Test Covid in Cina su milioni di persone (Ansa)
Test Covid in Cina su milioni di persone (Ansa)

Roma, 6 agosto 2021 - Tornano a crescere i contagi in Cina. Sono 124 i nuovi casi Covid registrati nelle ultime 24 ore in tutto il Paese, ma più che sufficienti per le autorità cinesi per tornare ad applicare rigide restrizioni: sono sconsigliati gli spostamenti tra province e vengono sottoposte a test milioni di persone per arginare la diffusione dei focolai causati dalla variante Delta. Oppure a Pechino sono state chiuse le mostre e sono stati cancellati tutti i grandi eventi in programma ad agosto, compresi appuntamenti internazionali come il Beijing International Film Festival 2021 e la World 5G Convention.

Il bollettino Coronavirus del 6 agosto 2021

I contagi nelle province

I 124 nuovi contagi di giovedì in Cina, di cui 80 di trasmissione interna al Paese e 44 importati dall'estero, sono il nuovo numero massimo registrato in un giorno nel 2021. Secondo gli aggiornamenti della commissione sanitaria nazionale, il Jiangsu si conferma la provincia più colpita con 61 casi trasmessi localmente. Gli altri casi di trasmissione domestica sono stati individuati nella provincia di Hunan (9), di Hubei (6) e di Mongolia Interna, Henan, Hainan e Yunnan (1 contagio ciascuno). In merito alle 44 infezioni importate, 13 sono relative al Guangdong, 10 allo Yunnan, 8 ciscuno a Shanghai e Shandong, due sia nello Sichuan sia nello Shaanxi, e uno a Tianjin. Sono tre, inoltre, i casi sospetti importati registrati a Shanghai. Nel complesso, i contagi verificati in Cina hanno raggiunto quota 93.498, mentre i morti sono sempre fermi a 4.636.

La situazione a Pechino

Quanto alla stretta su Pechino, non ci sono indicazioni per ora sul rinvio anche della China International Fair for Trade in Services 2021, che si terrà dal 2 al 7 settembre. Di fronte ai nuovi focolai in altre province, la capitale ha rafforzato le sue misure di prevenzione: le persone che arrivano a Pechino da aree ad alto rischio per il virus dovrebbero sottoporsi alla quarantena centralizzata di 14 giorni e a sette giorni di monitoraggio sanitario. Coloro che provengono da zone a rischio medio dovrebbero sottoporsi a 14 giorni di osservazione medica a domicilio e a sette giorni di monitoraggio sanitario. Il governo municipale ha esortato i dipartimenti competenti a svolgere indagini epidemiologiche tempestive su specifici gruppi altamente mobili, inclusi autisti di taxi e di condivisione del viaggio e fattorini. Pechino prevede di intensificare lo screening delle persone che entrano in città dalle aree con casi segnalati di Covid-19. Pechino ha segnalato zero contagi giovedì dopo i 3 di mercoledì.

La Cia indaga su Wuhan

Intanto, sulla questione ancora aperta rispetto all'origine del coronavirus, l'emittente americana Cnn rivela - citando "diverse fonti informate" - che le agenzie di intelligence statunitensi sono entrate in possesso di numerosi dati sul laboratorio di Wuhan, sospettato di poter essere il luogo da cui è iniziata la pandemia. La Cia e altre istituzioni Usa "stanno rovistando in un 'tesoro' di dati genetici - dice la Cnn - che, una volta decifrati, potrebbero svelare le origini del coronavirus". Le fonti citate dalla tv americana hanno raccontato di un catalogo gigante di informazioni, contenente progetti genetici stilati da campioni di virus studiati nel laboratorio di Wuhan.

Non è chiaro come o quando le agenzie di intelligence Usa abbiano avuto accesso alle informazioni, ma le macchine coinvolte nella creazione e nell'elaborazione di questo tipo di dati genetici dai virus sono in genere collegate a server esterni basati su cloud, e quindi potenzialmente violabili, hanno riferito le fonti. Gli investigatori americani hanno cercato a lungo dati genetici da 22.000 campioni di virus che venivano studiati presso l'Istituto di virologia di Wuhan. Tali dati sono stati rimossi da Internet da funzionari cinesi nel settembre 2019 e da allora la Cina si è rifiutata di consegnare questo e altri dati grezzi sui primi casi di coronavirus all'Oms e agli Stati Uniti. E le fonti citate della Cnn non hanno né confermato né smentito che l'intelligence stia analizzando i dati relativi a quei 22mila campioni.

L'istituto di virologia di Wuhan (Ansa)

Inoltre, si aggiunge, il grande lavoro in corso non sarebbe sufficiente per dimostrare in modo definitivo se il virus abbia avuto origine nel laboratorio di Wuhan o se sia emerso per la prima volta naturalmente. Ma allo stesso tempo, si tratta di un pezzo di indagine ritenuto molto rilevante per fare passi avanti e su cui la Casa Bianca punta molto. Se si considera che Joe Biden lo scorso maggio ha dato all'intelligence 90 giorni per elaborare un rapporto sulle origini del Covid per reagire alle speculazioni sull'origine del coronavirus e, in particolare, per chiarire la teoria dell'origine nel laboratorio di Wuhan. Inoltre l'annuncio del presidente Usa era arrivato dopo che un rapporto dell'intelligence statunitense aveva indicato che diversi ricercatori dell'Istituto di virologia di Wuhan si sono ammalati nel novembre 2019 e hanno dovuto essere ricoverati, come riportato dal Wall Street Journal all'inizio di questa settimana. C'è attesa sui risultati di questo lavoro da cui si spera si possano ottenere informazioni in più che aiutino a rispondere alla domanda su come il virus sia passato dagli animali agli esseri umani. Svelare questo mistero è essenziale per poter determinare se il virus si sia diffuso da un laboratorio o sia stato trasmesso agli esseri umani in modo naturale dagli animali.