26 apr 2022

Chernobyl, cosa ha detto il capo dell'Aiea sulla radioattività

Rafael Grossi: "E' tornato a livelli normali, erano saliti a causa dei movimenti di equipaggiamenti pesanti delle forze russe"

Chernobyl (Ucraina), 26 aprile 2022 - Il livello di radiazioni dalla centrale nucleare di Chernobyl è tornato a livelli "normali". Lo ha detto il capo dell'Agenzia internazionale per l'energia atomica Rafael Grossi visitando la centrale nell'anniversario del disastro nucleare dell'86. "Ci sono stati dei momenti in cui i livelli sono saliti a causa dei movimenti di equipaggiamenti pesanti delle forze russe" quando hanno occupato la centrale e quando si sono ritirate, ha spiegato Grossi ai giornalisti secondo quanto riferisce l'agenzia France Presse, rettificando una precedente notizia nella quale si parlava di un livello di radioattività tuttora "anormale".

Chernobyl, radioattività alta
Chernobyl, radioattività alta

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Il capo dell'agenzia atomica internazionale ha parlato ai giornalisti al suo arrivo sul sito dell'ex centrale nucleare. Grossi guida una missione di esperti che ha l'obiettivo di "consegnare equipaggiamento, condurre valutazione radiologiche e ristabilire i sistemi di monitoraggio delle salvaguardie".

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Oggi l'Alto rappresentante per la Politica Estera Ue, Josep Borrell e la commissaria per l'Energia, Kadri Simon, in una dichiarazione congiunta hanno condannato la Russia per l'attacco ed l'occupazione illegale della delicata installazione nucleare. "Nell'anniversario dell'incidente di Chernobyl del 1986, ribadiamo la nostra massima preoccupazione per i rischi per la sicurezza nucleare provocati dalle recenti azioni della Russia nell'area dell'impianto".

Nella dichiarazione si legge anche: "L'occupazione illegale e l'interruzione delle normali operazioni, come il blocco della rotazione del persone, ha minato la sicurezza delle operazioni negli impianti nucleari in Ucraina, aumentando in modo significativo il rischio di incidenti" e "mettendo a rischio la sicurezza nucleare nel nostro continente", Quindi si torna a "chiedere a Mosca di restituire alle autorità ucraine il controllo dell'area di Zaporizhzhia", dove si trova la centrale nucleare più grande di Europa, e di "astenersi da altre azioni contro istallazioni nucleari".

L'anniversario della paura

Mai come quest'anno il 26 aprile, l'anniversario del disastro di Chernobyl, avvenuto nel 1986, e così sentito, e legato alle preoccupazioni attuali. A poco meno di 40 anni dall'incidente, da quelle esplosioni causate da un errore di procedura nel corso di un test di sicurezza sul reattore n. 4, quella maledetta centrale torna a far paura all'Europa intera. Grossi ai cronisti ha parlato di livello di radiazioni nell'aria intorno alla centrale "anormale", dovuti alla situazione di mancata corretta gestione durante l'occupazione dell'impianto da parte delle forze russe. Una situazione al limite che tuttora necessita del continuo funzionamento della vasca di raffreddamento di barre combustibile nucleare. Pericolosa? Sì, perché per almeno una settimana la corrente elettrica a Chernobyl è rimasta staccata, e le conseguenze devono ancora essere veramente verificate. E Chernobyl non è l'unica centrale nucleare a rischio in questa guerra, oggi si è parlato di Zaporizhia, la più grande dell'Ucraina, teatro di azioni militari e sfiorata da due missili cruise lanciati dall'esercito russo. Tanto rischiosa che il capo di Energoatom, Petro Kotin ha parlato di una situazione "potenzialmente catastrofica a livello mondiale, nel caso un impianto venisse colpito".
 

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