Marrakech, 14 novembre 2016 - Andrà secondo quanto pronosticato già nei mesi scorsi: il 2016 farà segnare un nuovo record della temperatura planetaria che sarà superiore in media di 1,2 gradi rispetto ai livelli preindustriali. Secondo l'Organizzazione meteorologica mondiale "se ciò si confermerà, il 21esimo secolo annovererà 16 dei 17 anni più caldi mai rilevati dall'inizio dei rilevamenti", spiega l'organizzazione a margine della conferenza Onu sul clima (Cop22).

LA SOGLIA CRITICA - Sono oltre 190 i Paesi riuniti a Marrakech per tentare di andare avanti nell'attuazione dell'accordo di Parigi siglato l'anno scorso e che punta a limitare il riscaldamento al di sotto dei 2 gradi entro il 2050. Oltre questa soglia sarà estremamente difficile, in molte parti del pianeta, adattarsi agli impatti degli sconvolgimenti climatici in corso.

INCOGNITA USA - Tra i nodi da sciogliere c'è quello della posizione Usa dopo l'elezione di Donald Trump, e le reazioni alla stessa da parte degli altri grandi attori alla Cop22, Cina ed Unione Europea in testa.

FOCUS Trump alla guerra anti ambientalista. Petrolio, carbone e trivelle nei parchI - di ALESSANDRO FARRUGGIA 

GLI ALTRI DATI CHOC - Oltre alla temperatura, ci sono anche altri indicatori di cambiamento climatico che fanno segnare livelli record: la concentrazione dei gas a effetto serra nell'atmosfera ha raggiunto livelli senza precedenti, si è ridotta l'estensione della banchisa artica e lo scioglimento dei ghiacci della Groenlandia è "molto marcato". Petteri Taalas, il segretario generale dell'Omm, segretario dell'Omm ha riferito che "in alcune regioni artiche della Federazione russa la temperatura è stata superiore di 6-7 gradi rispetto alla norma". Inoltre le temperature oceaniche più elevate hanno causato il fenomeno dello sbiancamento dei coralli: in alcuni tratti della Grande Barriera corallina in Australia è morta quasi la metà dei coralli. Il rapporto conclusivo dell'Omm sullo stato del clima nel 2016 sarà pubblicato ad inizio 2017. Proprio alle barriere coralline è dedicata un post su Facebook di Wwf Italia.

CO2, NOTIZIE BUONE (MA NON TROPPO) - Intanto uno studio dell'università dell'East Anglia e del Global Carbon Project sottolinea che le emissioni mondiali di CO2 generate dalla combustione delle fonti fossili dovrebbero essere a "crescita quasi zero" nel 2016, segnando il terzo anno consecutivo di emissioni stabili. Quest'anno il carbonio immesso in atmosfera dovrebbe crescere di appena lo 0,2% rispetto al 2015. L'anno scorso le emissioni non avevano fatto registrare aumenti, mentre nel 2014 si era riportato un +0,7%. La causa principale della stabilità dell'ultimo triennio va ricercata nel minor uso del carbone da parte della Cina, spiegano gli analisti, che evidenziano il disaccoppiamento tra le emissioni di CO2 e il Prodotto interno lordo mondiale, atteso ne 2016 a +3%. Gli scienziati stimano un calo dello 0,5% nelle emissioni Cinesi e dell'1,7% in quelle statunitensi. "Questo terzo anno di incremento quasi zero delle emissioni è senza precedenti in un momento di forte crescita economica", ha commentato l'autrice principale dello studio, Corinne Le Queré. "Si tratta di un grande aiuto al contrasto del cambiamento climatico ma non è abbastanza: ora c'è bisogno che le emissioni diminuiscano rapidamente, non soltanto che smettano di crescere", per riuscire a contenere l'aumento della temperatura globale entro i due gradi centigradi.

IL FILM DOCUMENTARIO DI DICAPRIO - Proprio oggi i lavori di Cop22 entrano nel vivo, con una giornata dedicata al cinema, che prevede la proiezione del film di DiCaprio. La settima che si apre viene definita 'High Level', ovvero la fase politica della Conferenza.

Punto di non ritorno, ecco il film di Leonardo DiCaprio sul clima