Pechino, 1 novembre 2021 - Negli ultimi 200 anni di industrializzazione i Paesi sviluppati hanno avuto "una responsabilità ineludibile sulle emissioni di gas serra" e "storicamente gli Stati Uniti si sono rifiutati di ratificare il Protocollo di Kyoto e si sono ritirati dall'Accordo di Parigi, minando gravemente la fiducia e l'efficacia della cooperazione globale nell'affrontare il cambiamento climatico". Il portavoce del ministero degli Esteri cinese Wang Wenbin, sulla "delusione" del presidente Joe Biden per la mancanza di ambizione di Pechino sul clima, ha replicato che "le emissioni cumulative pro capite storiche Usa sono 8 volte quelle della Cina".

Un alto funzionario degli Stati Uniti oggi ha criticato la "sconcertante" incapacità della Cina di "intensificare" la sua azione contro la crisi climatica da una prospettiva globale. Jake Sullivan, consigliere per la sicurezza nazionale del presidente degli Stati Uniti, ha affermato che il vertice sul clima Cop26, che inizia oggi a Glasgow, segnerà progressi per gran parte del mondo grazie a un "aumento dell'energia" durante l'anno 2021. "Ora la domanda è, saranno tutti in fila?", ha proseguito Sullivan a bordo dell'aereo presidenziale Air Force One, poco prima che atterrasse in Scozia. "Ci sono Paesi che si stanno rifuggendo e - ha detto ai giornalisti - uno di questi è la Cina, che non sarà rappresentata da un leader alla Cop26 e che riteniamo abbia l'obbligo di intensificare l'azione mentre avanziamo collettivamente. Continuiamo a fare pressione per questo", ha aggiunto, descrivendo come "sconcertante" il contrasto tra la politica americana condotta da Joe Biden contro il cambiamento climatico e la posizione della Cina considerata "passiva". Il presidente cinese Xi Jinping è uno degli assenti di rilievo di questo vertice delle Nazioni Unite.