gennaio, è un populista che si ispira a Trump e anche sul clima ha idee simili a quelle del collega Usa.