Domenica 26 Maggio 2024

L’ammiraglio Aquilino: “La Cina usa la strategia della ‘rana bollita’, sta diventando più aggressiva”

In vista del suo avvicendamento alla guida delle forze armate degli Stati Uniti nella regione dell'Indo Pacifico, l’ammiraglio ha rilasciato un’intervista al Financial Times in cui fa il punto sulle tensioni con Pechino

Il comandante uscente delle forze armate degli Stati Uniti nella regione dell'Indo Pacifico, l'ammiraglio John Aquilino

Il comandante uscente delle forze armate degli Stati Uniti nella regione dell'Indo Pacifico, l'ammiraglio John Aquilino

Roma, 28 aprile 2024 - La Cina sta usando la strategia della "rana bollita", cioè facendo aumentare lentamente le tensioni nel Mar Cinese, e non solo con Taiwan, ma anche con Corea del Sud, Filippine e Giappone. Lo sostiene il comandante uscente delle forze armate degli Stati Uniti nella regione dell'Indo Pacifico, l'ammiraglio John Aquilino intervistato dal Financial Times. Aquilino, ex top gun di Tomcat e Hornet, ha una lunga esperienza nella Marina degli Stati Uniti e ha visto crescere questa tensione con le attività militari a rischio di Pechino. "Stanno diventando più aggressivi, si fanno più audaci e pericolosi", ha affermato l'ammiraglio che la settimana prossima cederà il comando all'ammiraglio Samuel Paparo.

Momento peggiore? Quando Pelosi andò a Taiwan

Aquilino, che ha visto con i suoi occhi l'espansione minacciosa della Cina, ha indicato nella visita nel 2022 a Taiwan della speaker della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, Nancy Pelosi, il momento peggiore per le relazioni tra Usa e Cina, che reagì con esercitazioni militari senza precedenti. Ed era lì anche quando tutta l'America si domandava cosa ci faceva un pallone sonda cinese nei cieli degli Stati Uniti, episodio che però ha minimizzato nell’intervista.

La barriera corallina Second Thomas Shoal

Ma per spiegare meglio la strategia della 'rana bollita' cinese, secondo Aquilino, bisogna guardare al caso della barriera corallina Second Thomas Shoal, un reef sommerso nelle Isole Spratly del Mar Cinese Meridionale, a 105 miglia nautiche a ovest di Palawan, nelle Filippine, ritenuto da Pechino suo territorio. E la Cina continua a rivendicarlo nonostante un tribunale arbitrale internazionale del 2016 abbia stabilito che non ha alcun diritto sovrano sulla barriera corallina sommersa. A dicembre, dopo una spedizione filippina presso la Second Thomas Shoal, Pechino inviò subito in zona 11 navi, non ufficialmente da guerra, ma i cosiddetti pescherecci paramilitari sovvenzionati dalla Marina cinese. Inoltre Manila denunciò un grave incidente: le navi della Guardia Costiera cinesi avevano usato cannoni ad acqua e speronato le navi da rifornimento filippine causando danni ingenti alle imbarcazioni.

Taiwan continuamente minacciata dagli aerei militari cinesi

Ieri, come in altre occasioni, almeno 22 aerei militari cinesi hanno volato attorno all'isola di Taiwan in meno di tre ore. Il ministero della Difesa di Taipei: "Abbiamo rilevato attività di 22 aerei dell'Esercito di liberazione del Popolo (le forze armate cinesi, ndr) dalle 9.30 (le 3.30 italiane)". Aggiungendo che 12 di questi velivoli hanno "attraversato la linea mediana" fra la Cina e Taiwan.