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6 giu 2022

Tensione nei cieli fra Australia e Cina: scontro sfiorato fra aereo spia e caccia

I due veivoli si sono incrociati sopra il Mar Cinese meridionale. La ricostruzione dei fatti e le accuse incrociate fra Pechino e Canberra

6 giu 2022

Roma, 6 giugno 2022 - Incidente diplomatico ad alta quota fra Cina e Australia. Nei cieli sopra il Mar Cinese meridionale è andato in scena un confronto decisamente acceso fra un boeing da pattugliamento marittimo P-8 Poseidon australiano e un caccia da combattimento cinese Shenyang J-16. L'episodio che ha coinvolto i due aerei, secondo quanto è stato riportato dal ministero della Difesa australiano, è avvenuto il mese scorso.

Il caccia da combattimento cinese Shenyang J-16
Il caccia da combattimento cinese Shenyang J-16

Che cosa è successo

Il boeing B-2 Poseidon australiano e il caccia da combattimento cinese Shenyang J-16 si sono incrociati sopra il Mar cinese del sud. "Il caccia J-16 ha affiancato molto da vicino il P-8 - ha dichiarato il ministro della Difesa australiano, Richard Marles in un'intervista tv -. Il J-16 poi ha accelerato, ha tagliato la strada e si è messo davanti al muso del ricognitore a distanza molto ravvicinata".

Il caccia cinese, da distanza ravvicinatissima, ha poi rilasciato lungo la propria scia una nuvola composta da striscioline di alluminio, la classica contromisura elettronica difensiva chiamata in germo militare 'chaffing'. Le striscioline sono state subito assorbite dai reattori del P-2 Poseidon, causando un allarme per il veivolo radar che ha rischiato un danno alle pale e un arresto del motore, e mettendo a rischio la sicurezza dell'equipaggio dell'Australian Defence Force. "E' evidente che tutto questo è molto pericoloso", ha detto ancora Marles, denunciando l'alta aggressività nella regione da parte dell'aviazione di Pechino. L'incidente è maturato tre mesi dopo che l'Australia ha accusato l'esercito cinese di puntare un laser militare su un aereo pattugliatore P-8 delle forze armate di Canberra in volo sulle acque a nord dell'Australia.

Le reazioni politiche

Il nuovo primo ministro australiano, Anthony Albanese, ha detto che il suo governo ha sollevato la questione con Pechino: "Quanto accaduto è pericoloso e abbiamo fatto le nostre rimostranze appropriate al governo cinese, esprimendo le nostre preoccupazioni", ha detto il premier laburista, secondo cui il ricognitore P-8 volava "in ossequio alle leggi internazionali, esercitando il diritto alla libera navigazione e di sorvolo" sopra acque internazionali.

La risposta della Cina non si è fatta attendere. Pechino ha invitato l'Australia "ad agire con prudenza" in risposta alle accuse di Canberra. "La Cina ha detto che non avrebbe mai permesso ad alcun Paese di violare le sue sovranità e sicurezza col pretesto della libertà di navigazione - ha detto il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian -, esortando ancora una volta l'Australia a rispettare i suoi interessi di sicurezza nazionale, ad agire e a parlare con prudenza per evitare che si verifichi un errore di calcolo che si traduca in gravi conseguenze". 

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