Wall Street in calo per la mossa della Cina di svalutare lo yuan (AFP)
Wall Street in calo per la mossa della Cina di svalutare lo yuan (AFP)

Pechino, 11 agosto 2015 - Borse in affanno dopo il crollo dello yuan. Anche Wall Street accusa il colpo.. Lmossa a sorpresa della Banca centrale cinese che ha svalutato la moneta locale rispetto al dollaro disorienta i mercati azionari europei messi ulteriormente di malumore dal calo superiore alle attese della fiducia degli investitori tedeschi.

I timori sullo stato dell'economia di Pechino, che nei giorni scorsi aveva pubblicato statistiche su export e import in netto calo, hanno preoccupato gli investitori con effetti che hanno interessato anche i prezzi delle materie prime. La svalutazione dello Yuan potrebbe aprire scenari inquietanti a livello internazionale. Si inizia a parlare di guerra delle valute come rischio plausibile. Washington frena, ma non abbassa la guardia: "E' troppo presto per valutare le implicazioni della svalutazione della moneta cinese". 

I LISTINI - A fine seduta Francoforte è stata la peggiore con una contrazione dell'indice Dax30 del 2,75% a causa soprattutto del tonfo del settore auto molto esposto sui mercati asiatici (-5% Daimler, -4% Bmw). Milano ha limitato i danni a un -1,12% del Ftse Mib che ha chiuso sui minimi.

Evidente la flessione del lusso che ha nella Cina l'area a forte potenziale di crescita: -5,5% Ferragamo, -3,2% Moncler e Tod's. In calo anche i titoli delle societa' piu' esposte verso il dollaro complice l'indebolimento del biglietto verde nei confronti della moneta unica europea: l'euro/dollaro segna 1,1062 (1,098 ieri sera) nel timore che la svalutazione dello yuan allontani il rialzo dei tassi Fed.  Giù il petrolio: -4% il Wti a 43,16 dollari al barile, -3% il Brent a 48,86 dollari al barile. 

LA SVALUTAZIONE - La Banca Centrale di Pechino, attraverso la maggiore operazione degli ultimi vent'anni, ha portato la quotazione della moneta nei confronti del dollaro a 6,2298 (-1,9%) specificando che si tratta di una misura 'una tantum'. La Banca Centrale ha dunque tagliato il suo tasso (che permette al mercato una oscillazione giornaliera di circa il 2%) dopo che l'ancoraggio al dollaro ha colpito duramente negli ultimi mesi le esportazioni del paese asiatico. Bloomberg afferma che la svalutazione di oggi, la più significativa dall'unificazione del Paese nel 1994, dovrebbe lasciare al mercato maggiore disponibilità a determinare il cambio considerando alcuni parametri, come domanda e l'offerta e il tasso di chiusura del giorno precedenteSe la svalutazione potrà frenare la fuga dei capitali e rianimare l'export, la mossa colpirà tuttavia il potere di acquisto dei consumatori cinesi su alcuni prodotti. La decisione delle autorità di Pechino arriva in contemporanea al deprezzamento nella regione delle monete di Australia, Corea del Sud, e Singapore. La conseguenza? Lo spettro di una 'guerra delle valute', che potrebbe puntare sulla svalutazione per rendere competitiva l'economia.

GIU' ANCHE WALL STREET - Wall Street chiude in calo dopo la mossa a sorpresa della banca centrale cinese, che ha deciso di svalutare lo yuan di quasi il 2% rispetto al dollaro per rilanciare l'export. Il Dow Jones ha terminato le contrattazioni in ribasso dell'1,2% a 17.402,98. In discesa anche il Nasdaq, -1,27% a quota 5.036,79.